Da Voromuro alla Struttura architettonica naturale.

Voromuro.

Voromuro nasce nel 2007  commissionato dall’ Istituto d’ Arte contemporanea di Boston  ( Institute of Contemporany Art ) è un’installazione acrilica che si muove tra la dimensione effimera e la riflessione sui sistemi naturali come punto di partenza per il futuro delle costruzioni.

Realizzato dagli architetti Monica Ponce De Leon e  Nader Therani , Voromuro faceva parte di una mostra collettiva in cui obiettivo era accompagnare ed indirizzare  le persone all’interno delle Isole Harbor in luoghi specifici.

La forma di  Voromuro è generata  dall’osservazione e dalla rielaborazione dei fenomeni di biomimetica e biomeccanica della natura. Si pone come elemento di riflessione sullo sviluppo di strutture architettoniche efficienti e modificabili.

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In Voromuro i progettisti hanno  usato  i particolari della struttura cellulare ossea umana come elemento di stabilità strutturale. Il materiale si modifica in base alle spinte , ai carichi ed alle sollecitazioni.

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Fabbricato in pannelli  PETG (glycolised polietilene tereftalato) , ogni pannello è realizzato tramite CNC  permettendo così di costruire senza il rischio finale di avere delle deformazioni o delle significative differenze durante il montaggio.

 

Ma la struttura naturale potrebbe essere la soluzione per l’abitazione del futuro? 

 

Nel 2015 in Germania all’University of Stuttgart sull’onda della ricerca tra costruzione e natura è stato realizzato un padiglione sperimentale  che riproponeva il guscio protettivo del ragno d’acqua (Agyroneda aquatica).

Il padiglione realizzato da con una pellicola ETFE  di 0,2 millimetri di spessore, è sostenuto da una griglia differenziata di fasci di fibre di carbonio con uno spessore che varia tra 1 e 2 mm.

Realizzazione padiglione in loco, l'armatura robotica estrude fasci di fibra di carbonio e adesivo.

 

e nel Design?

Abbiamo  trovato questo progetto ispirato alla strategia che utilizza la  Calla ( il fiore )  per conservare l’acqua.

Il Progetto è frutto di un laboratorio universitario qui di seguito tutti i riferimenti:

Progetto: A. Buiano, A. Squeglia, A. Romano Stompanato, F. Chianese, tutors: C. Langella, F. dell’Aglio, S. Adinolfi.  

Gruppo di ricerca trans-dipartimentale con la supervisione di Patrizia Ranzo (Corsi di Laurea in Disegno Industriale della Seconda Università degli Studi di Napoli ). Contributo scientifico dell’ingegneria dei materiali : Carlo Santulli, Università La Sapienza. Contributo scientifico della biologia: Mario De Stefano, Seconda Università degli Studi di Napoli.

 

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Cambio look con una porta!

Cambiare il look ad una zona della vostra casa può essere molto più semplice di quello che pensate, spesso basta cambiare una porta.

Le porte d’arredo nascono esattamente per questa esigenza, essere funzionali  nella divisione di ambienti comunicanti ma al tempo stesso creare unicità con lo stile della casa o dell’ufficio , dare indicazioni , togliere o aumentare la luce.

Se negli anni ’80 le nostre porte in laminato laccato venivano ricoperte di poster e carte adesive , o in alternativa impreziosite con improbabili vetri  oggi le soluzioni sono molteplici ed osare è alla portata di tutti.

Il mercato è ampio, spesso le scelte vengono fatte su meri calcoli economici ma nella scelta della porta sopratutto in presenza di vetri e decori o meccanismi sarà la manutenzione e la resistenza nel tempo a far la differenza.

Perché risparmiare  oggi a favore di prodotti di bassa qualità per poi dover pagare domani manutenzione, pulizie continue ( le varie lavorazioni del vetro sono fondamentali) rotture o addirittura mal funzionamento?

Facendo  un po’ di confronti ho individuato alcune aziende, in particolare mi sono soffermata  su un’azienda veneta  da un lato per la vicinanza  territoriale ( aspetto importantissimo per fare scelte consapevoli!)  e dall’altro per le soluzioni giovanili e contemporane, il tutto con un’attenzione particolare a dettagli e finiture :

la Henry Glass di Treviso.

Facciamo una carrellata di alcune soluzioni che l’azienda propone:

Le porte scorrevoli con meccanismo a vista. Ideali per ambienti giovani e dove non possiamo intervenire con  cartongesso o similari.

 

o in alternativa con mantovana che segna la presenza di un meccanismo ma lo nasconde come nel caso della collezione Vitra della Henry Glass firmata dall’Architetto e designer Alessandro Mendini.

Doppia porta scorrevole esterno muro Classic, linea Vitra, vetro trasparente, decoro sabbiato Labirinto 1 e 1A firmato da Alessandro Mendini, doppio maniglione HG400 cromo satinato, mantovana in finitura alluminio.

Sempre della Henry Glass  le soluzioni più interessanti per risolvere spazi e decori della casa. L’azienda fa soluzioni personalizzate ed utilizza tecnologie particolari che permettono soluzioni  a prezzi assolutamente  accettabili ( stiamo parlando di aziende italiane che lavoro sul territorio e non colossi della distribuzione  che abbassano i prezzi importando da fuori e risparmiando su finiture e qualità).

Inoltre aspetto non da poco a conti fatti la flessibilità delle misure proposte  permette di avere soluzioni di lusso al prezzo  di soluzioni più commerciali.

Porta scorrevole esterno muro Inside, linea Vitra a filo lucido, vetro stratificato extralight satinato, decoro impressioni Sonetto dell'Accademia delle Belle Arti di Venezia, accessori anodizzati moka.:

Qui sopra un’esterno muro a filo lucido, la decorazione in questo caso nasce da un collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Venezia.

Sempre parlando di decori , qui sotto un’altra proposta della linea Vitra dell’azienda veneta .

I decori sono all’interno della stratificazione, questo significa che con il tempo rimarranno inalterati.

Porte scorrevoli esterno muro Classic, linea Vitra a filo lucido, vetro stratificato trasparente extralight, decoro impressioni Stagioni effetto tortora, mantovana e pomelli quadri anodizzati moka.:

 

Ma se lo scorrevole non fa per me?

Ecco due soluzioni  decorate una in versione battente ( la classica porta ) ma senza stipiti  e la versione scorrevole a muro.

A sinistra porta a battente su stipite Plain filo muro, vetro stratificato trasparente extralight, decoro Decò bianco. A destra scorrevole a scomparsa senza stipite, vetro stratificato trasparente extralight, decoro Decò effetto ardesia. Accessori anodizzati alluminio:

 

Ma le porte non sono solo per passare da una stanza all’altra. Avete mai sognato una cabina armadio ? non serve avere stanze in più, si può ricavarne una ovunque anche nella zona giorno con soluzioni di questo tipo:

Possono  dividere gli ambienti senza rinunciare a luci e trasparenze.

 

La porta assume una dignità a se tanto da espandere il suo spazio decorativo oltre le misure standard.

La porta con decoro specchiato e mantovana a vista, altra soluzione ideale in una zona giorno unica  con un’unico passaggio che porta ai servizi ed alla camera .

 

Vi consiglio di fare un giro sul loro sito online!

Colazione in terrazzo… al 5° piano su 2 mq.

Arriva la bella stagione e con essa , allergie permettendo, molti vengono travolti dall’ancestrale voglia di passare i momenti conviviali  , colazione, pranzi e cena all’aperto.

Veniamo catturati da terrazze e complementi d’arredo ricercati , immagini patinate di terrazzi fioriti , arredati con sedie, cuscini, tavolini.

Ma la realtà qual’è?

La realtà è che in Italia i terrazzi sono perlopiù dei luoghi senza infamia e senza lode.

Nei condomini datati  sono addossati tra loro e si affacciano su strade iper trafficate o in alternativa su ripetitori.

Per non parlare dei palazzi d’epoca dove i balconcini si riducono a pochi centimetri di spazio fatiscente.

Lo spazio si riduce al minimo e si deve dividere tra fiori , piante e contenitori della raccolta differenziata.

Alcune ispirazioni  e riflessioni per ottenere degli spazi interessanti, naturali , coerenti  allo spazio reale e sfatare un po’  quello che giornalmente ci  viene venduto come “spettacolare”

Le foto vi fregano! Vediamo questo esempio :

questo angolo per la colazione è veramente ridotto, la sedia si incastra tra 2 piante ed il tavolino può contenere  a malapena quella 4 cose. Inoltre la porta si apre direttamente sul tavolino… della serie se siete in due uno rimarrà per sempre nel balconcino.

microtable

 

Vediamo qualche  soluzione per sfruttare gli spazi ridotti.

Se la terrazza lo permette e presenta una orribile  parete laterale le soluzioni che possiamo valutare sono di sfruttarla per il “verde”:  fiori, piante e perché no un piccolo orto di aromi ( ne parleremo prossimamente, belli da vedere ma complessi da gestire) o in alternativa come  schienale delle seduta.

 

 

ma se il terrazzo è completamente aperto ?

Potete sfruttare la parete dell’appartamento o in alternativa per i più coraggiosi affidarvi alla ringhiera. Considerate che la sensazione di vuoto alle spalle non è proprio ideale dal punto di vista del  comfort:

 

Per la scelta della seduta una buona soluzione sostenibile e low cost è utilizzare dei contenitori-seduta: casse, cassette capovolte, vecchi pouf riadattati .

 

La seduta  diventa anche il contenitore della differenziata “inodore” come la carta o la plastica e può essere  abbinata a vasi- contenitori simili:

 

Siate onesti nella valutazione degli spazi. Un’area piacevole permette movimenti comodi e naturali, riempire troppo uno spazio per scimmiottare le riviste d’arredo o le proposte  commerciale dei rivenditori di mobili low cost non è una scelta naturale  e in poco tempo lo spazio verrà abbandonato.

Ecco due  esempi a confronto.

Il primo spazio con poltroncine e tavolino è saturo ma al limite della fruibilità, può essere ancora utilizzato in maniera naturale, nel secondo esempio la sedia è costretta tra la fioriera ed il muro ( volutamente omesso  dal fotografo per ispirare uno spazio più grande), questa è una soluzione forzata, che obbliga a movimenti innaturali.

 

Un’interessante alternativa è la contaminazione tra gli spazi interni ed esterni.

In presenza di spazi molto ridotti si sfruttano gli interni  come in questo caso dove il balconcino diventa seduta:

spazi ridotti

 

Concludendo:

Colazione in terrazzo ? si ma seguendo qualche regola:

  • Essere onesti. Non viviamo affacciati sul mare ma sul raccordo della statale? Forse il terrazzo è da dedicare esclusivamente alle piante che puliscono l’aria e attutiscono i rumori.

Vasche alte

  • Individuare correttamente lo spazio di cui necessitiamo. A colazione vi mangiate 2 pandori, 4 tazze di caffelatte e 6 polli? Vi serve un tavolo extra large, altrimenti passerete la colazione facendo avanti e indietro dalla cucina.

 

  • Valutare clima ed esposizione.Il sole la mattina del 2 luglio potrebbe essere troppo caldo e non avete lo spazio per l’ombrellone.Viceversa il terrazzo a nord potrebbe essere umido  e fastidioso in primavera ed in autunno. Dedicatelo alle letture del pomeriggio con lo spazio arredato per questa specifica funzione.

Ma in generale la domanda da farsi quando si decide di modificare uno spazio è:

Quali sono le mie reali necessità?

 

Buona colazione sul raccordo!

 

 

 

EarthDay. Design fatto di essenziale

Il 22 aprile è la Giornata Mondiale della Terra; Earth Day in inglese.

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Due giorni dopo l’equinozio di  primavera,  in tutto il mondo, si celebra la giornata della terra. Nata il 22 aprile del 1970, nel tempo,anche attraverso la globalizzazione dell’ informazione, da evento americano si è trasformato in evento mondiale.

Si celebra questa giornata con eventi  di sensibilizzazione  ed  educazione verso un mondo più sostenibile dove l’ecosistema globale viene rispettato e mantenuto; ogni territorio propone iniziative più o meno inerenti, basta aprire i quotidiani locali o le testate giornalistiche online per individuare  le iniziative che ci coinvolgono da vicino.

L’ambiente è anche fonte di ispirazione per il design , non solo nelle forme ma anche nei suoi elementi  che diventano attraverso l’uso e la ricollocazione nuovi oggetti, dove le forme originali rimangono invariate e diventano  funzionali all’oggetto stesso.

 

…sgabelli…

 

Appendiabiti.Orizzontali e Verticali.

 

 

Porta oggetti e staffe per mensole!

 

Spettacolari lampade da interno

 

 

…finiture  uniche

 

Lavabi in legno e pietra.

 

… ma anche finiture architettoniche

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e particolari d’autore.

 

L’ambiente poi è d’ispirazione nel design delle stoffe e dell’illustrazione:

 

 

Festeggiamo la Giornata della Terra celebrandola.

Inesauribile fonte d’ispirazione.

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Verdure alla fermata del tram e fiori tra i porfidi del centro

Finalmente con un po’ di ritardo sul calendario inizia la primavera.

Giornate più lunghe, temperature più calde ma sopratutto fiori , piante, orti e giardini che rinascono a nuova vita.

Fiori che sfidano cemento ed asfalto.

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Camminando per la città non possiamo non associare questi fenomeni di riappropriazione naturale con un fenomeno di riappropriazione simile ma totalmente artificiale : la Guerrilla Gardening .

La Guerrilla Gardening è una forma di attivismo politico il cui obiettivo è quello di “difendere la terra” con atti volti a sensibilizzare l’opinione pubblica tramite la cura non autorizzata e l’inserimento abusivo di aree coltivate o semplicemente fiorite all’interno dei circuiti cittadini. In poche parole un’azione di Guerrila Gardening è l’impianto di un’aiuola fiorita in una fascia di verde residuo cittadino o l’appropriazione di un’area verde non definita da nessuna funzione e la sua coltivazione per scopi alimentari ( ci piantono i pomodori!)

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Uno degli elementi che contraddistinguono la parte più attiva della Guerrilla sono le Bombe di Semi ( Seed Bombs) delle vere e proprie bombe ( buone!) di argilla e semi che una volta lanciate ( !!!!) o meglio rilasciate sul terreno e in questo caso nei vari angoli della città fioriscono rivendicando un po’ di natura nel grigio cittadino.

 

Con l’aumento della sensibilizzazione verso il valore della terra le Seed bombs sono entrate a far parte dell’immaginario collettivo anche grazie a progetti di Design ed Artigianato che le ripropongono in una nuova veste.

 

 

Come spesso accade la strada  e l’attivismo diventano muse ispiratrici per il design, troviamo così, navigando in rete progetti di Seed Bombs regalo ( di grande tendenza nei matrimoni Eco) e di carte che fioriscono .

Recentemente è salita alla ribalta la notizia del giornale giapponese che una volta piantato germoglia, ma non serve andare lontano, già da parecchi anni le  attivissime mamme italiane eco si sbizzarriscono con carte fai da te mischiate con semi , o interessanti kit di semina artigianali.

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Qui sotto una collana di bombe di semi e delle bomboniere da piantare!

 

Le Bombe di Semi sono le uniche bombe che fanno bene al mondo.

Illuminazione: zona giorno

Funzionale.

Questa è la parola chiave quando parliamo di illuminazione.

La luce giusta deve consentire di  lavorare, leggere, chiacchierare, evidenziare e perché no nascondere , creare l’atmosfera adatta al luogo e al momento.

Spesso non si tratta di scegliere solo la lampadina ma di valutarne colore, intensità e posizione, ogni zona va trattata come un progetto  unico.

Come sceglierla? Come progettare i punti luce ?   Ecco alcuni valutazioni da fare  prima di rimanere folgorati da lampadari di design o da miracolosi led a risparmio energetico.

La zona giorno è il cuore della casa,  è uno spazio che si modifica continuamente passando da luogo di lavoro  pomeridiano a  spazio per cene in compagnia . Ecco alcuni consigli pratici:

Zona living  

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Luci primarie

  •  solitamente è il lampadario principale a sospensione dall’alto  o la plafoniera , obiettivo è quello di illuminare la stanza in maniera uniforme e  indiretta per amalgamarsi con le luci secondarie;

 

Luci secondarie

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  • nella zona della conversazione  i punti luce sono posizionati in maniera da non colpire direttamente gli occhi delle persone; ma non troppo basse da non permettere la lettura ; i fogli devono essere illuminati dall’alto.
  • scegliete delle lampade con un minimo di 200 lux per una corretta illuminazione
  • la luce non deve creare riflessi ( non superate i 750 lux ) e possibilmente deve essere integrata con un’altra a bassa intensità,  ;
  • nell’area dei compiti e dei lavori casalinghi la fonte della luce deve provenire in maniera simile all’area di conversazione ma essere posta di fronte ( altrimenti vi fate ombra! …sembra scontato ma succede continuamente!)
  • collezioni, foto, quadri e sculture vanno valorizzate, difficilmente avrete ospiti alle 9 del mattino con il sole che bacia il vostro pezzo unico, è molto più probabile che riceverete amici e parenti all’ora dell’aperitivo o nel primo pomeriggio invernale, se  la zona giorno ruota intorno a queste elementi  ricordatevi che necessitano di una loro fonte luminosa che li valorizzi e  contrasti effetti scenografici da film horror;

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Attenzione al posizionamento degli interruttori!  L’ideale sarebbe gestire tutti i punti luce sia da vicino che in ingresso ed in uscita.

Zona cottura

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Luci primarie

  • è sospesa dall’alto sopra la zona  tavola, se regolabile in altezza permette di  variare l’atmosfera in base all’attività;

Luci secondarie

  • sono tutte quelle che illuminano i pensili, i ripiani di lavoro ed il fornello. Possono essere faretti nascosti o  integrati ,  devono essere gestibili con interruttori posti in posizioni strategiche;

 

Ma tutte queste luci chi le paga? NOI. Ma possiamo scegliere. Nel post precedente che potete rileggere qui le differenze principali tra lampadina alogena, a risparmio energetico  e Led.

 

 

 

 

 

 

Eco – Carta da Parati di tendenza Wall Peppert

Inutile negarlo la carta da parati è la tendenza in crescita dell’ Interior Design.

Se nel Salone del mobile del 2015 era un trionfo di progetti e presentazioni oggi nel 2016 è diventata oggetto di  culto , elemento di ridefinizione e restyling e perché no elemento d’arte per i nostri spazi.

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Ma come sceglierla? che strada prendere? L’offerta è vastissima e può capitare che le immagini di cataloghi virtuali non corrispondano poi alla realtà. Il consiglio è sempre quello di poter  visualizzare un campione anche minimo in cui andrete a verificare consistenza, qualità, colori e stampe.

Ma se vogliamo qualcosa di unico e eco-friendly? Ci pensa Spazio81 con Wall Pepper.

Carta da parati moderna , eco , personalizzabile e italiana.

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Vi riporto le parole del sito :

“Con Wallpepper® questa antica tradizione trova una nuova dimensione espressiva.
Questo progetto vuole interpretare in modo nuovo la decorazioni d’interni, con delle grafiche e dei disegni che saranno le tendenze dell’interior decoration per la prossima stagione”  e poi dalle parole del responsabile della comunicazione Alessandro Pagani  scopriamo che non si tratta di un prodotto dalle grafiche  moderne e ricercate ma anche che  copre le seguenti caratteristiche:

 

  • è personalizzabile, i designer  si occupano di realizzare progetti grafici su misura per il cliente e per le suggestioni che quest’ultimo chiede
  • è eco-friendly ovvero è composta solo da materiali eco-friendly e durevoli nel tempo

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Vi consiglio di dare una sbirciatina al loro sito  dove è possibile sfogliare TUTTO il catalogo, nel frattempo ancora qualche esempio  (grafico e vicino all’immaginario dell’illustrazione) che ho individuato tra le tematiche che propongono.

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Via Libera alla fantasia! …senza esagerare!

Design: Carte Eco di alghe e arance.

Carte, cartoncini. Oggi il design è fatto anche di questo.

Enormi potenzialità ed enorme scelta. Cartiere, service online , carte fatte a mano.

In termini di sostenibilità la carta migliore è quella non sprecata. Ma se mette insieme  riuso ed innovazione insieme al Made in Italy  non ci dispiace.

Probabilmente molti ne avranno già sentito parlare, alcuni designer e creativi la usano già da anni: è la carta fatta di alghe.

shiro-coverSi tratta di una linea di carte ecologiche SHIRO  a base di biomasse rinnovabili  non di legno dell’Azienda Favini.

Si tratta di una carta di qualità superiore che ha la tendenza a modificare la tonalità  nel tempo tendendo al bianco proprio per la presenza delle particelle dell’alga  in superficie.

Il prodotto ebbe vita negli anni ’90 quando la costa e la laguna veneziana erano infestati da questa alga , la cartiera Favini diede vita a questo progetto di raccolta ed inserimento dell’alga nella filiera di produzione della carta.

1/2 chilo di alghe per 1 chilo di carta.

L’alga altamente inquinante ma non tossica per l’uomo  trova una sua collocazione sostenibile all’interno dei processo produttivo della carta.

Sempre la Favini ha avviato un programma di riuso delle bucce d’arancia ( residui di lavorazione industriale)  per la realizzazione di CRUSH….

Questa è la loro pagina dei MATERIALI ALTERNATIVI consiglio di darci un’occhiata per valutare le enormi potenzialità dei residui industriali, e respirare un buon MADE IN ITALY ECO….anzi un buon Fatto in Italia.