Opificio Golinelli. Scienza,educazione e rigenerazione urbana

In Italia esistono posti dove i giochi da riporre nella mensola della cameretta diventano spazi  dove imparare

“l’importanza del metodo scientifico, valorizza la creatività, l’integrazione culturale, la capacità di cooperare e di cogliere le infinite possibilità offerte dal mondo che cambia”.

Questo luogo è la Scuola delle Idee dell’Opificio Golinelli a Bologna.

Un intelligente progetto di rigenerazione urbana reso possibile dalla Fondazione Golinelli.

Foto di Giovanni Bortolani

 

Foto di Giovanni Bortolani

 

Ma partiamo dalla Fondazione.La Fondazione Golinelli nata a Bologna nel 1988  è una fondazione privata  a carattere filantropico; si occupa perlopiù di progetti educativi con la finalità specifica di favorire la crescita etica , intellettuale della società con particolare attenzione ai giovani e con  l’obiettivo di contribuire allo sviluppo sostenibile del nostro Paese.

Dalla Fondazione Golinelli nasce l’Opificio Golinelli.

Foto di Giovanni Bortolani

 

L’Opificio Golinelli è una cittadella della conoscenza, una sorta di  laboratorio  sperimentale didattico nel campo delle scienze e delle tecnologie.

L’Opificio Golinelli è anche un interessantissimo progetto di rigenerazione urbana  realizzato e pensato in maniera intelligente e contemporanea.

Il progetto è dello studio di architettura DIVERSERIGHESTUDIO di Bologna, un Team di 3 architetti relativamente giovani (per quello che può significare giovani professionisti nel nostro paese!)

Vincitore di Premi e riconoscimenti, l’intervento si sviluppa come un’ enorme gioco di scatole.

foto di Giovanni Bortolani

Dentro il contenitore principale vengono inserite altri contenitori più piccoli con delle funzioni specifiche , che permettono di creare lo spazio giusto senza intervenire sulla struttura principale.

Foto di Giovanni Bortolani

 

 

In pratica si utilizza l’involucro principale come una pelle contenitore senza stravolgerne  dimensioni e caratteristiche. Questo approccio permette di utilizzare gli enormi spazi dilatati mantenendo la visione complessiva dell’edificio industriale, caratterizzato da un’illuminazione naturale continua e diffusa.

Qui sotto un esempio di come l’illuminazione naturale si ingloba e con la progettazione di nuovi spazi .

Foto di Giovanni Bortolani

Cosa succede quando lo spazio viene gestito in maniera così precisa?

Succede che esaurite le funzioni rimangono ancora spazi liberi a disposizione che rendono l’insieme ancora più adattabile e modificabile agli eventi ed alla progettazione di incontri.

Più spazio libero significa più possibilità creative al suo interno.

 

 

Foto di Giovanni Bortolani

 

Ma l’Opificio Golinelli è anche caratterizzato dall’uso dei colori .

 

Riproposti poi nello studio dell’immagine grafica,  volti a creare una segnaletica riconoscibile in  maniera chiara .

Il progetto è caratterizzato da un percorso di sviluppo che doveva tenere in considerazione le differenti fasce d’età dell’utenza e la differenziazione di proposte.

In un’ottica di “progetti all’interno del progetto” ogni spazio ha una sua unicità grafica, spaziale e concettuale.

Evitando  quelle situazioni di sovrapposizione tra i più piccoli e gli adulti .

Qui sotto la pianta di sviluppo progettuale.

 

Un’altro esempio italiano di rigenerazione urbana intelligente.

 

 

Tutte le foto sono di Giovanni Bortolani , date un occhiata al suo sito;

Le immagini di progetto sono prese dallo sito di DIVERSERIGHESTUDIO;

 

Annunci

Cambio look con una porta!

Cambiare il look ad una zona della vostra casa può essere molto più semplice di quello che pensate, spesso basta cambiare una porta.

Le porte d’arredo nascono esattamente per questa esigenza, essere funzionali  nella divisione di ambienti comunicanti ma al tempo stesso creare unicità con lo stile della casa o dell’ufficio , dare indicazioni , togliere o aumentare la luce.

Se negli anni ’80 le nostre porte in laminato laccato venivano ricoperte di poster e carte adesive , o in alternativa impreziosite con improbabili vetri  oggi le soluzioni sono molteplici ed osare è alla portata di tutti.

Il mercato è ampio, spesso le scelte vengono fatte su meri calcoli economici ma nella scelta della porta sopratutto in presenza di vetri e decori o meccanismi sarà la manutenzione e la resistenza nel tempo a far la differenza.

Perché risparmiare  oggi a favore di prodotti di bassa qualità per poi dover pagare domani manutenzione, pulizie continue ( le varie lavorazioni del vetro sono fondamentali) rotture o addirittura mal funzionamento?

Facendo  un po’ di confronti ho individuato alcune aziende, in particolare mi sono soffermata  su un’azienda veneta  da un lato per la vicinanza  territoriale ( aspetto importantissimo per fare scelte consapevoli!)  e dall’altro per le soluzioni giovanili e contemporane, il tutto con un’attenzione particolare a dettagli e finiture :

la Henry Glass di Treviso.

Facciamo una carrellata di alcune soluzioni che l’azienda propone:

Le porte scorrevoli con meccanismo a vista. Ideali per ambienti giovani e dove non possiamo intervenire con  cartongesso o similari.

 

o in alternativa con mantovana che segna la presenza di un meccanismo ma lo nasconde come nel caso della collezione Vitra della Henry Glass firmata dall’Architetto e designer Alessandro Mendini.

Doppia porta scorrevole esterno muro Classic, linea Vitra, vetro trasparente, decoro sabbiato Labirinto 1 e 1A firmato da Alessandro Mendini, doppio maniglione HG400 cromo satinato, mantovana in finitura alluminio.

Sempre della Henry Glass  le soluzioni più interessanti per risolvere spazi e decori della casa. L’azienda fa soluzioni personalizzate ed utilizza tecnologie particolari che permettono soluzioni  a prezzi assolutamente  accettabili ( stiamo parlando di aziende italiane che lavoro sul territorio e non colossi della distribuzione  che abbassano i prezzi importando da fuori e risparmiando su finiture e qualità).

Inoltre aspetto non da poco a conti fatti la flessibilità delle misure proposte  permette di avere soluzioni di lusso al prezzo  di soluzioni più commerciali.

Porta scorrevole esterno muro Inside, linea Vitra a filo lucido, vetro stratificato extralight satinato, decoro impressioni Sonetto dell'Accademia delle Belle Arti di Venezia, accessori anodizzati moka.:

Qui sopra un’esterno muro a filo lucido, la decorazione in questo caso nasce da un collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Venezia.

Sempre parlando di decori , qui sotto un’altra proposta della linea Vitra dell’azienda veneta .

I decori sono all’interno della stratificazione, questo significa che con il tempo rimarranno inalterati.

Porte scorrevoli esterno muro Classic, linea Vitra a filo lucido, vetro stratificato trasparente extralight, decoro impressioni Stagioni effetto tortora, mantovana e pomelli quadri anodizzati moka.:

 

Ma se lo scorrevole non fa per me?

Ecco due soluzioni  decorate una in versione battente ( la classica porta ) ma senza stipiti  e la versione scorrevole a muro.

A sinistra porta a battente su stipite Plain filo muro, vetro stratificato trasparente extralight, decoro Decò bianco. A destra scorrevole a scomparsa senza stipite, vetro stratificato trasparente extralight, decoro Decò effetto ardesia. Accessori anodizzati alluminio:

 

Ma le porte non sono solo per passare da una stanza all’altra. Avete mai sognato una cabina armadio ? non serve avere stanze in più, si può ricavarne una ovunque anche nella zona giorno con soluzioni di questo tipo:

Possono  dividere gli ambienti senza rinunciare a luci e trasparenze.

 

La porta assume una dignità a se tanto da espandere il suo spazio decorativo oltre le misure standard.

La porta con decoro specchiato e mantovana a vista, altra soluzione ideale in una zona giorno unica  con un’unico passaggio che porta ai servizi ed alla camera .

 

Vi consiglio di fare un giro sul loro sito online!

Rigenerazione italiana a Marsiglia . La ceramica dei Docks.

Un bel intervento di rigenerazione dalla firma italiana a Marsiglia.

Progetto dello studio 5+1AA composto da Alfonso Femia e Gianluca Peluffo è uno di quegli interventi che emozionano.

I  Docks sono stati ridefiniti  celebrando il loro valore di connessione tra il mare e la città e non come elementi di separazione o entità a sé. L’edificio è stato ripensato aumentandone la trasparenze  attraverso  un sistema ragionato di penetrazioni e allunghi. Lo scantinato  è così  completamente permeabile.

big_375692_4012_web_091022-MDC-psp-nord

 

La parte interna è definita da 4 corti che sono state ricreate secondo un sistema basato sull’intensità dei flussi delle persone.Il progetto dei Docks è a misura d’uomo.

Parla una progettazione fatta da artigianato e cura dei particolari, anche le funzioni sono poste in maniera equilibrata tra uffici e spazi commerciali che sono ed esclusivamente di brand indipendenti, start up e realtà locali.

exterieur_ph_luc_boegly_073

Le 4 corti :Barcellona, Roma, Le Village e Le Marché; sono trattate differentemente .

Ognuna ha un tema: la natura, il mediterraneo, il mercato ecc.  ma quello che colpisce è l’uso della dimensione artigianale delle ceramiche.

55b63bf222e7b9c718000010_56cd9d9a22e7b9ee38000003

La corti sono trattate con disegni ceramici unici , disegnati in scala 1:2 direttamente dai progettisti con le aziende e gli artisti.

La corte mediterranea  gioca sulla luce e sui riflessi , la ceramica diventa  uno specchio  che si dissolve salendo.

Docks-©L.-Boegly-004-660x440

 

La terza corte è caratterizzata dalla dissolvenza della pietra a favore della natura che vi entra in maniera prepotente, la corte naturale riprende le ceramiche verdi  su cui inserisce dei vasi sospesi di gelsomino e ricrea  l’ambiente Mediterraneo con dei gechi scultura e delle libellule di  Danilo Trogu , qui il suo profilo tumblr.

 

 

Nella quarta corte  l’ambientazione è quella del mercato , un sistema di vele sospese  richiamano le atmosfere culturali della costa.

Le facciate sono trattate con un intervento  che è una fusione tra il marketing dei brand, la grafica cartacea e la tipografia di altissimo livello il tutto curato dallo studio Tapiro Design. Le facciate diventano dei luoghi dove si snoda il racconto e si gioca con il logotipo e con la tipografia.

 

Tante le aziende italiane coinvolte in veste di eccellenze artigianali.

Un bel progetto europeo che parla italiano , rigenera un luogo e ridefinisce una dimensione a misura d’uomo.

 

 

 

 

Illuminazione: zona giorno

Funzionale.

Questa è la parola chiave quando parliamo di illuminazione.

La luce giusta deve consentire di  lavorare, leggere, chiacchierare, evidenziare e perché no nascondere , creare l’atmosfera adatta al luogo e al momento.

Spesso non si tratta di scegliere solo la lampadina ma di valutarne colore, intensità e posizione, ogni zona va trattata come un progetto  unico.

Come sceglierla? Come progettare i punti luce ?   Ecco alcuni valutazioni da fare  prima di rimanere folgorati da lampadari di design o da miracolosi led a risparmio energetico.

La zona giorno è il cuore della casa,  è uno spazio che si modifica continuamente passando da luogo di lavoro  pomeridiano a  spazio per cene in compagnia . Ecco alcuni consigli pratici:

Zona living  

Lucente-MAI-01.jpg

Luci primarie

  •  solitamente è il lampadario principale a sospensione dall’alto  o la plafoniera , obiettivo è quello di illuminare la stanza in maniera uniforme e  indiretta per amalgamarsi con le luci secondarie;

 

Luci secondarie

illuminazione-zona-giorno-586x439

  • nella zona della conversazione  i punti luce sono posizionati in maniera da non colpire direttamente gli occhi delle persone; ma non troppo basse da non permettere la lettura ; i fogli devono essere illuminati dall’alto.
  • scegliete delle lampade con un minimo di 200 lux per una corretta illuminazione
  • la luce non deve creare riflessi ( non superate i 750 lux ) e possibilmente deve essere integrata con un’altra a bassa intensità,  ;
  • nell’area dei compiti e dei lavori casalinghi la fonte della luce deve provenire in maniera simile all’area di conversazione ma essere posta di fronte ( altrimenti vi fate ombra! …sembra scontato ma succede continuamente!)
  • collezioni, foto, quadri e sculture vanno valorizzate, difficilmente avrete ospiti alle 9 del mattino con il sole che bacia il vostro pezzo unico, è molto più probabile che riceverete amici e parenti all’ora dell’aperitivo o nel primo pomeriggio invernale, se  la zona giorno ruota intorno a queste elementi  ricordatevi che necessitano di una loro fonte luminosa che li valorizzi e  contrasti effetti scenografici da film horror;

lampadario-cucina_NG1

 

Attenzione al posizionamento degli interruttori!  L’ideale sarebbe gestire tutti i punti luce sia da vicino che in ingresso ed in uscita.

Zona cottura

zona-giorno-moderna-con-angolo-cottura

Luci primarie

  • è sospesa dall’alto sopra la zona  tavola, se regolabile in altezza permette di  variare l’atmosfera in base all’attività;

Luci secondarie

  • sono tutte quelle che illuminano i pensili, i ripiani di lavoro ed il fornello. Possono essere faretti nascosti o  integrati ,  devono essere gestibili con interruttori posti in posizioni strategiche;

 

Ma tutte queste luci chi le paga? NOI. Ma possiamo scegliere. Nel post precedente che potete rileggere qui le differenze principali tra lampadina alogena, a risparmio energetico  e Led.