Programmare interventi in casa in 5 punti

E’ arrivato il momento.

Abbiamo un fondo minimo d’ investire, e gli impegni ci permettono di affrontare il restyling della casa.

I 5 passi da seguire  prima di iniziare:

1 ) Valutazione . Prima di iniziare qualsiasi lavoro che sia di finitura e decoro è sempre utile fare prima una valutazione delle condizioni dell’immobile. Le parole chiave sono:

Strutture/Consumo energetico/ Condizione degli impianti/ Finiture

2) Professionista o fai da te? Il tema, già affrontato nel post Progettista?   va  valutato PRIMA di qualsiasi intervento,  riflettendo sulle reali difficoltà d’ approccio ad un determinato tema e tenendo in considerazione che l’amico, disposto a farci un progetto/consulenza gratuita a tempo perso , potrebbe essere disponibile solo fra anni o comunque, abbandonarci in corso d’opera  per motivi che spaziano dal professionale al familiare. In generale un approccio sostenibile ed etico è da adottare anche in questa scelta. Le parole chiave sono:

Etico/Professionale/Locale

3) Norme e regole.Vengo spesso contatta da  amici  e clienti ( futuri) che dopo aver intrapreso progetti e lavori si scontrano con le normative ed i regolamenti , scoprono così che la versione del tecnico  Caio amico di Sempronio era priva di alcune parti fondamentali. Mi chiedono soluzioni economiche e rapide in problematiche complesse. Alternativamente mi confronto con chi trova incomprensibile il rispetto di determinate norme.

L’apparato di regole e norme che regolano  tecnicamente ed economicamente la progettazione e la programmazione di interventi è frutto di un sistema che malgrado alcuni discutibili punti ( non è questa la sede per sviscerarli) serve a preservare la salute, la sicurezza e il nostro territorio. Le parole chiave sono:

Sicurezza/Socialità/Salvaguardia

4) Colori, materiali, e texture. Risolti gli aspetti di valutazione, scelta del progettista  e approccio alle norme inizia la parte più entusiasmante  e personale, ovvero l’individuazione dei temi su cui sviluppare  gli interventi di restyling. La prima parte riguarda la scelta di una schema colore, dove individuare i temi principali degli spazi analizzando sia le tonalità  sia il rapporto con materiali e texture.

Individuazione dei materiali. Qui entrano in gioco gli aspetti più sostenibili. Il consiglio in generale è di  farsi consigliare dal progettista e di valutare i materiali del territorio, le aziende locali e le star up che si occupano di riscoperta di tecniche e tradizioni, uscendo così dal finto  schema eco-bio della grande distribuzione. Le texture saranno  strettamente correlate alle scelte cromatiche e materiche. Le parole chiave sono:

Colore/Composizione/Unicità

5) Spazio. Individuati gli schemi cromatici e dei materiali sarà già ben chiara l’idea di spazio che si vuole ottenere.Il trattamento dello spazio è spesso la parte più complessa , dove il confronto con il progettista o con l’arredatore è fondamentale. La regola principale è non immaginare la casa di altri , ovvero non immaginare spazi che non ti appartengono, lascia fluire le  energie in maniera personale  senza focalizzarti su immagini da riviste patinate.Le parole chiave sono:

Consapevolezza/Ergonomia

 

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Progettista?

Progettista!

In tempi di crisi  si sente sempre più spesso parlare di fai da te , ma decidere ed intraprendere lavori in casa è un’impresa rischiosa, anche se da un punto di vista prettamente economico è sicuramente la strada migliore , ma spesso il fai da te comporta dei rischi non valutati che hanno più aspetti negativi di quelli immaginati.

Restyling totale. Rivolgersi ad un
professionista significa ampliare la possibilità di scelta , e spesso aprire strade ad opzioni più economiche.

Interventi mirati sull’impianto. La legge impone comunque che tutto ciò che concerne la parte impiantistica della casa sia certificato e controllato. Qualsiasi lavoro non certificato non sarà mai  punto di valore in caso di vendita o valutazione.

Risanamento energetico. L’argomento è complesso . Spesso sono le stesse ditte che offrono soluzioni mirate, ma il risanamento energetico di un’immobile non è legato solo alla sostituzione dei serramenti o all’installazione del cappotto isolante.Spesso queste soluzione fanno  nascere problematiche nuove creando un circolo vizioso da cui si esce spendendo il triplo dell’ipotetico risparmio iniziale.

La consulenza con un progettista permette di avere una visione più complessa degli interventi , spesso serve anche ai proprietari per chiarirsi le idee sugli obiettivi che si vogliono raggiungere.

 

 

 

 

La mia casa non mi piace più!

E quando la nostra casa non ci appartiene più? Restyling della casa o restyling dell’inquilino?

Eppure qui ci sono ricordi ed oggetti della nostra vita.

Per molti è impensabile anche solo l’idea di abbandonare il salotto troppo stretto o troppo largo, cambiare la vista della cucina anche se questa da direttamente sull’unica fabbrica rimasta nel raggio di 100 km.
Molte volte in fase di acquisto ci troviamo di fronte a case ed appartamenti  dalle enormi potenzialità ma  in fase di declino, lasciati completamenti a se stessi.

Altre volte sono i nostri stessi appartamenti  che dopo  anni di incuria e di accumulo consumistici non ci sembrano più adatti alle nostre esigenze.

La domanda da farsi  per decidere se siamo noi a dover cambiare o è veramente il nostro nido ad avere bisogno di un restyling:

Sono in grado di eliminare qualcosa per liberare dello spazio?

Questa solitamente è la domanda più difficile a cui dare risposta. La chiave di volta  di ogni modifica del nostro spazio. Cela al suo interno la domanda ben più profonda:

Sono io che devo cambiare o cerco una soluzione modificando lo spazio intorno a me?

Non serve rispondere di getto ma è un’utile esercizio da fare quando pensiamo di apporre anche modifiche minime come ad esempio nella distribuzione degli oggetti.

Una volta ottenuta una riposta sincera dal profondo possiamo partire con il restyling ( possibilmente low cost e sostenibile) vero e proprio che a quel punto sarà un’esigenza  necessaria.

 

Progettazione naturale in 5 punti

Spesso si sente parlare di progettazione naturale, ma a cosa si riferisce esattamente?

Si parla di progettazione naturale riferita  sempre di più a settori specifici  come ad esempio alla luce , cioè alla progettazione dell’illuminazione secondo le regole della natura, dove gli spazi progettati rispettano le ore di sole e sfruttano luci ed ombre naturali.

Progettazione naturale è anche spesso sinonimo usato impropriamente  della progettazione secondo filosofie orientali o mistiche, il Feng Shui  molto in voga anche qui da noi.

Insomma la progettazione naturale cos’è?

La progettazione naturale per punti

  • 1 ) creare e produrre secondo principi di sostenibilità ambientale

Fin troppo facile.

Lo sappiamo tutti che l’ambiente ed il territorio sono oramai al collasso, parlare di sostenibilità  ed occuparsene non è più una moda ma una necessità.

  • 2 ) seguire la naturale inclinazione di materiali e luoghi 

Costruire una casa in legno in Basilicata ed un tetto di tufo in Austria non è naturale, le tecniche antiche dei luoghi rispettano la produzione naturale di materiale di quelle zone e la scelta dei luoghi era sempre rispettosa della natura. Se costruiamo un albergo su un fronte cedevole prima o poi questo cederà.

  • 3) contemplare il valore del tempo nell’uso degli spazi e degli oggetti

Le persone cambiano, invecchiano e con i loro i luoghi , quello che va bene oggi deve essere adatto a domani, dopodomani, ma anche fra 10 anni … il consumismo non ci riguarda più.

  •  4) rispettare l’ergonomia umana reale , ogni oggetto e luogo hanno un loro specifico fruitore

Se Tizio è alto 1.65 m  e Sempronio  2.02 m non potranno usare l’auto con la stessa disinvoltura di Caio che è alto 1.79 m. per non parlare della vasca da bagno , del lavandino e del divano. La standardizzazione ha permesso a tutti di avere accesso alle comodità ma spesso a discapito della naturalezza dei gesti e degli usi.

  • 5) usare  e progettare con le materie prime nella loro forma originaria

Ogni legno ha una sua dote ed un suo difetto, ogni pietra è differente dalla pietra che le sta accanto.  Tutti i residui di lavorazione o gli elementi dismessi sono a loro volta materie prime che necessitano di essere riprogettate e valorizzate.

In generale rispettare le energie intrinseche della materia,delle persone e dei  luoghi.

E secondo voi cos’è la PROGETTAZIONE NATURALE?