Rinnovabile Riciclabile Naturale. Legno!

Il legno si ricicla.

Sempre più spesso vediamo progetti di riuso del legno.

Del legno si possono riutilizzare gli imballaggi, gli scarti di lavorazione.

Il ciclo vitale può ripetersi infinite volte ( pensate alla segatura!) dimostrando così come un rifiuto può rinventarsi al 100%.

Facciamo una breve carrellata di significative immagine del riuso e del riutilizzo del  legno.

Pannelli  isolanti

.

 

Elementi di finitura architettonica

 

 Design e complementi

 

Strutture semplici e complesse

 

 

Pavimentazioni

 

 

Perché non valutare il legno di recupero per un progetto nuovo?

 

 

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Permacultura e progettazione

Navigando nel mondo della progettazione sostenibile non si può non incrociare il mondo della Permacultura.

Ma cos’è la Permacultura?

Si tratta di un processo che coinvolge più aspetti o meglio tutti gli aspetti possibili il cui obiettivo è realizzare e mantenere un ambiente equilibrato, sostenibile e con un buon valore estetico.

Si parla principalmente di ambiente ed ecosistemi naturali ma per la sua complessità è una realtà che accoglie tutti gli aspetti della progettazione, anzi è proprio la sua complessità che permette a tutti i progettisti dal verde al design di partecipare in maniera attiva ai processi di riequilibrio.

Ma come è nata?

L’ideatore è Bill Mollison  scienziato originario della Tasmania.

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Bill Mollison

Nato in un villaggio di pescatori era cresciuto imparando tutto quello che era utile alla sopravvivenza in simbiosi con la natura, ed è proprio attraverso l’osservazione delle variazione che l’uomo infliggeva  nell’ambiente che nasce l’interesse per i temi del collasso biologico del sistema naturale.

Nel 1974 insieme a David  Holmgren  iniziano a studiare un sistema di coltivazione agricola sostenibile basata sulla coltivazione associata  di alberi , arbusti e anche erbacce di campo; da qui il nome PERMACULTURA.

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David Holgrem

Qui sotto il FIORE DELLA PERMACULTURA di HOLMGREN da cui ci può capire la complessità dei temi che affronta la progettazione integrata.

Da conservare e riguardare quando si affrontano problematiche di progettazione e non solo.

 

Fiore della permacultura

 

 

 

Progettazione e Permacultura.

La progettazione nell’architettura e nell’urbanistica ma anche negli oggetti di uso quotidiano  secondo i principi della permacultura ha come obiettivo di creare ad esempio spazi non solo sostenibili , ma stabili nel tempo e nella struttura, integrati con il paesaggio, funzionali e pratici, adattabili  e modificabili .

Case auto prodotte, case da materiali di recupero , anche le case ridotte ( tiny house ) sono riconducibili ai principi della permacultura.

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Qui sotto un progetto di recupero ecologico dell’architetto Alberto Sasso di “officina di architettura” .

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Alberto Sasso-Officina di Architettura

La permacultura sta lentamente entrando nelle nostre vite in tutti i campi.

Conoscete qualche esempio?

Per chi volesse approfondire alcuni link italiani ed esteri:

http://www.permacultura.it/

http://permaculturecouncil.eu/

http://permaculturenews.org/

Materiali sostenibili: uno sguardo al passato.

Sempre più spesso  parliamo di materiali naturali nell’architettura, non solo per isolare ma sempre più spesso utilizzati come veri  propri sostituti strutturali. Canapa, argilla, paglia, tufo solo per citarne alcuni,   materiali locali  riscoperti e migliorati nel loro utilizzo.

Quali sono le origini di queste tecniche , andando a ritroso cosa ritroviamo nelle nostre tradizioni costruttive?

Ci vengono in aiuto le architetture spontanee cioè tutte quelle architetture che definiamo normalmente  rurali, del luogo, tipiche, tradizionali o anche architetture senza architetti.

Cosa viene riproposto del passato nella nuova architettura sostenibile?

Ci servirebbero centinaia di esempi e pagine per elencare tutti le varianti esistenti di architetture spontanee presenti nel nostro territorio,  ho scelto di evidenziate solo alcune il cui scopo è quello di attirare l’attenzione sulla varietà costruttiva e sulle scelte che spesso facciamo  in nome di una sostenibilità più commerciale che reale.

( … prossimamente pro o  contro sostenibile delle case in legno  )

Cascine e edifici rurali lombardi. Funzionali, essenziali sono un ottimo esempio per analizzare la diversificazione dei materiali in base alla disponibilità locale.

Cascina in Pietra – zona Montana

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Cascina in ciottolo di fiume – zona collinare

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Cascina in mattone – zona pianeggiante

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Casoni dell’area padana.

Si tratta di costruzioni prive di fondamenta  realizzate con materiali di scarto e trovati sul posto. Il pavimento era normalmente in terra battuta ricoperto di tavelle di cotto. Il tetto a forma di cono era in canne palustri , elemento presente ovunque in queste aree .

Le pareti interne erano  formate da delle strutture di pali ricoperti di argilla e  dipinti in calce.

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Differenti  anche se  similari dai casoni dei pescatori della laguna ( qui un interessante articolo di architetturaecosostenibile sui casoni lagunari )

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Trullo.Sicuramente uno degli esempi più noti di architettura spontanea.

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Architettura eoliana. Prende il nome dalle isole Eolie.  Edifici cubici di colore bianco in pietra o calce senza l’uso di cemento. Realizzati solitamente anche  materiali locali come la pietra lavica, pomice etc

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Spazi  costruiti dai nostri antenati con i materiali del luogo, senza l’ausilio di mezzi meccanici e attenti alla condizioni climatiche .

Oggi riproposti , rivisti e studiati.

E nelle vostra zona la tradizione cosa ci racconta?

Illuminazione: zona giorno

Funzionale.

Questa è la parola chiave quando parliamo di illuminazione.

La luce giusta deve consentire di  lavorare, leggere, chiacchierare, evidenziare e perché no nascondere , creare l’atmosfera adatta al luogo e al momento.

Spesso non si tratta di scegliere solo la lampadina ma di valutarne colore, intensità e posizione, ogni zona va trattata come un progetto  unico.

Come sceglierla? Come progettare i punti luce ?   Ecco alcuni valutazioni da fare  prima di rimanere folgorati da lampadari di design o da miracolosi led a risparmio energetico.

La zona giorno è il cuore della casa,  è uno spazio che si modifica continuamente passando da luogo di lavoro  pomeridiano a  spazio per cene in compagnia . Ecco alcuni consigli pratici:

Zona living  

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Luci primarie

  •  solitamente è il lampadario principale a sospensione dall’alto  o la plafoniera , obiettivo è quello di illuminare la stanza in maniera uniforme e  indiretta per amalgamarsi con le luci secondarie;

 

Luci secondarie

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  • nella zona della conversazione  i punti luce sono posizionati in maniera da non colpire direttamente gli occhi delle persone; ma non troppo basse da non permettere la lettura ; i fogli devono essere illuminati dall’alto.
  • scegliete delle lampade con un minimo di 200 lux per una corretta illuminazione
  • la luce non deve creare riflessi ( non superate i 750 lux ) e possibilmente deve essere integrata con un’altra a bassa intensità,  ;
  • nell’area dei compiti e dei lavori casalinghi la fonte della luce deve provenire in maniera simile all’area di conversazione ma essere posta di fronte ( altrimenti vi fate ombra! …sembra scontato ma succede continuamente!)
  • collezioni, foto, quadri e sculture vanno valorizzate, difficilmente avrete ospiti alle 9 del mattino con il sole che bacia il vostro pezzo unico, è molto più probabile che riceverete amici e parenti all’ora dell’aperitivo o nel primo pomeriggio invernale, se  la zona giorno ruota intorno a queste elementi  ricordatevi che necessitano di una loro fonte luminosa che li valorizzi e  contrasti effetti scenografici da film horror;

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Attenzione al posizionamento degli interruttori!  L’ideale sarebbe gestire tutti i punti luce sia da vicino che in ingresso ed in uscita.

Zona cottura

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Luci primarie

  • è sospesa dall’alto sopra la zona  tavola, se regolabile in altezza permette di  variare l’atmosfera in base all’attività;

Luci secondarie

  • sono tutte quelle che illuminano i pensili, i ripiani di lavoro ed il fornello. Possono essere faretti nascosti o  integrati ,  devono essere gestibili con interruttori posti in posizioni strategiche;

 

Ma tutte queste luci chi le paga? NOI. Ma possiamo scegliere. Nel post precedente che potete rileggere qui le differenze principali tra lampadina alogena, a risparmio energetico  e Led.

 

 

 

 

 

 

Illuminazione: che lampadina?

Ma qui che luce metto?

Mentre scrivevo il post sull’illuminazione della zona giorno ho deciso di dedicare un articolo unico nella scelta della lampadina.

Che differenza c’è tra la  lampadina alogena, a fluorescenza e il led?

Prima di tutto va chiarito che in caso di riprogettazione di un’impianto  valuteremo solo l’uso della tecnologia led, mentre per  l’esistente  dobbiamo rivolgerci alla lampadina alogena o a risparmio energetico ( fluorescenza).

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La lampadina alogena è la nipote della vecchie lampadine a filo ( ad incandescenza) ed attualmente si trova in commercio in più versioni che si basano su differenti tensioni.

 

La lampadina alogena  a tensione normale 220v è quella dell’illuminazione primaria scendendo ancora con la tensione possiamo raggiungere i 12 v.

Le lampadine a 12v sono considerate a bassissima tensione  e sono ideali per ambienti piccoli e che non necessitano di illuminazione vivace. Vengono installate su apparecchi illuminanti da massimo 100v e e illuminano con una luce bianca debole ed emettono raggi ultravioletti a volte dannosi per l’occhio .

In generale le lampadine alogene hanno una vita che varia dalle 2000 alle 5000 ore di uso

 

Un’altra soluzione che il mercato offre sono le lampade fluorescenti chiamate anche  a risparmio energetico.

La lampade fluorescenti  sono la versione alternativa delle lampadine alogene. Caratterizzate da un consumo energetico basso ( assorbono pochi Watt con ottimi risultati  di illuminazione) ma da alcuni punti a sfavore:

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  • l’accensione e lo spegnimento abbreviano in maniera significativa la loro durata (15000 ore) ;
  • diminuiscono l’efficienza luminosa  in maniera progressiva nel tempo;
  • i modelli più vecchi o vicini all’esaurimento possono impiegare dei tempi lunghi per accendersi;
  • le dimensioni non permettono l’uso in elementi dalla linea ricercata o adatti a piccole lampadine ad incandescenza;
  • presentano mercurio che  va smaltito come rifiuto speciale;

 

 

 

E il Led?

Il led  è una tecnologia  efficiente dal punto di vista energetico e con una durata maggiore.

Queste caratteristiche rendono la tecnologia led più sostenibile.

Le lampade a LED garantiscono un risparmio energetico del 90 per cento se confrontate con le lampadine alogene , inoltre questi mantengo l’efficienza luminosa fino ad un 70% ancora dopo 50.000 ore ( la lampadina alogena ha una durata di circa 6000 ore), in media secondo gli standard  una lampadina a led  accesa per 8 ore al giorno dura all’incirca sui 15 anni.

A voi la scelta.

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Greenwashing. Non è tutto verde quel …

Sostenibilità, verde, ambiente. Recentemente mi sono confrontata  su alcuni temi di architettura sostenibile  con  dei colleghi.

Con grande stupore mi sono ritrovata a parlare di pratiche e costruzioni che usano il “verde” ( ovvero piante, materiali naturali…etc) con risultati ottimali e spesso  lodevoli ma che peccano sempre in alcuni punti:  come la provenienza dei materiali ( distanza e area) o l’assenza di valutazioni sulle pratiche costruttive locali ( spesso già predisposte  in maniera sostenibile ma completamente dimenticate).

In  ambiti più grandi capita di sentir parlare di mega costruzioni ad energia zero o interventi di riqualificazione urbana  a basso impatto ambientale  che nascondono mega parcheggi costellati di tristi alberi costretti tra cemento ed asfalto.

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Intanto nell’immaginario collettivo termini come impatto ambientale e sostenibilità diventano sempre più comuni ma incominciano ad essere accompagnati da una nebbia sui loro reali significati.

Ci viene in aiuto un neologismo  introdotto  nel 1986 dall’ambientalista americano Jay Westerveld:  il Greenwashing.

Greenwashing indica la strategia di comunicazioni finalizzata a costruire un immagine POSITIVA ma INGANNEVOLE sui temi dell’Impatto Ambientale.

Un esempio italiano è il Bosco verticale di Stefano Boeri a Milano.

Pluripremiato a livello mondiale  per il profilo sostenibile, si tratta di  un Bosco ( Bosco come quello di Cappuccetto Rosso  ma solo con il Lupo) privatizzato e  snaturato.

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Il grattacielo è sicuramente  impressionate.

Gli alberi sospesi sono più vicini ad un immaginario fantastico ma  il progetto nasconde della  mera cementificazione ( non necessaria)  mascherata da un’operazione di marketing a livello mondiale.

Ecco il Bosco Verticale visto dal punto di vista di Cappuccetto Rosso…

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Ecco il Bosco Verticale dal punto di vista del lupo.

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Cara Cappuccetto Rosso ci spiace, ma per oggi niente passeggiata nel bosco,  ti tocca prendere la metro.

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Illustrazione di Giorgio Maria Griffa

 

Eco – Carta da Parati di tendenza Wall Peppert

Inutile negarlo la carta da parati è la tendenza in crescita dell’ Interior Design.

Se nel Salone del mobile del 2015 era un trionfo di progetti e presentazioni oggi nel 2016 è diventata oggetto di  culto , elemento di ridefinizione e restyling e perché no elemento d’arte per i nostri spazi.

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Ma come sceglierla? che strada prendere? L’offerta è vastissima e può capitare che le immagini di cataloghi virtuali non corrispondano poi alla realtà. Il consiglio è sempre quello di poter  visualizzare un campione anche minimo in cui andrete a verificare consistenza, qualità, colori e stampe.

Ma se vogliamo qualcosa di unico e eco-friendly? Ci pensa Spazio81 con Wall Pepper.

Carta da parati moderna , eco , personalizzabile e italiana.

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Vi riporto le parole del sito :

“Con Wallpepper® questa antica tradizione trova una nuova dimensione espressiva.
Questo progetto vuole interpretare in modo nuovo la decorazioni d’interni, con delle grafiche e dei disegni che saranno le tendenze dell’interior decoration per la prossima stagione”  e poi dalle parole del responsabile della comunicazione Alessandro Pagani  scopriamo che non si tratta di un prodotto dalle grafiche  moderne e ricercate ma anche che  copre le seguenti caratteristiche:

 

  • è personalizzabile, i designer  si occupano di realizzare progetti grafici su misura per il cliente e per le suggestioni che quest’ultimo chiede
  • è eco-friendly ovvero è composta solo da materiali eco-friendly e durevoli nel tempo

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Vi consiglio di dare una sbirciatina al loro sito  dove è possibile sfogliare TUTTO il catalogo, nel frattempo ancora qualche esempio  (grafico e vicino all’immaginario dell’illustrazione) che ho individuato tra le tematiche che propongono.

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Via Libera alla fantasia! …senza esagerare!