Colazione in terrazzo… al 5° piano su 2 mq.

Arriva la bella stagione e con essa , allergie permettendo, molti vengono travolti dall’ancestrale voglia di passare i momenti conviviali  , colazione, pranzi e cena all’aperto.

Veniamo catturati da terrazze e complementi d’arredo ricercati , immagini patinate di terrazzi fioriti , arredati con sedie, cuscini, tavolini.

Ma la realtà qual’è?

La realtà è che in Italia i terrazzi sono perlopiù dei luoghi senza infamia e senza lode.

Nei condomini datati  sono addossati tra loro e si affacciano su strade iper trafficate o in alternativa su ripetitori.

Per non parlare dei palazzi d’epoca dove i balconcini si riducono a pochi centimetri di spazio fatiscente.

Lo spazio si riduce al minimo e si deve dividere tra fiori , piante e contenitori della raccolta differenziata.

Alcune ispirazioni  e riflessioni per ottenere degli spazi interessanti, naturali , coerenti  allo spazio reale e sfatare un po’  quello che giornalmente ci  viene venduto come “spettacolare”

Le foto vi fregano! Vediamo questo esempio :

questo angolo per la colazione è veramente ridotto, la sedia si incastra tra 2 piante ed il tavolino può contenere  a malapena quella 4 cose. Inoltre la porta si apre direttamente sul tavolino… della serie se siete in due uno rimarrà per sempre nel balconcino.

microtable

 

Vediamo qualche  soluzione per sfruttare gli spazi ridotti.

Se la terrazza lo permette e presenta una orribile  parete laterale le soluzioni che possiamo valutare sono di sfruttarla per il “verde”:  fiori, piante e perché no un piccolo orto di aromi ( ne parleremo prossimamente, belli da vedere ma complessi da gestire) o in alternativa come  schienale delle seduta.

 

 

ma se il terrazzo è completamente aperto ?

Potete sfruttare la parete dell’appartamento o in alternativa per i più coraggiosi affidarvi alla ringhiera. Considerate che la sensazione di vuoto alle spalle non è proprio ideale dal punto di vista del  comfort:

 

Per la scelta della seduta una buona soluzione sostenibile e low cost è utilizzare dei contenitori-seduta: casse, cassette capovolte, vecchi pouf riadattati .

 

La seduta  diventa anche il contenitore della differenziata “inodore” come la carta o la plastica e può essere  abbinata a vasi- contenitori simili:

 

Siate onesti nella valutazione degli spazi. Un’area piacevole permette movimenti comodi e naturali, riempire troppo uno spazio per scimmiottare le riviste d’arredo o le proposte  commerciale dei rivenditori di mobili low cost non è una scelta naturale  e in poco tempo lo spazio verrà abbandonato.

Ecco due  esempi a confronto.

Il primo spazio con poltroncine e tavolino è saturo ma al limite della fruibilità, può essere ancora utilizzato in maniera naturale, nel secondo esempio la sedia è costretta tra la fioriera ed il muro ( volutamente omesso  dal fotografo per ispirare uno spazio più grande), questa è una soluzione forzata, che obbliga a movimenti innaturali.

 

Un’interessante alternativa è la contaminazione tra gli spazi interni ed esterni.

In presenza di spazi molto ridotti si sfruttano gli interni  come in questo caso dove il balconcino diventa seduta:

spazi ridotti

 

Concludendo:

Colazione in terrazzo ? si ma seguendo qualche regola:

  • Essere onesti. Non viviamo affacciati sul mare ma sul raccordo della statale? Forse il terrazzo è da dedicare esclusivamente alle piante che puliscono l’aria e attutiscono i rumori.

Vasche alte

  • Individuare correttamente lo spazio di cui necessitiamo. A colazione vi mangiate 2 pandori, 4 tazze di caffelatte e 6 polli? Vi serve un tavolo extra large, altrimenti passerete la colazione facendo avanti e indietro dalla cucina.

 

  • Valutare clima ed esposizione.Il sole la mattina del 2 luglio potrebbe essere troppo caldo e non avete lo spazio per l’ombrellone.Viceversa il terrazzo a nord potrebbe essere umido  e fastidioso in primavera ed in autunno. Dedicatelo alle letture del pomeriggio con lo spazio arredato per questa specifica funzione.

Ma in generale la domanda da farsi quando si decide di modificare uno spazio è:

Quali sono le mie reali necessità?

 

Buona colazione sul raccordo!

 

 

 

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Zona Giorno: spazio unico ma funzionale

Casa nuova. La zona giorno è ridotta ad un’unico ambiente e  spesso per questioni funzionali si affaccia direttamente sull’angolo cottura.Un’unica vetrata illumina in maniera naturale tutto l’ambiente.

Come risolvere un ambiente così dandogli più intimità ed al tempo stesso non rinunciare allo spazio unico?

Sketch

 

Ingresso ed elemento riscaldante sono necessari ed hanno bisogno di aria e luce, ma la zona cottura a vista in ingresso è fredda ed anonima.

Una buona soluzione a basso costo è intervenire con elementi decorativi di separazione  e sfruttarli per inserire delle aree ristoro  informali e pratiche.

 

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Gli elementi divisori  leggeri sono delle vere e proprie pareti , ma anche oggetti o decorazioni, fanno passare la luce naturale e mantengono la circolazione dell’aria.

Vediamo qualche esempio:

pannelli artistici realizzabili anche artigianalmente:

 

elementi contenitori anche in materiali di riciclo :

 

pannelli a listelli:

 

soluzioni in materiale riciclato:

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strutture più complesse in legno:

 

strutture provvisorie o su ruote:

 

e per la zona ristoro  una soluzione informale all’americana che ci permette di dividere lo spazio ma non perdere in funzionalità:

 

Infine il consiglio è quello di osare con il colore per dividere emotivamente lo spazio e renderlo più moderno e dinamico:

 

Buona ispirazione!

 

Illuminazione: zona giorno

Funzionale.

Questa è la parola chiave quando parliamo di illuminazione.

La luce giusta deve consentire di  lavorare, leggere, chiacchierare, evidenziare e perché no nascondere , creare l’atmosfera adatta al luogo e al momento.

Spesso non si tratta di scegliere solo la lampadina ma di valutarne colore, intensità e posizione, ogni zona va trattata come un progetto  unico.

Come sceglierla? Come progettare i punti luce ?   Ecco alcuni valutazioni da fare  prima di rimanere folgorati da lampadari di design o da miracolosi led a risparmio energetico.

La zona giorno è il cuore della casa,  è uno spazio che si modifica continuamente passando da luogo di lavoro  pomeridiano a  spazio per cene in compagnia . Ecco alcuni consigli pratici:

Zona living  

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Luci primarie

  •  solitamente è il lampadario principale a sospensione dall’alto  o la plafoniera , obiettivo è quello di illuminare la stanza in maniera uniforme e  indiretta per amalgamarsi con le luci secondarie;

 

Luci secondarie

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  • nella zona della conversazione  i punti luce sono posizionati in maniera da non colpire direttamente gli occhi delle persone; ma non troppo basse da non permettere la lettura ; i fogli devono essere illuminati dall’alto.
  • scegliete delle lampade con un minimo di 200 lux per una corretta illuminazione
  • la luce non deve creare riflessi ( non superate i 750 lux ) e possibilmente deve essere integrata con un’altra a bassa intensità,  ;
  • nell’area dei compiti e dei lavori casalinghi la fonte della luce deve provenire in maniera simile all’area di conversazione ma essere posta di fronte ( altrimenti vi fate ombra! …sembra scontato ma succede continuamente!)
  • collezioni, foto, quadri e sculture vanno valorizzate, difficilmente avrete ospiti alle 9 del mattino con il sole che bacia il vostro pezzo unico, è molto più probabile che riceverete amici e parenti all’ora dell’aperitivo o nel primo pomeriggio invernale, se  la zona giorno ruota intorno a queste elementi  ricordatevi che necessitano di una loro fonte luminosa che li valorizzi e  contrasti effetti scenografici da film horror;

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Attenzione al posizionamento degli interruttori!  L’ideale sarebbe gestire tutti i punti luce sia da vicino che in ingresso ed in uscita.

Zona cottura

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Luci primarie

  • è sospesa dall’alto sopra la zona  tavola, se regolabile in altezza permette di  variare l’atmosfera in base all’attività;

Luci secondarie

  • sono tutte quelle che illuminano i pensili, i ripiani di lavoro ed il fornello. Possono essere faretti nascosti o  integrati ,  devono essere gestibili con interruttori posti in posizioni strategiche;

 

Ma tutte queste luci chi le paga? NOI. Ma possiamo scegliere. Nel post precedente che potete rileggere qui le differenze principali tra lampadina alogena, a risparmio energetico  e Led.

 

 

 

 

 

 

Illuminazione: che lampadina?

Ma qui che luce metto?

Mentre scrivevo il post sull’illuminazione della zona giorno ho deciso di dedicare un articolo unico nella scelta della lampadina.

Che differenza c’è tra la  lampadina alogena, a fluorescenza e il led?

Prima di tutto va chiarito che in caso di riprogettazione di un’impianto  valuteremo solo l’uso della tecnologia led, mentre per  l’esistente  dobbiamo rivolgerci alla lampadina alogena o a risparmio energetico ( fluorescenza).

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La lampadina alogena è la nipote della vecchie lampadine a filo ( ad incandescenza) ed attualmente si trova in commercio in più versioni che si basano su differenti tensioni.

 

La lampadina alogena  a tensione normale 220v è quella dell’illuminazione primaria scendendo ancora con la tensione possiamo raggiungere i 12 v.

Le lampadine a 12v sono considerate a bassissima tensione  e sono ideali per ambienti piccoli e che non necessitano di illuminazione vivace. Vengono installate su apparecchi illuminanti da massimo 100v e e illuminano con una luce bianca debole ed emettono raggi ultravioletti a volte dannosi per l’occhio .

In generale le lampadine alogene hanno una vita che varia dalle 2000 alle 5000 ore di uso

 

Un’altra soluzione che il mercato offre sono le lampade fluorescenti chiamate anche  a risparmio energetico.

La lampade fluorescenti  sono la versione alternativa delle lampadine alogene. Caratterizzate da un consumo energetico basso ( assorbono pochi Watt con ottimi risultati  di illuminazione) ma da alcuni punti a sfavore:

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  • l’accensione e lo spegnimento abbreviano in maniera significativa la loro durata (15000 ore) ;
  • diminuiscono l’efficienza luminosa  in maniera progressiva nel tempo;
  • i modelli più vecchi o vicini all’esaurimento possono impiegare dei tempi lunghi per accendersi;
  • le dimensioni non permettono l’uso in elementi dalla linea ricercata o adatti a piccole lampadine ad incandescenza;
  • presentano mercurio che  va smaltito come rifiuto speciale;

 

 

 

E il Led?

Il led  è una tecnologia  efficiente dal punto di vista energetico e con una durata maggiore.

Queste caratteristiche rendono la tecnologia led più sostenibile.

Le lampade a LED garantiscono un risparmio energetico del 90 per cento se confrontate con le lampadine alogene , inoltre questi mantengo l’efficienza luminosa fino ad un 70% ancora dopo 50.000 ore ( la lampadina alogena ha una durata di circa 6000 ore), in media secondo gli standard  una lampadina a led  accesa per 8 ore al giorno dura all’incirca sui 15 anni.

A voi la scelta.

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Design: Carte Eco di alghe e arance.

Carte, cartoncini. Oggi il design è fatto anche di questo.

Enormi potenzialità ed enorme scelta. Cartiere, service online , carte fatte a mano.

In termini di sostenibilità la carta migliore è quella non sprecata. Ma se mette insieme  riuso ed innovazione insieme al Made in Italy  non ci dispiace.

Probabilmente molti ne avranno già sentito parlare, alcuni designer e creativi la usano già da anni: è la carta fatta di alghe.

shiro-coverSi tratta di una linea di carte ecologiche SHIRO  a base di biomasse rinnovabili  non di legno dell’Azienda Favini.

Si tratta di una carta di qualità superiore che ha la tendenza a modificare la tonalità  nel tempo tendendo al bianco proprio per la presenza delle particelle dell’alga  in superficie.

Il prodotto ebbe vita negli anni ’90 quando la costa e la laguna veneziana erano infestati da questa alga , la cartiera Favini diede vita a questo progetto di raccolta ed inserimento dell’alga nella filiera di produzione della carta.

1/2 chilo di alghe per 1 chilo di carta.

L’alga altamente inquinante ma non tossica per l’uomo  trova una sua collocazione sostenibile all’interno dei processo produttivo della carta.

Sempre la Favini ha avviato un programma di riuso delle bucce d’arancia ( residui di lavorazione industriale)  per la realizzazione di CRUSH….

Questa è la loro pagina dei MATERIALI ALTERNATIVI consiglio di darci un’occhiata per valutare le enormi potenzialità dei residui industriali, e respirare un buon MADE IN ITALY ECO….anzi un buon Fatto in Italia.

Come realizzare lo schema cromatico?

Colore, decorazioni, motivi ornamentali.Una volta individuata la gamma che ci interessa  arriva il momento di valutarne  l’effetto globale. Questa forse è una delle parti più divertenti della progettazione attraverso l’uso di materiali

Internet ci viene incontro, con delle rapide ricerche si possono individuare negozi reali ed online in cui confrontare prezzi e variazioni ( ad esempio sulla scelta di carte da parati con motivi ornamentali ). Praticamente è possibile richiedere del campionario di quasi tutto e i colorifici vi preparano anche piccole confezioni di colore per le prove.

Prima di acquistare i quantitativi che ci servono è assolutamente necessario valutare i campioni. Questa scelta se a qualcuno può sembrare uno spreco è in realtà sui grandi numeri un toccasana.

Litri di colore inutilizzato; carte da parati che ammuffiscono in cantina  fanno parte dell’arredamento di scantinati e garage. Questo si che è uno spreco.

Le scelte ponderate aiutano l’ambiente e il mercato che riesce a capire meglio i prodotti funzionanti e quelli no. Il consumatore fa la differenza!

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Design Seeds 

Ecco i 3 passi dello SCHEMA CROMATICO:

  • Campioni. Si raccolgono campioni e ritagli di tessuti, moquette e carte da parati;  barattolini di  colore ed altri materiali presenti nella progettazione.

 

  • Tavola compositiva.Va realizzata rispettando le proporzione dei colori.Si accostano i vari campioni in proporzione. Ad esempio  il campione della pavimentazione sarà molto più grande rispetto alle tende. NON si lasciano spazi bianchi se non sono presenti come campionatura….questa aspetto è molto importante, in quanto la presenza del bianco ( anche in forma di cornice involontaria) modifica il risultato compositivo finale.

 

  • Valutazione dell’esistente. Eventuali punti fissi come apparecchi elettrici, termosifoni, porte che non subiscono intervento di restyling  vanno inseriti  ed utilizzati come PUNTO DI PARTENZA dello schema cromatico.

 

 

Una volta realizzato il vostro schema controllatelo con la luce naturale ed artificiale dello spazio in cui andrà ad inserirsi. Buon Lavoro!

 

Decorazione: motivi ornamentali

Negli ultimi anni la decorazione degli ambienti e degli oggetti è tornata a farla da padrone. Complice la voglia di personalizzare, di distinguersi a basso prezzo ed il mix spesso non chiaro tra voglia di riciclo e faidate .

Entra in gioco la meravigliosa opportunità della rete che ci permette di raggiungere tutti e creare un nuovo ed interessante miscuglio tra passato ed “esotico”, dove con esotico intendiamo tutto quello che non appartiene  al nostro immaginario visivo.

I risultati sono spettacolari, tanto da creare un’inversione delle tendenze:

motivi decorativi, abbinamenti di colore , geometrie vengono rubate ad utenti della rete  e creativi handmade di tutto il modo e riproposte nelle passerelle e nelle finiture architettoniche.

Carta da parati, tessuti, stencil, mosaici , piastrelle decorative.

Ma come sceglierli?  su quali oggetti o parti dello spazio inserirli e come?

 

In generale la combinazione di motivi ornamentali differenti è difficile.

Facciamo qualche esempio:

  • I motivi piccoli e regolari si abbinano con decorazioni larghe e incisive;

 

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Ispirazione vintage

 

 

  • I motivi grandi e irregolari funzionano bene se presentano un colore dominante e possono essere accostati a tonalità contrastanti;
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viola e blu in varie tonalità / giallo e verde a contrasto

 

  • Lo stesso motivo può essere variato nei colori andando a coprire tutto lo schema cromatico deciso per lo spazio;

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mistogeometrico

 

 

 

  • Elementi decorativi singoli
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Sticker di ArtStick

 

Le strade da seguire sono diverse e legate molto al risultato finale.

In un ambiente giovanile useremo l’abbinamento  di più colori e motivi , tipici del grande colosso svedese dell’arredamento low cost.

In un contesto elegante e ricercato i pezzi unici a contrasto danno dei risultati sorprendenti.

La sovraesposizione sarà adatta ad ambienti molto dinamici e giovanili.

Ambienti più caldi si ottengono con l’abbinamento di uno o due colori e motivi.

Il consiglio è di definire prima il risultato che vogliamo e lo schema cromatico ed ornamentale. Buona lavoro!

 

 

Programmazione: priorità dei lavori

Arriva il momento dei lavori in casa. Forse siamo riusciti a mettere da parte qualche soldo , o abbiamo più tempo da dedicare a questo progetto, o purtroppo si sono create delle situazioni  di emergenza che vanno risanate al più presto. Prima di seguire i 5 punti per programmare interventi in casa è importante valutare la priorità dei lavori.

Ecco qui un sintetico schema della sequenza lavori:

  1. #Lavori prioritari.  Si tratta di quelle #riparazioni urgenti :
  • Stagnazione dell’acqua, umidità di risalita ed  infiltrazioni;
  • Fessurazioni della murature;
  • Infestazioni di insetti;
  • Perdite degli impianti;
  • Impianto elettrico difettoso;
  • Costruzioni esterne anche temporanee pericolanti;
  • Problematiche del tetto;

Successivamente la seconda cosa da affrontare se si riscontrano della problematiche sono i  #Lavori sul tetto.

Il #tetto o meglio la #copertura è una parte fondamentale della casa e spesso l’inaccessibilità  nasconde le problematiche fino a quando gli #interventi non diventano assolutamente necessari e inderogabili. Se possibile effettuate dei #controlli periodici al #manto di #copertura sopratutto se abitate in zone #piovose e ventose o con grandi differenze di temperatura tra una stagione e l’altra. E’ obbligatorio  affidarsi ad una ditta specializzata che sia in regola con permessi e sicurezza.

Ricordatevi che siete responsabili di quello che succede all’interno della proprietà e siete obbligati a verificare che la documentazione  e le norme siano rispettate.

In successione vanno eseguiti i  #Lavori all’interno e i #Lavori all’esterno.

I #lavori all’interno comprendono :

  • Modifiche  degli spazi con eventuali demolizioni e ricostruzioni
  • Modifiche o sostituzione di impianti o parti
  • Isolamento di solai e finestre
  • Areazione
  • Riparazione e sostituzione di solai, pavimenti, opere in gesso, in legno e arredi su misura
  • Finiture di soffitti, pareti, opere in legno , tappezzerie e pavimentazioni

I # Lavori all’esterno  comprendono:

  • Interventi sulle pareti esterne, riparazioni, isolamento ed impermeabilizzazione.Nuove finiture
  • Sostituzione di serramenti, opere in legno e metallo
  • Lavori nelle aree esterne comprese scale e pavimentazioni

Individuati i lavori da eseguire vi consiglio sempre di affidarvi per una valutazione ad un progettista o a una ditta specializzata , questo vi eviterà valutazioni personali errate che possono portare ad interventi sbagliati.

Inoltre oggi la possibilità di usufruire di vantaggi fiscali nella quasi totalità degli interventi  è un ottimo incentivo  per coniugare professionalità e risparmio.

 

 

Il colore:teoria di base per sceglierlo

“Non esistono vere e proprie regole per la scelta del #colore , il #colore giusto è sempre differente”

Nel 1961 Johannes Itten  pittore, #designer e scrittore svizzero pubblico il testo “ARTE DEL COLORE”  ,  il libro esprime i caratteri e gli effetti cromatici  dei #colori definendone i contrasti che li regolano .

Individua inoltre tre livelli cromatici distinti e collegati: colori primari, i colori secondari ed i #colori terziari. Illustrati nelle loro connessioni nel cerchio definito  Cerchio di Itten.

cerchio-di-itten

Basi della Teoria dei colori:

#Colori primari. Tutti i colori derivano da tre colori di base comunemente definiti : #rosso ,#blu e #giallo , in realtà l’esatta definizione dei tre colori è #magenta, #cyano e #giallo. Questa differenza di vocaboli diventa fondamentale nella corretta realizzazione del colore definitivo.

#Colori  secondari. Mescolando due colori primari si ottiene un colore secondario.

#magenta e #cyano danno un #viola

#cyano e #giallo danno #verde

#magenta e #giallo danno l’#arancione

Il colore opposto a due secondari sulla ruota dei colori è definito complementare ed è utilizzato  per effetti di grande impatto scenografico . Ad esempio il viola in contrapposizione al giallo.

#Colori Terziari.Mescolando in parti uguali 1:1 un colore  primario ed un colore secondario adiacente sulla ruota si ottengono i terziari.

La combinazione fra colori adiacenti  permette di ottenere effetti armoniosi.Mentre la combinazione tra colori opposti ha come risultato dei contrasti  forti.

La #ruota dei colori mostra le relazioni tra primari, secondari e terziari.

 Sette contrasti di #Itten:

  1. contrasto di colori puri
  2. contrasto di chiaroscuro
  3. contrasto di freddo e caldo
  4. contrasto di complementari
  5. contrasto di simultaneità
  6. contrasto di qualità
  7. contrasto di quantità

Ad esempio il contrasto fra colori puri

contrasto_colori_puri

L’osservazione della ruota permette  anche di valutare schemi di colore secondo caratteristiche  simili come ad esempio i colori caldi e i colori freddi.

cerchio-di-itten-colori-caldi-e-freddi.jpg

Una volta individuato uno schema cromatico adatto alle nostre esigenze  valuteremo  abbinamenti , contrasti e reazioni  per  definire meglio in uno step successivo  le scelte più corrette da un punto di vista progettuale.

Programmare interventi in casa in 5 punti

E’ arrivato il momento.

Abbiamo un fondo minimo d’ investire, e gli impegni ci permettono di affrontare il restyling della casa.

I 5 passi da seguire  prima di iniziare:

1 ) Valutazione . Prima di iniziare qualsiasi lavoro che sia di finitura e decoro è sempre utile fare prima una valutazione delle condizioni dell’immobile. Le parole chiave sono:

Strutture/Consumo energetico/ Condizione degli impianti/ Finiture

2) Professionista o fai da te? Il tema, già affrontato nel post Progettista?   va  valutato PRIMA di qualsiasi intervento,  riflettendo sulle reali difficoltà d’ approccio ad un determinato tema e tenendo in considerazione che l’amico, disposto a farci un progetto/consulenza gratuita a tempo perso , potrebbe essere disponibile solo fra anni o comunque, abbandonarci in corso d’opera  per motivi che spaziano dal professionale al familiare. In generale un approccio sostenibile ed etico è da adottare anche in questa scelta. Le parole chiave sono:

Etico/Professionale/Locale

3) Norme e regole.Vengo spesso contatta da  amici  e clienti ( futuri) che dopo aver intrapreso progetti e lavori si scontrano con le normative ed i regolamenti , scoprono così che la versione del tecnico  Caio amico di Sempronio era priva di alcune parti fondamentali. Mi chiedono soluzioni economiche e rapide in problematiche complesse. Alternativamente mi confronto con chi trova incomprensibile il rispetto di determinate norme.

L’apparato di regole e norme che regolano  tecnicamente ed economicamente la progettazione e la programmazione di interventi è frutto di un sistema che malgrado alcuni discutibili punti ( non è questa la sede per sviscerarli) serve a preservare la salute, la sicurezza e il nostro territorio. Le parole chiave sono:

Sicurezza/Socialità/Salvaguardia

4) Colori, materiali, e texture. Risolti gli aspetti di valutazione, scelta del progettista  e approccio alle norme inizia la parte più entusiasmante  e personale, ovvero l’individuazione dei temi su cui sviluppare  gli interventi di restyling. La prima parte riguarda la scelta di una schema colore, dove individuare i temi principali degli spazi analizzando sia le tonalità  sia il rapporto con materiali e texture.

Individuazione dei materiali. Qui entrano in gioco gli aspetti più sostenibili. Il consiglio in generale è di  farsi consigliare dal progettista e di valutare i materiali del territorio, le aziende locali e le star up che si occupano di riscoperta di tecniche e tradizioni, uscendo così dal finto  schema eco-bio della grande distribuzione. Le texture saranno  strettamente correlate alle scelte cromatiche e materiche. Le parole chiave sono:

Colore/Composizione/Unicità

5) Spazio. Individuati gli schemi cromatici e dei materiali sarà già ben chiara l’idea di spazio che si vuole ottenere.Il trattamento dello spazio è spesso la parte più complessa , dove il confronto con il progettista o con l’arredatore è fondamentale. La regola principale è non immaginare la casa di altri , ovvero non immaginare spazi che non ti appartengono, lascia fluire le  energie in maniera personale  senza focalizzarti su immagini da riviste patinate.Le parole chiave sono:

Consapevolezza/Ergonomia