Zona Giorno: spazio unico ma funzionale

Casa nuova. La zona giorno è ridotta ad un’unico ambiente e  spesso per questioni funzionali si affaccia direttamente sull’angolo cottura.Un’unica vetrata illumina in maniera naturale tutto l’ambiente.

Come risolvere un ambiente così dandogli più intimità ed al tempo stesso non rinunciare allo spazio unico?

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Ingresso ed elemento riscaldante sono necessari ed hanno bisogno di aria e luce, ma la zona cottura a vista in ingresso è fredda ed anonima.

Una buona soluzione a basso costo è intervenire con elementi decorativi di separazione  e sfruttarli per inserire delle aree ristoro  informali e pratiche.

 

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Gli elementi divisori  leggeri sono delle vere e proprie pareti , ma anche oggetti o decorazioni, fanno passare la luce naturale e mantengono la circolazione dell’aria.

Vediamo qualche esempio:

pannelli artistici realizzabili anche artigianalmente:

 

elementi contenitori anche in materiali di riciclo :

 

pannelli a listelli:

 

soluzioni in materiale riciclato:

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strutture più complesse in legno:

 

strutture provvisorie o su ruote:

 

e per la zona ristoro  una soluzione informale all’americana che ci permette di dividere lo spazio ma non perdere in funzionalità:

 

Infine il consiglio è quello di osare con il colore per dividere emotivamente lo spazio e renderlo più moderno e dinamico:

 

Buona ispirazione!

 

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EarthDay. Design fatto di essenziale

Il 22 aprile è la Giornata Mondiale della Terra; Earth Day in inglese.

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Due giorni dopo l’equinozio di  primavera,  in tutto il mondo, si celebra la giornata della terra. Nata il 22 aprile del 1970, nel tempo,anche attraverso la globalizzazione dell’ informazione, da evento americano si è trasformato in evento mondiale.

Si celebra questa giornata con eventi  di sensibilizzazione  ed  educazione verso un mondo più sostenibile dove l’ecosistema globale viene rispettato e mantenuto; ogni territorio propone iniziative più o meno inerenti, basta aprire i quotidiani locali o le testate giornalistiche online per individuare  le iniziative che ci coinvolgono da vicino.

L’ambiente è anche fonte di ispirazione per il design , non solo nelle forme ma anche nei suoi elementi  che diventano attraverso l’uso e la ricollocazione nuovi oggetti, dove le forme originali rimangono invariate e diventano  funzionali all’oggetto stesso.

 

…sgabelli…

 

Appendiabiti.Orizzontali e Verticali.

 

 

Porta oggetti e staffe per mensole!

 

Spettacolari lampade da interno

 

 

…finiture  uniche

 

Lavabi in legno e pietra.

 

… ma anche finiture architettoniche

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e particolari d’autore.

 

L’ambiente poi è d’ispirazione nel design delle stoffe e dell’illustrazione:

 

 

Festeggiamo la Giornata della Terra celebrandola.

Inesauribile fonte d’ispirazione.

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Ad Arte . Autorecupero assistito.

 

L’autorecupero assistito è una pratica alternativa che permette di accedere alla casa da parte di  quella fascia di  utenza che non è in grado di accedere al mercato immobiliare, si tratta di un processo di lavoro mutuo e solidale eseguito dagli abitanti degli immobili oggetto del  lavoro.

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In pratica i futuri inquilini costituiscono una cooperativa e si accordano per contribuire con un monte ore definito, ai lavori del cantiere di recupero e ristrutturazione dell’immobile.Ovviamente sotto la direzione e l’affiancamento di  tecnici e professionisti.

Si tratta di una pratica  che permette non solo di abbattere i costi di  recupero e riqualificazione degli immobili ma di creare quello spirito comunitario necessario ad avviare un processo di riqualificazione, non solo del patrimonio edilizio ma anche del tenore e della qualità della vita degli abitanti.

Si tratta di uno di quei processi  che puntano alla creazione di una rete sociale  nuova  in sostituzione della struttura sociale che si è andata  sfaldando nella contemporaneità.

L’autorecupero non è una novità .

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Nel resto d’Europa questa pratica  di incentivare i cittadini al recupero è già in uso da decenni , in Sud America già dalla fine degli anni ’60 i cittadini di alcune zone si costituiscono in cooperative di lavoro per il recupero edilizio.

In Italia i vari fronti che si battono per il ” diritto alla casa per tutti” da anni portano avanti politiche di recupero auto assistito più o meno appoggiati dalle forze amministrative locali.

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Scade in questi giorni il progetto pilota di autorecupero assistito del Comune di Trieste

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Nel progetto pilota di Trieste,  l’immobile oggetto dell’intervento è una proprietà comunale gestita dall’Ater ( l’azienda che si occupa anche dell’edilizia popolare), gli interessati  potranno presentare domanda fino al 20 maggio 2016 ( nuovo termine).

 

Qui il link diretto con l’iniziativa del Comune

Arte e Rigenerazione Urbana

Il mio quartiere è un quartiere di provincia. Alterna casette a palazzine …e basta.

Il mio paese è cresciuto lungo la statale e il centro è diventato il marciapiede fuori dal Bar Sport, anzi ex Bar Sport oggi è il Bar di Wung. Il mio paese è diventato parte della città.

Il palazzo dove abito è “popolare”. Ci incontriamo sulle scale a parlare , quando non fa freddo.

Abito in una casa nostra. Ma non conosco il mio vicino.

La città contemporanea è un organismo complesso con delle esigenze e delle domande che iniziano ad emerge in maniera  netta.Problemi che non possono essere sempre risolti sulla carta attraverso gli strumenti della pianificazione, decidendo con disegni e programmi su misura dove la città deve andare e come devono viverla i suoi cittadini.

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Una pratica urbana che punta alla rigenerazione dello spazio della città  e di tutte le relazioni ad esso connesse è l’arte partecipativa.

L’arte partecipativa  è  un’azione urbana .

 

Ma cosa significa questo ? e di cosa stiamo parlando?

L’utilizzo della arte come strumento  punta a ricreare  relazioni  all’interno di uno stesso quartiere ( o  palazzo , o via) attraverso azioni  che possono essere simboliche, comunitarie, a lungo o brevissimo termine.

Là dove l’arte avvia dei processi di interazione , di creazione  si iniziano a sviluppare reti sociali con aumento della qualità della vita, della sicurezza, dell’opportunità culturali e lavorative.  Lo spazio urbano con la sua popolazione rinasce a nuova vita.

 

Qual’è l’obiettivo , quale elemento  si innesta nella popolazione cosa succede ?

Viene reinventata  la quotidianità attraverso eventi  che chiedono in maniera più o meno indiretta di guardarsi intorno, di dare un valore agli spazi abbandonati,  di dargli un colore.

Gli eventi , coinvolgo la comunità attraverso l’arte e l’interazione con gli spazi urbani.

Gli spazi urbani in questo caso  devono essere partenza e struttura dell’evento stesso.

Vediamo qualcosa:

l’arte visiva di JR  coinvolge direttamente le persone  e “parla” di discriminazione e diritti negati:

 

 

la danza urbana attraverso interventi puntuali:

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 o di inclusione sociale attraverso laboratori che coinvolgono i cittadini ( anche disabili) ed avviano processi di relazione e scoperta nuovi, qui sotto le immagini del progetto CORPO POETICO di  Anna Albertarelli  che coinvolge disabili e spazi urbani:

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della Guerrilla Gardening ne abbiamo parlato  nell’articolo Verdure alla fermata del tram e fiori tra i porfidi del centro  che si declina in arte pubblica  e avvia processi di riqualificazione urbana.

Gli orti  urbani  sono delle forme di Guerrilla Gardening regolata  che parlano di riappropriazione dello spazio e di condivisione sociale.

 Interventi di valorizzazione sonora di cui esiste un collettivo di artisti  tutto italiano dedito a promuovere e realizzare interventi di valorizzazione del Paesaggio Sonoro naturale ed artificiale

 

Ad esempio Rimini Sonora evento organizzato dal Collettivo  o meglio dall’Archivio Italiano dei Paesaggi Sonori e dall’associazione Karibuni  di Rimini a cui abbiamo rubato la foto a fin di bene. Questo il link del loro Blog dove approfondire questa interessantissima iniziativa e osservare le belle foto.

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Esistono migliaia di varianti e progetti che puntano ad un coinvolgimento della cittadinanza  e l’arte.

Aggiungo poi gli interventi di sport urbano anch’essa forme di rigenerazione urbana meno artistica ma da spesso più  pragmatica e salutare come Mi muovo realizzato a Milano  nel 2014 o i vari gruppi di Camminata del quartiere , nel vostro ne esistono?

L’obiettivo su cui vorrei soffermarmi è la capacità che questi interventi hanno di sensibilizzare le persone sul valore dello spazio comune.Se  purtroppo la sensibilità media tende ad abbassarsi, li dove un’intervento di arte pubblica ha cambiato  il punto di vista e la sensibilità verso lo spazio condiviso anche di un solo individuo, il processo di riqualificazione e rigenerazione si è avviato.

 

 

 

Trivella che?

Parlando di sostenibilità e non solo, non possiamo bypassare il momento Social-Referendum  che sommerge giornalmente non solo le nostre pagine Social ( Facebook per dirne una) ma recentemente anche le schermate di Whatsapp…. (quest’ultima opzione con mio grande disappunto).

Dopo lunghe riflessioni ho deciso di trattare l’argomento in maniera QUASI asettica, spiegando ( spero di aver capito anch’io!) cosa ci viene chiesto e di cosa stiamo parlando. L’obiettivo non è indirizzare nessuno verso niente, ma permettere a tutti di avere gli strumenti per comprendere   di cosa stiamo parlando e valutare in maniera critica e autonoma quello che gli viene proposto.

Allora:

Il 17 aprile tutti i cittadini con diritto di voto verranno chiamati ad esprimersi ad un referendum abrogativo.

Questo significa che viene chiesto di RIMUOVERE quella specifica norma. In pratica ci chiedono se vogliamo TOGLIERLA.

In questo caso specifico la norma interessata è :

l’art. 6, comma 17, terzo periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n.152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208 “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)”

La troverete scritta esattamente così.

Con una piccola aggiunta:

 

limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”?
Questa è la parte che ci interessa.
In pratica viene chiesto se dalla norma vogliamo eliminare solo ed esclusivamente quella parte scritta.
Aggiungiamo che la parte scritta è stata aggiunta dalla legge di stabilità del 2016 .
Cosa significa questa frase?
Questa frase varia le tempistiche  delle concessioni estrattive  in mare.
NON PARLA DI NUOVE CONCESSIONI .
Attualmente le concessioni hanno una durata di 45 anni .
L’introduzione di questa frase varia la tempistica allungandola fino al naturale esaurimento del giacimento.
  • Se votate SI dopo 45 anni le attività estrattive SI FERMANO INDIFFERENTEMENTE  dalla presenza o meno di materiale ancora disponibile.

 

  • Se votate NO l’attività estrattiva continua fino all’esaurimento del giacimento.

 

  • Se vi astenete puntando al  non raggiungimento del QUORUM in pratica state votando NO .

 

  • L’astensione non è una 3° posizione , ma una dichiarazione di voto  non espressa che favorisce i SI in caso di raggiungimento del QUORUM.
Una precisazione IMPORTANTE si sta parlando solo ed esclusivamente delle concessioni già attive entro 12 miglia dalla costa.
Si tratta di 1/3 delle attività estrattive e riguarda 21 piattaforme.
In poche parole queste è il REFERENDUM ABROGATIVO del 17 aprile 2016.
A questo punto inizia l’attività mediatica dei sostenitori del si e del no. Ho sentito di tutto: energia, Russia, nucleare, sudditanza energetica, etc etc.
Le riflessioni che facciamo sono queste:
  • l’obiettivo energetico entro breve è NEARLY ZERO  ovvero entro pochi anni dovremo adattare il nostro patrimonio edilizio ad una condizione di efficienza energetica vicino allo zero;

 

  • I nostri mezzi di trasporto, riscaldamento , energia industriale DOVRANNO essere sempre più efficienti;

 

  • Il sistema ambientale è già in fase di collasso e siamo obbligati ad AUTO IMPORCI delle scelte consapevoli e comunitarie e per chi verrà dopo di noi;

 

  • Il mare. Cos’è il mare per noi? Qual’è l’obiettivo per  il nostro mare da qui a 100 anni ( se ci sarà ancora…); che valore diamo al mare. Culturale? Ambientale? Alimentare?E’ un patrimonio da valorizzare? da utilizzare?
AIUTO.

Verdure alla fermata del tram e fiori tra i porfidi del centro

Finalmente con un po’ di ritardo sul calendario inizia la primavera.

Giornate più lunghe, temperature più calde ma sopratutto fiori , piante, orti e giardini che rinascono a nuova vita.

Fiori che sfidano cemento ed asfalto.

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Camminando per la città non possiamo non associare questi fenomeni di riappropriazione naturale con un fenomeno di riappropriazione simile ma totalmente artificiale : la Guerrilla Gardening .

La Guerrilla Gardening è una forma di attivismo politico il cui obiettivo è quello di “difendere la terra” con atti volti a sensibilizzare l’opinione pubblica tramite la cura non autorizzata e l’inserimento abusivo di aree coltivate o semplicemente fiorite all’interno dei circuiti cittadini. In poche parole un’azione di Guerrila Gardening è l’impianto di un’aiuola fiorita in una fascia di verde residuo cittadino o l’appropriazione di un’area verde non definita da nessuna funzione e la sua coltivazione per scopi alimentari ( ci piantono i pomodori!)

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Uno degli elementi che contraddistinguono la parte più attiva della Guerrilla sono le Bombe di Semi ( Seed Bombs) delle vere e proprie bombe ( buone!) di argilla e semi che una volta lanciate ( !!!!) o meglio rilasciate sul terreno e in questo caso nei vari angoli della città fioriscono rivendicando un po’ di natura nel grigio cittadino.

 

Con l’aumento della sensibilizzazione verso il valore della terra le Seed bombs sono entrate a far parte dell’immaginario collettivo anche grazie a progetti di Design ed Artigianato che le ripropongono in una nuova veste.

 

 

Come spesso accade la strada  e l’attivismo diventano muse ispiratrici per il design, troviamo così, navigando in rete progetti di Seed Bombs regalo ( di grande tendenza nei matrimoni Eco) e di carte che fioriscono .

Recentemente è salita alla ribalta la notizia del giornale giapponese che una volta piantato germoglia, ma non serve andare lontano, già da parecchi anni le  attivissime mamme italiane eco si sbizzarriscono con carte fai da te mischiate con semi , o interessanti kit di semina artigianali.

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Qui sotto una collana di bombe di semi e delle bomboniere da piantare!

 

Le Bombe di Semi sono le uniche bombe che fanno bene al mondo.

Social Housing

Casa. Casa per tutti. Edilizia pubblica. Emergenza abitativa.

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Street-art e politica sociale

 

Sentiamo quotidianamente  parlare delle problematiche abitative del nostro territorio. Carenza d’alloggi, cattiva gestione, ghettizzazione.

Così mentre il patrimonio edilizio nazionale diventa sempre più vecchio  e inadeguato, prolificano le case  sfitte ed in attesa di locazione, gli spazi artigianali sono perlopiù gallerie di cartelli vendesi ed affittasi e manca un’idea generale risolutiva dei problemi che ruotano intorno allo spazio urbano.

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Interventi di colore, non risolvono le problematiche abitative ma coinvolgono la popolazione nel miglioramento e salvaguardia del proprio spazio urbano

Ci viene in aiuto la progettazione organica, ovvero la capacità progettuale di affrontare e risolvere ( o perlomeno tentare ) temi complessi e distanti tra loro ( solo apparentemente) in un unico progetto unitario.

Uno degli aspetti di progettazione organica che coinvolge  o potrebbe coinvolgere molti nodi abitativi del nostro territorio è il Social Housing.

 

Il Social Housing  è un intervento di progettazione immobiliare ed urbana che affronta in maniera unitaria e globale le tematiche di :

emergenza abitativa

integrazione comunitaria

diffusione di pratiche sostenibili

e non solo.

Questi aspetti non vengono risolti con interventi unitari ma puntano  a risultati globali ed alla creazione di  vere e proprie comunità e quartieri  residenziali ad alta efficienza energetica e dal profilo sostenibile, connesse tramite spazi collettivi e di condivisione sociale. Il tutto in un connubio tra pubblico e privato.

Il Social Housing è un laboratorio di ricerca  sociale e progettuale che punta all’integrazione ed al benessere.

Uno degli aspetti più interessanti è la distribuzione attraverso quote della fasce di popolazione. Questo significa che in un progetto unico le persone all’interno dell’area saranno in maniera proporzionale divise in :

Giovani, single, coppie , anziani, famiglie numerose e non etc.. il tutto distribuito in maniera organica  e non basata solo su standard e protocolli burocratici.

Ovviamente come spesso succede nella contemporaneità il business economico qualche volta  prende il sopravvento e mere interventi di speculazione sponsorizzata vengono in maniera molto subdola spacciati per interventi di  Social Housing.

Il risultato qual’è?  Vedremo nei prossimi anni l’evoluzione di questi spazi.

Ma sopratutto vedremo se i propositi legati alla condivisione degli spazi saranno vincenti o fallimentari come gli esperimenti del  movimento moderno in Italia mal compresi ed oggi luoghi di ghettizzazione e  criminalità.

 

Qui sotto il progetto parigino dello studio di architettura Peripheriques dove  sociale, sostenibilità , basso impatto energetico si fondono  in maniera organica ed esteticamente piacevole.

 

Qui sotto alcune immagini dell’ intervento di Riequilibrio ecologico e Social Housing al Parco dei Mulini di Lugo di Romagna . Per quello che mi riguarda sembra più una forzatura. L’area destinata ad interventi di Social Housing è oggetto di questa parte di lottizzazione privata secondo standard energetici e sostenibili. L’intervento ha preso la certificazione internazionale GBC Home di cui parleremo prossimamente ( qui intanto se volete darvi una letta).

Rimango molti dubbi sull’effettiva necessità di costruire ex novo con tutto il patrimono edilizio esistente da riqualificare