Rigenerazione italiana a Marsiglia . La ceramica dei Docks.

Un bel intervento di rigenerazione dalla firma italiana a Marsiglia.

Progetto dello studio 5+1AA composto da Alfonso Femia e Gianluca Peluffo è uno di quegli interventi che emozionano.

I  Docks sono stati ridefiniti  celebrando il loro valore di connessione tra il mare e la città e non come elementi di separazione o entità a sé. L’edificio è stato ripensato aumentandone la trasparenze  attraverso  un sistema ragionato di penetrazioni e allunghi. Lo scantinato  è così  completamente permeabile.

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La parte interna è definita da 4 corti che sono state ricreate secondo un sistema basato sull’intensità dei flussi delle persone.Il progetto dei Docks è a misura d’uomo.

Parla una progettazione fatta da artigianato e cura dei particolari, anche le funzioni sono poste in maniera equilibrata tra uffici e spazi commerciali che sono ed esclusivamente di brand indipendenti, start up e realtà locali.

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Le 4 corti :Barcellona, Roma, Le Village e Le Marché; sono trattate differentemente .

Ognuna ha un tema: la natura, il mediterraneo, il mercato ecc.  ma quello che colpisce è l’uso della dimensione artigianale delle ceramiche.

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La corti sono trattate con disegni ceramici unici , disegnati in scala 1:2 direttamente dai progettisti con le aziende e gli artisti.

La corte mediterranea  gioca sulla luce e sui riflessi , la ceramica diventa  uno specchio  che si dissolve salendo.

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La terza corte è caratterizzata dalla dissolvenza della pietra a favore della natura che vi entra in maniera prepotente, la corte naturale riprende le ceramiche verdi  su cui inserisce dei vasi sospesi di gelsomino e ricrea  l’ambiente Mediterraneo con dei gechi scultura e delle libellule di  Danilo Trogu , qui il suo profilo tumblr.

 

 

Nella quarta corte  l’ambientazione è quella del mercato , un sistema di vele sospese  richiamano le atmosfere culturali della costa.

Le facciate sono trattate con un intervento  che è una fusione tra il marketing dei brand, la grafica cartacea e la tipografia di altissimo livello il tutto curato dallo studio Tapiro Design. Le facciate diventano dei luoghi dove si snoda il racconto e si gioca con il logotipo e con la tipografia.

 

Tante le aziende italiane coinvolte in veste di eccellenze artigianali.

Un bel progetto europeo che parla italiano , rigenera un luogo e ridefinisce una dimensione a misura d’uomo.

 

 

 

 

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Arte e Rigenerazione Urbana

Il mio quartiere è un quartiere di provincia. Alterna casette a palazzine …e basta.

Il mio paese è cresciuto lungo la statale e il centro è diventato il marciapiede fuori dal Bar Sport, anzi ex Bar Sport oggi è il Bar di Wung. Il mio paese è diventato parte della città.

Il palazzo dove abito è “popolare”. Ci incontriamo sulle scale a parlare , quando non fa freddo.

Abito in una casa nostra. Ma non conosco il mio vicino.

La città contemporanea è un organismo complesso con delle esigenze e delle domande che iniziano ad emerge in maniera  netta.Problemi che non possono essere sempre risolti sulla carta attraverso gli strumenti della pianificazione, decidendo con disegni e programmi su misura dove la città deve andare e come devono viverla i suoi cittadini.

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Una pratica urbana che punta alla rigenerazione dello spazio della città  e di tutte le relazioni ad esso connesse è l’arte partecipativa.

L’arte partecipativa  è  un’azione urbana .

 

Ma cosa significa questo ? e di cosa stiamo parlando?

L’utilizzo della arte come strumento  punta a ricreare  relazioni  all’interno di uno stesso quartiere ( o  palazzo , o via) attraverso azioni  che possono essere simboliche, comunitarie, a lungo o brevissimo termine.

Là dove l’arte avvia dei processi di interazione , di creazione  si iniziano a sviluppare reti sociali con aumento della qualità della vita, della sicurezza, dell’opportunità culturali e lavorative.  Lo spazio urbano con la sua popolazione rinasce a nuova vita.

 

Qual’è l’obiettivo , quale elemento  si innesta nella popolazione cosa succede ?

Viene reinventata  la quotidianità attraverso eventi  che chiedono in maniera più o meno indiretta di guardarsi intorno, di dare un valore agli spazi abbandonati,  di dargli un colore.

Gli eventi , coinvolgo la comunità attraverso l’arte e l’interazione con gli spazi urbani.

Gli spazi urbani in questo caso  devono essere partenza e struttura dell’evento stesso.

Vediamo qualcosa:

l’arte visiva di JR  coinvolge direttamente le persone  e “parla” di discriminazione e diritti negati:

 

 

la danza urbana attraverso interventi puntuali:

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 o di inclusione sociale attraverso laboratori che coinvolgono i cittadini ( anche disabili) ed avviano processi di relazione e scoperta nuovi, qui sotto le immagini del progetto CORPO POETICO di  Anna Albertarelli  che coinvolge disabili e spazi urbani:

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della Guerrilla Gardening ne abbiamo parlato  nell’articolo Verdure alla fermata del tram e fiori tra i porfidi del centro  che si declina in arte pubblica  e avvia processi di riqualificazione urbana.

Gli orti  urbani  sono delle forme di Guerrilla Gardening regolata  che parlano di riappropriazione dello spazio e di condivisione sociale.

 Interventi di valorizzazione sonora di cui esiste un collettivo di artisti  tutto italiano dedito a promuovere e realizzare interventi di valorizzazione del Paesaggio Sonoro naturale ed artificiale

 

Ad esempio Rimini Sonora evento organizzato dal Collettivo  o meglio dall’Archivio Italiano dei Paesaggi Sonori e dall’associazione Karibuni  di Rimini a cui abbiamo rubato la foto a fin di bene. Questo il link del loro Blog dove approfondire questa interessantissima iniziativa e osservare le belle foto.

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Esistono migliaia di varianti e progetti che puntano ad un coinvolgimento della cittadinanza  e l’arte.

Aggiungo poi gli interventi di sport urbano anch’essa forme di rigenerazione urbana meno artistica ma da spesso più  pragmatica e salutare come Mi muovo realizzato a Milano  nel 2014 o i vari gruppi di Camminata del quartiere , nel vostro ne esistono?

L’obiettivo su cui vorrei soffermarmi è la capacità che questi interventi hanno di sensibilizzare le persone sul valore dello spazio comune.Se  purtroppo la sensibilità media tende ad abbassarsi, li dove un’intervento di arte pubblica ha cambiato  il punto di vista e la sensibilità verso lo spazio condiviso anche di un solo individuo, il processo di riqualificazione e rigenerazione si è avviato.