Color Factory | “instagrammati” nel colore

Oh Happy Day! non è solo la strofa di una canzone ma anche il nome scelto da un energico team di party-designer statunitensi. Il team, che si occupa principalmente del settore party  è anche la built up della Color Factory.

La Color Factory è una nuova dimensione  esperienziale che rende tangibile il mondo dei filtri Instagram e dell’esperienza  legate al colore ed al divertimento.

credits Color Factory 2017

La Factory è uno spazio situato nella parte bassa di San Francisco  che supera i mille metri quadrati espositivi al cui interno sono proposti 2 percorsi espositivi sul Colore e su Materiali il tutto con un occhio di riguardo verso Instagram.  Perché la Color Factory è il set perfetto per foto acchiappalike.

Un’esperienza pop up come viene definita dai suoi creatori , lo studio Oh Happy Day nella figura di Jordan , ( solo Jordan  ed è così che i membri del team nel sito ufficiale  mantengono il loro profilo “party”, adottando una strategia comunicativa informale e molto giovanile), l’artista  Leah Rosenberg specializzate nell’utilizzo del colore come media comunicativo ed Erin Jang .

credits Leah Rosenberg

Erin Jang  direttore creativo  della color Factor è anche la creatrice di The Indigo Bundign  un premiatissimo studio di design visivo che spazia dall’illustrazione al graphic Design  ovviamente in un continuo dialogo con il mondo Instagram

Ma in realtà il team è composto da altri 11 tra collaboratori ed artisti che provengo anche dal mondo del design per party, il risultato è un restyling dello spazio con una ridefinizione completamente nuova di luogo espositivo, che nasce da subito con un tema centrale e viene sviluppato nello studio degli interni e degli exhibit.

Immagine correlata

Visitabile con biglietto la proposta è quella di un percorso emozionale ed esperienziale , tra 10.000 nastri colorati , spazi ridefiniti dal colore  e  arcobaleni da “prendere” o almeno così scrivono i creativi del team.

Ecco alcune immagini degli interni raccolte in rete

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Geronimo Ballons Exhibit

La Color Factory ridefinisce alla luce del sole la funzione dei media nell’ interiors e nella creazione degli eventi perché usando il motto coniato su misura per la Factory: ”

San Francisco’s Color Factory Is About to Be All Over Your Instagram

 

Approfondimenti

COLOR FACTORY 

Oh Happy Day!

Instagram profilo della The Indigo Bunding

Sito della The Indigo Bunding

Sito dell’artista Leah Rosenberg

 

Interni e Home Decor i ” Fatal Error “

Arredo  e Restyling che passione!

Gruppi Facebook , riviste d’arredo, trasmissioni  dove tutto viene svelato , per non parlare di Pinterest!  Migliaia di immagini che ci raccontano di loft da sogno e  arredi  personalizzati con il  fai da te e il restyling

Ma è tutto così semplice? Vediamo i  “Fatal error” più comuni nella progettazione degli arredi interni:

  • Shabby chic. BASTA. Se state valutando una soluzione  di questo tipo sappiate che nel giro di 1 anno sarà  totalmente vetusta. Troppo usato , troppo contaminato.

shabby-chic- interni udine pdpn.jpg

Il vero Shabby   si è perso all’incirca 100.00 foto fa su Instagram diventando una specie di contaminazione tra il provenzale e la casa delle bambole. Buttate la carta vetrata  e riproponete  per i vostri interni un arredo rustico e nostrano ma dai toni chiari e personalizzati .

interni-rustici-interni-udine-pdpn

 

  • Colore estremi. Evitate i colori estremi e gli abbinamenti azzardati solo perchè la moda del momento ve li propone. Fate molta attenzione inoltre ai mix  di colori , stili e materiali.
    Le riviste d’arredo hanno dei professionisti che si occupano di creare dei veri e propri set.  Se la casa la vivete , optate  per l’utilizzo di contrasti forti solo in aree ridotte.

Immaginatevi anche la casa durante periodi particolari e dopo un paio di anni.

arredi e colori   interni udine pdpn.jpg

 

  • Tendenze del mese. Bellissime oggi. Noiose fra 2 mesi. Se non siete dei veri e propri addict dell’arredamento e le scelte sono sul medio termine optate piuttosto per pochi elementi di tendenza valorizzati da un arredo  più neutro.

arredi e colori  scuri   interni udine pdpn.jpg

Riciclo, fai da te e handmade. Non è per tutti.

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Mettetevi il cuore in pace. Il  lampadario, la libreria, il riciclo creativo permette  di realizzare ottime soluzioni ma  con un impegno professionale.

lampadario-rami-interni-udine-pdpn

Non sottovalutate per esempio  la finitura dei pallet che vi impegnerà per giorni, e non sottovalutate gli abbinamenti , i pesi e le contrapposizioni di alcuni  elementi d’arredo.

libreria-legno-pallet-interni-udine-pdpn

Dietro a foto molto accattivanti spesso vi sono filtri  fotografici e  professionisti dell’immagine.

Vale sempre la regola. immagina la tua casa fra un paio di anni.

 

CERSAIE 2016 . Non solo ceramica

Inizia oggi il Cersaie .  Il  più grande evento fieristico italiano in tema di ceramica e non solo.

Dalla pavimentazione ai sanitari fino ai complementi d’arredo , qui si possono ammirare le nuove tendenze. Qualcuno può storcere il naso pensando che si possa ridurre ad una successione di vasche e lavandini ma questo è il  momento di osare e presentare i nuovi prodotti sul mercato.

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La fiera che si svolge a Bologna dal 26 al 30 settembre è un occasione unica per  vedere in anteprima le nuove proposte di aziende che fanno tendenza come ad esempio Villeroy &  Boch che presenta la nuova collezione ( qui il sito dell’azienda  https://www.villeroy-boch.it/)  Color Line  la  nuova linea di colori assolutamente pop che richiamano un po’ lo spirito degli anni ’60 quando  alle  tendenze precedenti si sostituivano  le nuove linee colorate della swinging london. Sviluppati da una nuova di generazione di designer europei che hanno osato anche negli abbinamenti  e nelle tonalità che spaziano dal verde  al rosa fino ai più classici neri e grigi.

vasche-colorate-villeroy-boch

 

Oltre ad aziende più note è un ottima occasione per cogliere le contaminazioni come nel  caso di questa azienda  turca la  Yurbay Seramik ( https://en.yurtbay.com.tr/kurumsal ) che propone delle piastrelle ceramiche stampate che richiamano i colori caldi della terra e del tessuto.

 

 

Se siete in cerca di ispirazioni anche in altri ambiti della casa questo è il posto giusto.

Cersaie 2016 a Bologna.

Open Call per una Casa sugli alberi. Ecco cosa vedrete a Terni!

Il sogno di chiunque aspiri ad un rapporto più vicino alla natura:  la casa sull’albero.

Succede allora che a Terni, lo scorso giugno,  il team del TerniFestival indice una chiamata aperta a tutti per la realizzazione di 5 case sugli alberi come residenze temporanee per artisti, cavalcando l’onda del ritorno bucolico e della ricerca di nuovi luoghi del vivere più naturali e semplici. I risultati dell’Open call sono spettacolari e le costruzioni dei 5 vincitori inizieranno oggi al TerniFestival 2016.

Totalmente autocostruite  e dal carattere internazionale!

  • Il gruppo  neozelandese composto da Jacob Dench, Dario Sanchez e Chris Pugsley  ha vinto con Ottavia, una ragnatela residenziale che verrà realizzata  tra due montagne separate da un vuoto, nell’area del vuoto si sviluppa la città vera e propria, ingabbiata  da funi, catene e passerelle. Raggiungibile da traversine in legno e canapa è costituita da amache, corde terrazze tutto rigorosamente sospeso!

  • Da Campobasso il gruppo Falegnameria Fa.Sa. parte sempre dalla sfera  ma la trasforma in un poliedro irregolare, composto da tanti triangoli. Si tratta di una ricerca modulare e standardizzata.Il solaio in legno si allunga oltre la struttura principale andando a toccare il terreno. “ADORABILE”.

  • Il progetto CAOS del gruppo romano Equalogical Lab realizzerà una struttura progettata  in maniera tale da non appoggiare direttamente sull’albero, partendo da una forma sferica rielaborata e realizzata completamente con materiali naturali e riciclati.

  • Il gruppo campano Zampoi propone invece Lampiride ( sui nomi potremmo fare un post singolo!). Una specie di lucciola residenziale, un punto luminoso all’interno dell’ambiente naturale.Esternamente viene riproposta la forma del coleottero con travi e pilastri a vista  che di notte diventano un unico punto luminoso. La struttura autoportante è intrecciata direttamente con l’albero .

  • Non poteva mancare il più classico dei nidi…ma a misura umana. il gruppo di lavoro composto da Simone Picano , Valeria Poggiani  e Mauro Poggiania ha riproposto un nido realizzato con decine di funi  connesse tramite nodi e annodate intorno ai rami. Senza collanti o chiodi. Un vero e proprio nido irrigidito in alcuni punti da elementi lignei

Ma poi, cosa succede in città? Riflessione sulle panchine.

Rigenerazione, arte pubblica, recupero,  parole che sono entrate nel parlare comune, non è raro sentir parlare di rigenerazione urbana dal panettiere o  al supermercato.

Ma prima di rivitalizzare elementi della città sorge spontanea la domanda: questa città la conosco?

La risposta è  No. Gli ambiti che compongono la città sono una moltitudine.

Conosci tutte le piante di tutti i giardini pubblici della tua città? o ancora meglio conosci tutti i giardini pubblici della tua città?

Un buon esercizio estivo per prendere consapevolezza con il territorio è l’osservazione delle panchine. La panchine sono ovunque dal parcheggio del supermercato alla piazzetta nascosta. Parlano delle pratiche dei cittadini. Da che parte guardano? Chi ci è seduto sopra? Giovani? Vecchi?.

Risultati immagini per panchine Risultati immagini per panchine

In alcuni luoghi le panchine sono dei veri propri luoghi di riferimento.

Come sono fatte?  I materiali parlano del luogo. Pietra, legna, ferro.

Hanno altre funzioni nascoste?

Alcune sono dei veri propri gioielli di design urbano come queste:

Risultati immagini per panchine

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o queste:

Risultati immagini per panchine

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Compiti per la vacanze: osserva le panchine della tua città.

A Gorizia Piccole Eccellenze italiane: Cementine che meraviglia.

Da poco abbiamo pubblicato il post Salviamo la piastrella!  dove tra i veri esempi parlavamo di cementine.

Oggi presento  una realtà  locale che dalle  cementine ha creato un sogno.

Catanese - Design by La Gioviale -:
Catanese design La Gioviale – Pinterest

La Gioviale.

La Gioviale  è una realtà associativa goriziana nata  per promuovere e mantenere vivo l’interesse verso questi splendidi manufatti usati già dalla fine del ‘800

Azulejos - composizione di vari colori e diverse granulometrie di graniglie - Design by La Gioviale:
Azulejos design La Gioviale – Pinterest

Nata dalla connessione  perfetta tra un tecnico, un artigiano ed un’artista l’associazione realizza mattonelle in cemento ( cementine ) in maniera completamente artigianale ma con performance contemporanee.

Con una innovativo approccio di ricerca, sperimentazione e professionalità propongono una mattonella con spessori fino a 11 mm ma capacità tecniche di resistenza e durabilità al pari  dei prodotti per le finiture di bagni e cucine, Resistenti all’acqua, finite tramite lucidatura e lappatura sono il prodotto perfetto per chi vuole un design d’interni unico e  personalizzato , ma al tempo stesso crede in un processo del lavoro e delle tradizioni sostenibile e moderno.

Tappeto Wendy - Design by La Gioviale:
Wendy design La Gioviale – Pinterest

Il cliente sceglie i colori , i disegni e il formato  e loro si occupano della realizzazione.

Liberty - Design by La Gioviale:
uno stampo Gioviale –  Pinterest

Nascono come associazione ma il loro sogno è diventare una realtà imprenditoriale.

Voglia di cementine? Adesso sappiamo dove andare.

La Giovale. Vecja fabrica de madonele de Gorizia.

Qui il loro sito  e la loro pagina FB

In spiaggia con Medonia. Design e ricerca italiana.

Alghe alghe alghe.

Abbiamo già parlato di design fatto con le alghe  nell’articolo Design: Carte Eco di alghe e arance. oggi  presento un bel progetto “Fatto in Italia” come piace a me.

Il progetto Medonia.

Un progetto nato e curato all’interno del Dipartimento di Design dell’Università degli Studi di Roma ” La Sapienza”. L’obiettivo di Medonia è di creare oggetti e arredi per le nostre coste partendo  da quello che le nostre coste ci  donano attraverso le alghe.

L’idea  mette insieme lo smaltimento delle alghe e la necessità di un design sempre più ecosostenibile.

Eh si! Perchè gli oggetti che nascono dal laboratorio progettuale sono anche biodegradabili e riciclabili.

Medonia prende spunto dalle attività svolte nell’ambito del progetto dell’ENEA:  GE.RI.N  sigla che significa GEstione RIsorse Naturali, “Eco-innovazione Sicilia” per la sostenibilità del turismo nell’arcipelago delle Egadi.

Vediamo qualche esempio come il prototipo di Clelia de Simone esposto alla rinata Triennale di Milano:

Ed alcuni rendering ufficiali rintracciabile e scaricabili anche nel sito dell’ENEA:

ed infine l’incipit del progetto preso dal sito ufficiale MedionaLab:

“Medonia (Mediterraneo / Posidonia ) nasce  dalla collaborazione tra il dipartimento PDTA (Pianificazione, Design, Tecnologia dell’architettura) della facoltà di Architettura dell’Università degli studi di Roma “La Sapienza” , il centro di ricerca di Casaccia a Roma dell’ENEA e l’Area Marina Protetta “Isole Egadi” e si inserisce nell’ambito di una delle emergenze ambientali più critiche che affliggono il mare Mediterraneo, lo spiaggiamento della Posidonia oceanica”

Bianco e Nero. Interni estremi e flessibili.

Spesso abbiamo parlato dell’uso del colore per la ridefinizione degli spazi.

Ecco un esempio estremo di progettazione spaziale dove  pareti mobili e contrasto cromatico creano un luogo estremo , affascinante e creativo.

Il progetto parigino per la nuova sede di un’azienda informatica  firmato dello Studio Stéphane Malka   gioca con il bianco e nero riuscendo a definire un luogo dai connotati surrealistici.

stephane-Malka-architettura-la-Nouvelle-Eloisa-agoratic-ufficio-paris-designboom-01  stephane-Malka-architettura-la-Nouvelle-Eloisa-agoratic-ufficio-paris-designboom-01

Il progetto  si basa su un sistema di parete mobili sospesa di 3 mm dal piano e dal soffitto , il sistema brevettato si chiama MUMO  da Mur Mobiles in francese .

Lo spazio diventa un luogo flessibile dove   gli utilizzatori possono ridefinire le zone in base alle esigenze , giocando non solo con le forme ma anche con le luci.

Un’interessante soluzione nella ridefinizione di spazi dismessi di grandi dimensioni, che li rende flessibili e adattabili.

Qui il video con le ridefinizione e i giochi delle pareti mobili , buona visione!

 

 

Salviamo la Piastrella!

“L’idraulico deve rompere le piastrelle”

Le vecchie case ci vanno strette, bisogna inserire elettrodomestici, cambiare gli scarichi, adattarle alle esigenze dei nuovi nuclei familiari .

Succede sempre più spesso che si debbano eseguire dei lavori che comportano la rottura di piastrelle e la creazioni di tracce che attraversano le nostre cucine , i bagni e non solo.

La soluzione immediata è quella di sopperire con la posa di un pavimento flottante  in “prefinito”. La grande distribuzione lo fornisce a prezzi competitivi e regala anche il mini corso di posa in opera.

Ma se quella piastrella in fondo ci piace? Appartiene forse ai nostri ricordi ?  o semplicemente ci piace per quel sapore vintage  unico .

Ci viene in aiuto la contaminazione contemporanea. L’inserimento ragionato di elementi differenti.

In che senso ragionato?

Individuato il percorso in cui è necessario effettuare la rottura si può ragionare su uno schema globale che comprenda tutta la stanza interessata, in  maniera tale da creare un effetto grafico ricercato, andando ad asportare anche zone non interessate dai lavori .

Sequenza sviluppo:

traccia

La traccia taglia  in maniera irregolare la pavimentazione, caratterizzata da una composizione geometrica a file alterne. Se fatto con accuratezza il risultato potrebbe essere di questo tipo:

traccia2

Alcune soluzioni:

  •  piastrelle molto simili  per tonalità o disegno che creano una contaminazione irregolare su tutta la stanza:

traccia3

  • inserimento di punti colore  a sottolineare l’irregolarità:

traccia4

  • contaminazione totale attraverso l’uso di fantasie e colori  differenti, le piastrelle nuove vengono inserite anche nelle zone non toccate dai lavori per anticipare visivamente e dare continuità all’insieme:

traccia7

  • creazione di un’area nuova che si espande per punti nelle zone non interessate dai lavori, soluzione meno complessa e più elegante:

traccia8

Le problematiche con cui scontrarsi saranno di carattere tecnico: misure e spessori o legate alla posa in opera ed alla demolizione che deve essere eseguita  a regola d’arte e facendo attenzione.

L’ideale sarebbe una volta segnata la traccia  studiare uno schema compositivo di sostituzione, eventualmente  possono venirci incontro le piastrelle stampate che permettono con una buona dose di fantasia  di rielaborare le grafiche già presenti in chiave contemporanea.

C’è da divertirsi con la composizione !

Prendiamo qualche spunto dall’ Interior Design contemporaneo

Mix coloratissimo

inserimento di cementine

contaminazione verticale

e per i più coraggiosi mosaici ed elementi naturali!

Buon lavoro!

Processo progettuale.

Come si progetta?

Creativo/ Designer / Scrittore / Artista/ Poeta. Fondamentalmente un progettista. Una di quelle persone che sentono  la necessità di dare soluzioni. Bruno Munari eccellenza tutta italiana.

Oggi abbiamo giocato un po’ con il suo metodo progettuale che è anche una metodologia che può essere riutilizzata nella vita quotidiana.

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