I giardini della pioggia, quando il meteo crea rigenerazione urbana.

I giardini della pioggia?

Probabilmente qualcuno li conosce già con il loro nome anglofono : Rain Gardens.

I Rain Gardens sono dei piccoli giardini , realizzati  in maniera autonoma attraverso l’auto costruzione, diffusi in Australia, Stati Uniti ed Inghilterra.

Piccoli  ma efficaci esempi di sostenibilità in ambito comunitario.

Ma cosa sono ?

Aiuole, tetti verdi o anche vasi esterni nelle nostre case,  insomma tutti quegli ambiti in cui è possibile  ricostruire  e riproporre  un giardino di dimensioni più o meno grandi.
urban rain gardens - Google Search:

Che caratteristiche hanno?

I Rain Gardens sono dei raccoglitori e depuratori di acqua piovana.

Come funzionano?

Sotto lo strato superficiale di terra viene posizionato uno strato di sabbia la cui funzione è di depurare e filtrare l’acqua piovana che scorrendo lungo le superfici permeabili ( marciapiedi, tetti, muri, etc ) raccoglie  sostanze e polveri inquinanti.

In Australia una collaborazione tra governo e società di gestione delle acque  da anni sostiene  l’auto costruzione anche attraverso siti che spiegano ai cittadini come realizzare aiuole e giardini adatti allo scopo.  In  questo link il sito della società che gestisce le acque.

Mentre qui trovate l’entusiasmante pagina con tutte le istruzioni per realizzare correttamente la parte tecnica e per la scelta e la cura delle piante.

Ma perché realizzarne uno?

Perché il problema della permeabilità del suolo e dell’inquinamento delle acque grava su tutti noi.

2014 ASLA住宅设计杰出奖 Woodland Rain Gardens:

Distribuire il flusso dell’acqua piovana  e permettere che questa arrivi già parzialmente depurata grava meno sull’inquinamento delle acque  ed aiuta il suolo e l’impianto fognario ad evitare i sovraccarichi durante  i periodi di grandi precipitazioni, evitando così o perlomeno, riducendo la possibilità di allagamenti stradali.

08 Rain garden stradale presso Victoria (Canada)

 

Negli Stati Uniti si realizzano campagne comunitarie per raggiungere una diffusione sempre più capillare di questi piccoli giardini. L’idea è quella di coinvolgere la comunità nella salvaguardia degli spazi.

 E qui in Italia?

Con un ritardo clamoroso , considerando le condizioni critiche del dissesto idrogeologico  del nostro territorio , da  pochissimi anni vengono avviati dei  progetti sperimentali a carattere pubblico.

Diversamente le vasche di fitodepurazione che riguardano l’ambito di depurazione delle acque degli scarichi sono già una realtà da parecchi anni  ma ne parleremo in un’altra occasione.

Il più noto Rain Gardens è a Milano datato 2015 legato alle opere di riqualificazione dell’Expo firmato dallo studio paesaggistico Laura Gatti è interessa la nuova strada interquartiere Zara-Expo.

I Rain Gardens sono un’alternativa sostenibile e funzionale alla riqualificazione degli spazi verdi residui anche all’interno di progetti di rigenerazione.

streetscape, sidewalk, pave, pattern, hexagon:    

 

E noi?

Nel nostro piccolo possiamo iniziare a raccogliere l’acqua delle grondaie  o creare vasca di scolo  ad hoc lungo i perimetri della casa.

Una bella occasione per sperimentare soluzioni estetiche alternative, funzionali e amiche dell’ambiente.

  

 

 

 

 

 

 

 

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Arte e Rigenerazione Urbana

Il mio quartiere è un quartiere di provincia. Alterna casette a palazzine …e basta.

Il mio paese è cresciuto lungo la statale e il centro è diventato il marciapiede fuori dal Bar Sport, anzi ex Bar Sport oggi è il Bar di Wung. Il mio paese è diventato parte della città.

Il palazzo dove abito è “popolare”. Ci incontriamo sulle scale a parlare , quando non fa freddo.

Abito in una casa nostra. Ma non conosco il mio vicino.

La città contemporanea è un organismo complesso con delle esigenze e delle domande che iniziano ad emerge in maniera  netta.Problemi che non possono essere sempre risolti sulla carta attraverso gli strumenti della pianificazione, decidendo con disegni e programmi su misura dove la città deve andare e come devono viverla i suoi cittadini.

GIS

 

 

Una pratica urbana che punta alla rigenerazione dello spazio della città  e di tutte le relazioni ad esso connesse è l’arte partecipativa.

L’arte partecipativa  è  un’azione urbana .

 

Ma cosa significa questo ? e di cosa stiamo parlando?

L’utilizzo della arte come strumento  punta a ricreare  relazioni  all’interno di uno stesso quartiere ( o  palazzo , o via) attraverso azioni  che possono essere simboliche, comunitarie, a lungo o brevissimo termine.

Là dove l’arte avvia dei processi di interazione , di creazione  si iniziano a sviluppare reti sociali con aumento della qualità della vita, della sicurezza, dell’opportunità culturali e lavorative.  Lo spazio urbano con la sua popolazione rinasce a nuova vita.

 

Qual’è l’obiettivo , quale elemento  si innesta nella popolazione cosa succede ?

Viene reinventata  la quotidianità attraverso eventi  che chiedono in maniera più o meno indiretta di guardarsi intorno, di dare un valore agli spazi abbandonati,  di dargli un colore.

Gli eventi , coinvolgo la comunità attraverso l’arte e l’interazione con gli spazi urbani.

Gli spazi urbani in questo caso  devono essere partenza e struttura dell’evento stesso.

Vediamo qualcosa:

l’arte visiva di JR  coinvolge direttamente le persone  e “parla” di discriminazione e diritti negati:

 

 

la danza urbana attraverso interventi puntuali:

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 o di inclusione sociale attraverso laboratori che coinvolgono i cittadini ( anche disabili) ed avviano processi di relazione e scoperta nuovi, qui sotto le immagini del progetto CORPO POETICO di  Anna Albertarelli  che coinvolge disabili e spazi urbani:

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della Guerrilla Gardening ne abbiamo parlato  nell’articolo Verdure alla fermata del tram e fiori tra i porfidi del centro  che si declina in arte pubblica  e avvia processi di riqualificazione urbana.

Gli orti  urbani  sono delle forme di Guerrilla Gardening regolata  che parlano di riappropriazione dello spazio e di condivisione sociale.

 Interventi di valorizzazione sonora di cui esiste un collettivo di artisti  tutto italiano dedito a promuovere e realizzare interventi di valorizzazione del Paesaggio Sonoro naturale ed artificiale

 

Ad esempio Rimini Sonora evento organizzato dal Collettivo  o meglio dall’Archivio Italiano dei Paesaggi Sonori e dall’associazione Karibuni  di Rimini a cui abbiamo rubato la foto a fin di bene. Questo il link del loro Blog dove approfondire questa interessantissima iniziativa e osservare le belle foto.

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Esistono migliaia di varianti e progetti che puntano ad un coinvolgimento della cittadinanza  e l’arte.

Aggiungo poi gli interventi di sport urbano anch’essa forme di rigenerazione urbana meno artistica ma da spesso più  pragmatica e salutare come Mi muovo realizzato a Milano  nel 2014 o i vari gruppi di Camminata del quartiere , nel vostro ne esistono?

L’obiettivo su cui vorrei soffermarmi è la capacità che questi interventi hanno di sensibilizzare le persone sul valore dello spazio comune.Se  purtroppo la sensibilità media tende ad abbassarsi, li dove un’intervento di arte pubblica ha cambiato  il punto di vista e la sensibilità verso lo spazio condiviso anche di un solo individuo, il processo di riqualificazione e rigenerazione si è avviato.

 

 

 

Verdure alla fermata del tram e fiori tra i porfidi del centro

Finalmente con un po’ di ritardo sul calendario inizia la primavera.

Giornate più lunghe, temperature più calde ma sopratutto fiori , piante, orti e giardini che rinascono a nuova vita.

Fiori che sfidano cemento ed asfalto.

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Camminando per la città non possiamo non associare questi fenomeni di riappropriazione naturale con un fenomeno di riappropriazione simile ma totalmente artificiale : la Guerrilla Gardening .

La Guerrilla Gardening è una forma di attivismo politico il cui obiettivo è quello di “difendere la terra” con atti volti a sensibilizzare l’opinione pubblica tramite la cura non autorizzata e l’inserimento abusivo di aree coltivate o semplicemente fiorite all’interno dei circuiti cittadini. In poche parole un’azione di Guerrila Gardening è l’impianto di un’aiuola fiorita in una fascia di verde residuo cittadino o l’appropriazione di un’area verde non definita da nessuna funzione e la sua coltivazione per scopi alimentari ( ci piantono i pomodori!)

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Uno degli elementi che contraddistinguono la parte più attiva della Guerrilla sono le Bombe di Semi ( Seed Bombs) delle vere e proprie bombe ( buone!) di argilla e semi che una volta lanciate ( !!!!) o meglio rilasciate sul terreno e in questo caso nei vari angoli della città fioriscono rivendicando un po’ di natura nel grigio cittadino.

 

Con l’aumento della sensibilizzazione verso il valore della terra le Seed bombs sono entrate a far parte dell’immaginario collettivo anche grazie a progetti di Design ed Artigianato che le ripropongono in una nuova veste.

 

 

Come spesso accade la strada  e l’attivismo diventano muse ispiratrici per il design, troviamo così, navigando in rete progetti di Seed Bombs regalo ( di grande tendenza nei matrimoni Eco) e di carte che fioriscono .

Recentemente è salita alla ribalta la notizia del giornale giapponese che una volta piantato germoglia, ma non serve andare lontano, già da parecchi anni le  attivissime mamme italiane eco si sbizzarriscono con carte fai da te mischiate con semi , o interessanti kit di semina artigianali.

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Qui sotto una collana di bombe di semi e delle bomboniere da piantare!

 

Le Bombe di Semi sono le uniche bombe che fanno bene al mondo.