Interni e Home Decor i ” Fatal Error “

Arredo  e Restyling che passione!

Gruppi Facebook , riviste d’arredo, trasmissioni  dove tutto viene svelato , per non parlare di Pinterest!  Migliaia di immagini che ci raccontano di loft da sogno e  arredi  personalizzati con il  fai da te e il restyling

Ma è tutto così semplice? Vediamo i  “Fatal error” più comuni nella progettazione degli arredi interni:

  • Shabby chic. BASTA. Se state valutando una soluzione  di questo tipo sappiate che nel giro di 1 anno sarà  totalmente vetusta. Troppo usato , troppo contaminato.

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Il vero Shabby   si è perso all’incirca 100.00 foto fa su Instagram diventando una specie di contaminazione tra il provenzale e la casa delle bambole. Buttate la carta vetrata  e riproponete  per i vostri interni un arredo rustico e nostrano ma dai toni chiari e personalizzati .

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  • Colore estremi. Evitate i colori estremi e gli abbinamenti azzardati solo perchè la moda del momento ve li propone. Fate molta attenzione inoltre ai mix  di colori , stili e materiali.
    Le riviste d’arredo hanno dei professionisti che si occupano di creare dei veri e propri set.  Se la casa la vivete , optate  per l’utilizzo di contrasti forti solo in aree ridotte.

Immaginatevi anche la casa durante periodi particolari e dopo un paio di anni.

arredi e colori   interni udine pdpn.jpg

 

  • Tendenze del mese. Bellissime oggi. Noiose fra 2 mesi. Se non siete dei veri e propri addict dell’arredamento e le scelte sono sul medio termine optate piuttosto per pochi elementi di tendenza valorizzati da un arredo  più neutro.

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Riciclo, fai da te e handmade. Non è per tutti.

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Mettetevi il cuore in pace. Il  lampadario, la libreria, il riciclo creativo permette  di realizzare ottime soluzioni ma  con un impegno professionale.

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Non sottovalutate per esempio  la finitura dei pallet che vi impegnerà per giorni, e non sottovalutate gli abbinamenti , i pesi e le contrapposizioni di alcuni  elementi d’arredo.

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Dietro a foto molto accattivanti spesso vi sono filtri  fotografici e  professionisti dell’immagine.

Vale sempre la regola. immagina la tua casa fra un paio di anni.

 

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CERSAIE 2016 . Non solo ceramica

Inizia oggi il Cersaie .  Il  più grande evento fieristico italiano in tema di ceramica e non solo.

Dalla pavimentazione ai sanitari fino ai complementi d’arredo , qui si possono ammirare le nuove tendenze. Qualcuno può storcere il naso pensando che si possa ridurre ad una successione di vasche e lavandini ma questo è il  momento di osare e presentare i nuovi prodotti sul mercato.

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La fiera che si svolge a Bologna dal 26 al 30 settembre è un occasione unica per  vedere in anteprima le nuove proposte di aziende che fanno tendenza come ad esempio Villeroy &  Boch che presenta la nuova collezione ( qui il sito dell’azienda  https://www.villeroy-boch.it/)  Color Line  la  nuova linea di colori assolutamente pop che richiamano un po’ lo spirito degli anni ’60 quando  alle  tendenze precedenti si sostituivano  le nuove linee colorate della swinging london. Sviluppati da una nuova di generazione di designer europei che hanno osato anche negli abbinamenti  e nelle tonalità che spaziano dal verde  al rosa fino ai più classici neri e grigi.

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Oltre ad aziende più note è un ottima occasione per cogliere le contaminazioni come nel  caso di questa azienda  turca la  Yurbay Seramik ( https://en.yurtbay.com.tr/kurumsal ) che propone delle piastrelle ceramiche stampate che richiamano i colori caldi della terra e del tessuto.

 

 

Se siete in cerca di ispirazioni anche in altri ambiti della casa questo è il posto giusto.

Cersaie 2016 a Bologna.

Colore: di che colore è? RAL e altre cose.

Sempre più spesso mi capitano clienti che si presentano con foto di oggetti, quadri, pavimenti e chiedono soluzioni per interni o di design che siano di quello specifico colore.

Inizia così la sagra degli “azzurrini”” rosa tipo rosa” “rosso ma non quello scuro”.

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Alcune pillole tecniche sul colore.

Il colore è associato a dei codici identificativi. Questo è fondamentale per evitare che il mio azzurro sia il tuo blu o il rosso vino sia in realtà un viola freddo.( leggi anche Il colore: cosa succede quando lo guardiamo? )

Ovviamente rimaniamo nel campo del design e dell’architettura, anche se una volta identificato il codice colore esistono molti siti che permettono di fare le trasposizioni dal reale alla grafica.

Ad esempio l’utilissimo sito dedicato alla conversione dei colori  Encycolorpedia dove da un codice si trovano tutti i corrispondenti.

Ma iniziamo dall’identificazione colore. Per identificare un colore vi serve una mazzetta di  colori. Quasi tutte le marche di vernici e pitture per interni ne hanno più di una, che spazia dai colori pieni alle finiture ( come ed esempio gli spatolati ).

La mazzetta di identificazione colori più giusta è quella del sistema di codifica RAL .

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I codici RAL sono composti da 4 cifre e ogni colore ha un nome unico. Le definizioni dei colori  secondo i codici RAL  sono uno standard nel settore edilizio. In questo sito potrete visualizzare il  sistema RAL ed approfondirlo https://www.coloriral.it/.

I colori vanno sempre  scelti dal vivo ! Eventualmente,  in mancanza della mazzetta, potete sempre portare al colorificio un campione  dell’oggetto di cui volete riprendere il colore.

Potreste trovare anche codici di marche differenti,  in questo caso  niente paura! sempre in rete potete facilmente trovare la conversione del codice nella marca che vi interessa.

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Open Call per una Casa sugli alberi. Ecco cosa vedrete a Terni!

Il sogno di chiunque aspiri ad un rapporto più vicino alla natura:  la casa sull’albero.

Succede allora che a Terni, lo scorso giugno,  il team del TerniFestival indice una chiamata aperta a tutti per la realizzazione di 5 case sugli alberi come residenze temporanee per artisti, cavalcando l’onda del ritorno bucolico e della ricerca di nuovi luoghi del vivere più naturali e semplici. I risultati dell’Open call sono spettacolari e le costruzioni dei 5 vincitori inizieranno oggi al TerniFestival 2016.

Totalmente autocostruite  e dal carattere internazionale!

  • Il gruppo  neozelandese composto da Jacob Dench, Dario Sanchez e Chris Pugsley  ha vinto con Ottavia, una ragnatela residenziale che verrà realizzata  tra due montagne separate da un vuoto, nell’area del vuoto si sviluppa la città vera e propria, ingabbiata  da funi, catene e passerelle. Raggiungibile da traversine in legno e canapa è costituita da amache, corde terrazze tutto rigorosamente sospeso!

  • Da Campobasso il gruppo Falegnameria Fa.Sa. parte sempre dalla sfera  ma la trasforma in un poliedro irregolare, composto da tanti triangoli. Si tratta di una ricerca modulare e standardizzata.Il solaio in legno si allunga oltre la struttura principale andando a toccare il terreno. “ADORABILE”.

  • Il progetto CAOS del gruppo romano Equalogical Lab realizzerà una struttura progettata  in maniera tale da non appoggiare direttamente sull’albero, partendo da una forma sferica rielaborata e realizzata completamente con materiali naturali e riciclati.

  • Il gruppo campano Zampoi propone invece Lampiride ( sui nomi potremmo fare un post singolo!). Una specie di lucciola residenziale, un punto luminoso all’interno dell’ambiente naturale.Esternamente viene riproposta la forma del coleottero con travi e pilastri a vista  che di notte diventano un unico punto luminoso. La struttura autoportante è intrecciata direttamente con l’albero .

  • Non poteva mancare il più classico dei nidi…ma a misura umana. il gruppo di lavoro composto da Simone Picano , Valeria Poggiani  e Mauro Poggiania ha riproposto un nido realizzato con decine di funi  connesse tramite nodi e annodate intorno ai rami. Senza collanti o chiodi. Un vero e proprio nido irrigidito in alcuni punti da elementi lignei

A Gorizia Piccole Eccellenze italiane: Cementine che meraviglia.

Da poco abbiamo pubblicato il post Salviamo la piastrella!  dove tra i veri esempi parlavamo di cementine.

Oggi presento  una realtà  locale che dalle  cementine ha creato un sogno.

Catanese - Design by La Gioviale -:
Catanese design La Gioviale – Pinterest

La Gioviale.

La Gioviale  è una realtà associativa goriziana nata  per promuovere e mantenere vivo l’interesse verso questi splendidi manufatti usati già dalla fine del ‘800

Azulejos - composizione di vari colori e diverse granulometrie di graniglie - Design by La Gioviale:
Azulejos design La Gioviale – Pinterest

Nata dalla connessione  perfetta tra un tecnico, un artigiano ed un’artista l’associazione realizza mattonelle in cemento ( cementine ) in maniera completamente artigianale ma con performance contemporanee.

Con una innovativo approccio di ricerca, sperimentazione e professionalità propongono una mattonella con spessori fino a 11 mm ma capacità tecniche di resistenza e durabilità al pari  dei prodotti per le finiture di bagni e cucine, Resistenti all’acqua, finite tramite lucidatura e lappatura sono il prodotto perfetto per chi vuole un design d’interni unico e  personalizzato , ma al tempo stesso crede in un processo del lavoro e delle tradizioni sostenibile e moderno.

Tappeto Wendy - Design by La Gioviale:
Wendy design La Gioviale – Pinterest

Il cliente sceglie i colori , i disegni e il formato  e loro si occupano della realizzazione.

Liberty - Design by La Gioviale:
uno stampo Gioviale –  Pinterest

Nascono come associazione ma il loro sogno è diventare una realtà imprenditoriale.

Voglia di cementine? Adesso sappiamo dove andare.

La Giovale. Vecja fabrica de madonele de Gorizia.

Qui il loro sito  e la loro pagina FB

In spiaggia con Medonia. Design e ricerca italiana.

Alghe alghe alghe.

Abbiamo già parlato di design fatto con le alghe  nell’articolo Design: Carte Eco di alghe e arance. oggi  presento un bel progetto “Fatto in Italia” come piace a me.

Il progetto Medonia.

Un progetto nato e curato all’interno del Dipartimento di Design dell’Università degli Studi di Roma ” La Sapienza”. L’obiettivo di Medonia è di creare oggetti e arredi per le nostre coste partendo  da quello che le nostre coste ci  donano attraverso le alghe.

L’idea  mette insieme lo smaltimento delle alghe e la necessità di un design sempre più ecosostenibile.

Eh si! Perchè gli oggetti che nascono dal laboratorio progettuale sono anche biodegradabili e riciclabili.

Medonia prende spunto dalle attività svolte nell’ambito del progetto dell’ENEA:  GE.RI.N  sigla che significa GEstione RIsorse Naturali, “Eco-innovazione Sicilia” per la sostenibilità del turismo nell’arcipelago delle Egadi.

Vediamo qualche esempio come il prototipo di Clelia de Simone esposto alla rinata Triennale di Milano:

Ed alcuni rendering ufficiali rintracciabile e scaricabili anche nel sito dell’ENEA:

ed infine l’incipit del progetto preso dal sito ufficiale MedionaLab:

“Medonia (Mediterraneo / Posidonia ) nasce  dalla collaborazione tra il dipartimento PDTA (Pianificazione, Design, Tecnologia dell’architettura) della facoltà di Architettura dell’Università degli studi di Roma “La Sapienza” , il centro di ricerca di Casaccia a Roma dell’ENEA e l’Area Marina Protetta “Isole Egadi” e si inserisce nell’ambito di una delle emergenze ambientali più critiche che affliggono il mare Mediterraneo, lo spiaggiamento della Posidonia oceanica”

Salviamo la Piastrella!

“L’idraulico deve rompere le piastrelle”

Le vecchie case ci vanno strette, bisogna inserire elettrodomestici, cambiare gli scarichi, adattarle alle esigenze dei nuovi nuclei familiari .

Succede sempre più spesso che si debbano eseguire dei lavori che comportano la rottura di piastrelle e la creazioni di tracce che attraversano le nostre cucine , i bagni e non solo.

La soluzione immediata è quella di sopperire con la posa di un pavimento flottante  in “prefinito”. La grande distribuzione lo fornisce a prezzi competitivi e regala anche il mini corso di posa in opera.

Ma se quella piastrella in fondo ci piace? Appartiene forse ai nostri ricordi ?  o semplicemente ci piace per quel sapore vintage  unico .

Ci viene in aiuto la contaminazione contemporanea. L’inserimento ragionato di elementi differenti.

In che senso ragionato?

Individuato il percorso in cui è necessario effettuare la rottura si può ragionare su uno schema globale che comprenda tutta la stanza interessata, in  maniera tale da creare un effetto grafico ricercato, andando ad asportare anche zone non interessate dai lavori .

Sequenza sviluppo:

traccia

La traccia taglia  in maniera irregolare la pavimentazione, caratterizzata da una composizione geometrica a file alterne. Se fatto con accuratezza il risultato potrebbe essere di questo tipo:

traccia2

Alcune soluzioni:

  •  piastrelle molto simili  per tonalità o disegno che creano una contaminazione irregolare su tutta la stanza:

traccia3

  • inserimento di punti colore  a sottolineare l’irregolarità:

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  • contaminazione totale attraverso l’uso di fantasie e colori  differenti, le piastrelle nuove vengono inserite anche nelle zone non toccate dai lavori per anticipare visivamente e dare continuità all’insieme:

traccia7

  • creazione di un’area nuova che si espande per punti nelle zone non interessate dai lavori, soluzione meno complessa e più elegante:

traccia8

Le problematiche con cui scontrarsi saranno di carattere tecnico: misure e spessori o legate alla posa in opera ed alla demolizione che deve essere eseguita  a regola d’arte e facendo attenzione.

L’ideale sarebbe una volta segnata la traccia  studiare uno schema compositivo di sostituzione, eventualmente  possono venirci incontro le piastrelle stampate che permettono con una buona dose di fantasia  di rielaborare le grafiche già presenti in chiave contemporanea.

C’è da divertirsi con la composizione !

Prendiamo qualche spunto dall’ Interior Design contemporaneo

Mix coloratissimo

inserimento di cementine

contaminazione verticale

e per i più coraggiosi mosaici ed elementi naturali!

Buon lavoro!

Da Voromuro alla Struttura architettonica naturale.

Voromuro.

Voromuro nasce nel 2007  commissionato dall’ Istituto d’ Arte contemporanea di Boston  ( Institute of Contemporany Art ) è un’installazione acrilica che si muove tra la dimensione effimera e la riflessione sui sistemi naturali come punto di partenza per il futuro delle costruzioni.

Realizzato dagli architetti Monica Ponce De Leon e  Nader Therani , Voromuro faceva parte di una mostra collettiva in cui obiettivo era accompagnare ed indirizzare  le persone all’interno delle Isole Harbor in luoghi specifici.

La forma di  Voromuro è generata  dall’osservazione e dalla rielaborazione dei fenomeni di biomimetica e biomeccanica della natura. Si pone come elemento di riflessione sullo sviluppo di strutture architettoniche efficienti e modificabili.

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In Voromuro i progettisti hanno  usato  i particolari della struttura cellulare ossea umana come elemento di stabilità strutturale. Il materiale si modifica in base alle spinte , ai carichi ed alle sollecitazioni.

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Fabbricato in pannelli  PETG (glycolised polietilene tereftalato) , ogni pannello è realizzato tramite CNC  permettendo così di costruire senza il rischio finale di avere delle deformazioni o delle significative differenze durante il montaggio.

 

Ma la struttura naturale potrebbe essere la soluzione per l’abitazione del futuro? 

 

Nel 2015 in Germania all’University of Stuttgart sull’onda della ricerca tra costruzione e natura è stato realizzato un padiglione sperimentale  che riproponeva il guscio protettivo del ragno d’acqua (Agyroneda aquatica).

Il padiglione realizzato da con una pellicola ETFE  di 0,2 millimetri di spessore, è sostenuto da una griglia differenziata di fasci di fibre di carbonio con uno spessore che varia tra 1 e 2 mm.

Realizzazione padiglione in loco, l'armatura robotica estrude fasci di fibra di carbonio e adesivo.

 

e nel Design?

Abbiamo  trovato questo progetto ispirato alla strategia che utilizza la  Calla ( il fiore )  per conservare l’acqua.

Il Progetto è frutto di un laboratorio universitario qui di seguito tutti i riferimenti:

Progetto: A. Buiano, A. Squeglia, A. Romano Stompanato, F. Chianese, tutors: C. Langella, F. dell’Aglio, S. Adinolfi.  

Gruppo di ricerca trans-dipartimentale con la supervisione di Patrizia Ranzo (Corsi di Laurea in Disegno Industriale della Seconda Università degli Studi di Napoli ). Contributo scientifico dell’ingegneria dei materiali : Carlo Santulli, Università La Sapienza. Contributo scientifico della biologia: Mario De Stefano, Seconda Università degli Studi di Napoli.

 

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Opificio Golinelli. Scienza,educazione e rigenerazione urbana

In Italia esistono posti dove i giochi da riporre nella mensola della cameretta diventano spazi  dove imparare

“l’importanza del metodo scientifico, valorizza la creatività, l’integrazione culturale, la capacità di cooperare e di cogliere le infinite possibilità offerte dal mondo che cambia”.

Questo luogo è la Scuola delle Idee dell’Opificio Golinelli a Bologna.

Un intelligente progetto di rigenerazione urbana reso possibile dalla Fondazione Golinelli.

Foto di Giovanni Bortolani

 

Foto di Giovanni Bortolani

 

Ma partiamo dalla Fondazione.La Fondazione Golinelli nata a Bologna nel 1988  è una fondazione privata  a carattere filantropico; si occupa perlopiù di progetti educativi con la finalità specifica di favorire la crescita etica , intellettuale della società con particolare attenzione ai giovani e con  l’obiettivo di contribuire allo sviluppo sostenibile del nostro Paese.

Dalla Fondazione Golinelli nasce l’Opificio Golinelli.

Foto di Giovanni Bortolani

 

L’Opificio Golinelli è una cittadella della conoscenza, una sorta di  laboratorio  sperimentale didattico nel campo delle scienze e delle tecnologie.

L’Opificio Golinelli è anche un interessantissimo progetto di rigenerazione urbana  realizzato e pensato in maniera intelligente e contemporanea.

Il progetto è dello studio di architettura DIVERSERIGHESTUDIO di Bologna, un Team di 3 architetti relativamente giovani (per quello che può significare giovani professionisti nel nostro paese!)

Vincitore di Premi e riconoscimenti, l’intervento si sviluppa come un’ enorme gioco di scatole.

foto di Giovanni Bortolani

Dentro il contenitore principale vengono inserite altri contenitori più piccoli con delle funzioni specifiche , che permettono di creare lo spazio giusto senza intervenire sulla struttura principale.

Foto di Giovanni Bortolani

 

 

In pratica si utilizza l’involucro principale come una pelle contenitore senza stravolgerne  dimensioni e caratteristiche. Questo approccio permette di utilizzare gli enormi spazi dilatati mantenendo la visione complessiva dell’edificio industriale, caratterizzato da un’illuminazione naturale continua e diffusa.

Qui sotto un esempio di come l’illuminazione naturale si ingloba e con la progettazione di nuovi spazi .

Foto di Giovanni Bortolani

Cosa succede quando lo spazio viene gestito in maniera così precisa?

Succede che esaurite le funzioni rimangono ancora spazi liberi a disposizione che rendono l’insieme ancora più adattabile e modificabile agli eventi ed alla progettazione di incontri.

Più spazio libero significa più possibilità creative al suo interno.

 

 

Foto di Giovanni Bortolani

 

Ma l’Opificio Golinelli è anche caratterizzato dall’uso dei colori .

 

Riproposti poi nello studio dell’immagine grafica,  volti a creare una segnaletica riconoscibile in  maniera chiara .

Il progetto è caratterizzato da un percorso di sviluppo che doveva tenere in considerazione le differenti fasce d’età dell’utenza e la differenziazione di proposte.

In un’ottica di “progetti all’interno del progetto” ogni spazio ha una sua unicità grafica, spaziale e concettuale.

Evitando  quelle situazioni di sovrapposizione tra i più piccoli e gli adulti .

Qui sotto la pianta di sviluppo progettuale.

 

Un’altro esempio italiano di rigenerazione urbana intelligente.

 

 

Tutte le foto sono di Giovanni Bortolani , date un occhiata al suo sito;

Le immagini di progetto sono prese dallo sito di DIVERSERIGHESTUDIO;

 

Cambio look con una porta!

Cambiare il look ad una zona della vostra casa può essere molto più semplice di quello che pensate, spesso basta cambiare una porta.

Le porte d’arredo nascono esattamente per questa esigenza, essere funzionali  nella divisione di ambienti comunicanti ma al tempo stesso creare unicità con lo stile della casa o dell’ufficio , dare indicazioni , togliere o aumentare la luce.

Se negli anni ’80 le nostre porte in laminato laccato venivano ricoperte di poster e carte adesive , o in alternativa impreziosite con improbabili vetri  oggi le soluzioni sono molteplici ed osare è alla portata di tutti.

Il mercato è ampio, spesso le scelte vengono fatte su meri calcoli economici ma nella scelta della porta sopratutto in presenza di vetri e decori o meccanismi sarà la manutenzione e la resistenza nel tempo a far la differenza.

Perché risparmiare  oggi a favore di prodotti di bassa qualità per poi dover pagare domani manutenzione, pulizie continue ( le varie lavorazioni del vetro sono fondamentali) rotture o addirittura mal funzionamento?

Facendo  un po’ di confronti ho individuato alcune aziende, in particolare mi sono soffermata  su un’azienda veneta  da un lato per la vicinanza  territoriale ( aspetto importantissimo per fare scelte consapevoli!)  e dall’altro per le soluzioni giovanili e contemporane, il tutto con un’attenzione particolare a dettagli e finiture :

la Henry Glass di Treviso.

Facciamo una carrellata di alcune soluzioni che l’azienda propone:

Le porte scorrevoli con meccanismo a vista. Ideali per ambienti giovani e dove non possiamo intervenire con  cartongesso o similari.

 

o in alternativa con mantovana che segna la presenza di un meccanismo ma lo nasconde come nel caso della collezione Vitra della Henry Glass firmata dall’Architetto e designer Alessandro Mendini.

Doppia porta scorrevole esterno muro Classic, linea Vitra, vetro trasparente, decoro sabbiato Labirinto 1 e 1A firmato da Alessandro Mendini, doppio maniglione HG400 cromo satinato, mantovana in finitura alluminio.

Sempre della Henry Glass  le soluzioni più interessanti per risolvere spazi e decori della casa. L’azienda fa soluzioni personalizzate ed utilizza tecnologie particolari che permettono soluzioni  a prezzi assolutamente  accettabili ( stiamo parlando di aziende italiane che lavoro sul territorio e non colossi della distribuzione  che abbassano i prezzi importando da fuori e risparmiando su finiture e qualità).

Inoltre aspetto non da poco a conti fatti la flessibilità delle misure proposte  permette di avere soluzioni di lusso al prezzo  di soluzioni più commerciali.

Porta scorrevole esterno muro Inside, linea Vitra a filo lucido, vetro stratificato extralight satinato, decoro impressioni Sonetto dell'Accademia delle Belle Arti di Venezia, accessori anodizzati moka.:

Qui sopra un’esterno muro a filo lucido, la decorazione in questo caso nasce da un collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Venezia.

Sempre parlando di decori , qui sotto un’altra proposta della linea Vitra dell’azienda veneta .

I decori sono all’interno della stratificazione, questo significa che con il tempo rimarranno inalterati.

Porte scorrevoli esterno muro Classic, linea Vitra a filo lucido, vetro stratificato trasparente extralight, decoro impressioni Stagioni effetto tortora, mantovana e pomelli quadri anodizzati moka.:

 

Ma se lo scorrevole non fa per me?

Ecco due soluzioni  decorate una in versione battente ( la classica porta ) ma senza stipiti  e la versione scorrevole a muro.

A sinistra porta a battente su stipite Plain filo muro, vetro stratificato trasparente extralight, decoro Decò bianco. A destra scorrevole a scomparsa senza stipite, vetro stratificato trasparente extralight, decoro Decò effetto ardesia. Accessori anodizzati alluminio:

 

Ma le porte non sono solo per passare da una stanza all’altra. Avete mai sognato una cabina armadio ? non serve avere stanze in più, si può ricavarne una ovunque anche nella zona giorno con soluzioni di questo tipo:

Possono  dividere gli ambienti senza rinunciare a luci e trasparenze.

 

La porta assume una dignità a se tanto da espandere il suo spazio decorativo oltre le misure standard.

La porta con decoro specchiato e mantovana a vista, altra soluzione ideale in una zona giorno unica  con un’unico passaggio che porta ai servizi ed alla camera .

 

Vi consiglio di fare un giro sul loro sito online!