Bianco e Nero. Interni estremi e flessibili.

Spesso abbiamo parlato dell’uso del colore per la ridefinizione degli spazi.

Ecco un esempio estremo di progettazione spaziale dove  pareti mobili e contrasto cromatico creano un luogo estremo , affascinante e creativo.

Il progetto parigino per la nuova sede di un’azienda informatica  firmato dello Studio Stéphane Malka   gioca con il bianco e nero riuscendo a definire un luogo dai connotati surrealistici.

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Il progetto  si basa su un sistema di parete mobili sospesa di 3 mm dal piano e dal soffitto , il sistema brevettato si chiama MUMO  da Mur Mobiles in francese .

Lo spazio diventa un luogo flessibile dove   gli utilizzatori possono ridefinire le zone in base alle esigenze , giocando non solo con le forme ma anche con le luci.

Un’interessante soluzione nella ridefinizione di spazi dismessi di grandi dimensioni, che li rende flessibili e adattabili.

Qui il video con le ridefinizione e i giochi delle pareti mobili , buona visione!

 

 

Processo progettuale.

Come si progetta?

Creativo/ Designer / Scrittore / Artista/ Poeta. Fondamentalmente un progettista. Una di quelle persone che sentono  la necessità di dare soluzioni. Bruno Munari eccellenza tutta italiana.

Oggi abbiamo giocato un po’ con il suo metodo progettuale che è anche una metodologia che può essere riutilizzata nella vita quotidiana.

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Sposine Low Cost ed Eco Friendly? Attenzione al Fai da te!

Oggi usciamo un po’ dalla progettazione architettonica e d’interni  per entrare nel mondo degli allestimenti.

Cliente: “Faccio da sola. Così risparmio”.

Con questa premessa sono stata coinvolta in una collaborazione professionale.

Il lavoro  doveva limitarsi ad una consulenza ed un minimo supporto organizzativo.

Nello specifico in un allestimento matrimoniale.

Si è aperto così il fantastico mondo delle sposine fai da te. Non molto lontano dagli allestitori di fiere fai da te, o da curatori improvvisati di esposizioni artistiche.

Il fai da te presuppone tre aspetti fondamentali:

FAI

DA

TE

Ovvero devi essere in grado di FARLO DA SOLO in tempi utili, con un risparmio evidente di tempo e denaro.

Mi dispiace deludervi ma con rare eccezioni  la maggioranza delle sposine  NON è in grado di fare da sola. Stesso discorso vale per esibizioni artistiche, fiere e stand.

Ma soffermiamoci sugli allestimenti matrimoniali.

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La tendenza è quella di organizzare e creare per poi pagare una Weeding Planner che gestisce la sola giornata matrimoniale.

 

Già qui il primo errore. Perché pagare una professionista  una cifra importante  per delegargli solo la gestione delle vostre idee? La wedding planner  è una persona che può a fronte di un budget dichiarato organizzare il matrimonio dei vostri sogni facendovi pure risparmiare.

 

Ricordiamoci che non è il suo primo matrimonio, conosce i rivenditori, le tempistiche e con molta probabilità  anche alcune convenzioni da giocarsi come assi nella manica.

Se dopo un pomeriggio passato su Pinterest avete deciso che siete assolutamente in gradi di realizzare addobbi, allestimenti etc etc eccovi le regole da non dimenticare:

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  • Le foto prese nel web hanno i filtri, che non è una malattia o una caratteristica genetica, ma semplicemente sono taroccate, l’effetto finale potrebbe essere molto differente….ma molto!

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  • Se non avete mai messo un bottone difficilmente vi verrà una rilegatura giapponese se non dopo almeno 10 prove con relativo dispendio di materiale e tempo ( pratica non sostenibile! );

 

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  • Il vostro tempo vale! a meno che  non siate ereditiere  e del fai da te non ve ne frega niente… perché in questo caso il matrimonio ve lo organizza Enzo Miccio e i suoi 15 cloni che tiene nell’armadio per queste occasioni ;

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  • Riciclato significa riciclato, non c’è nulla di sostenibile nell’acquisto compulsivo di oggetti da destinare al riciclo per fare addobbi Shabby chic  o eco friendly;

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  • Gli allestimenti vanno poi montati  e voi non avrete tempo; ma neppure vostro cugino e tanto meno vostra cognata!

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  • L’effetto scenografico non viene per magia ma va studiato e progettato prima! (rispettiamo i professionisti!)

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  • I giri in auto a cercare materiali/fioristi e location a buon prezzo costano! alla fine rischiate di spendere il triplo e inquinare il quadruplo;

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Potrei continuare l’elenco ma il consiglio è quello di rivolgersi ad un professionista, fatevi fare un preventivo e  date un valore al vostro tempo!

 

 

 

Opificio Golinelli. Scienza,educazione e rigenerazione urbana

In Italia esistono posti dove i giochi da riporre nella mensola della cameretta diventano spazi  dove imparare

“l’importanza del metodo scientifico, valorizza la creatività, l’integrazione culturale, la capacità di cooperare e di cogliere le infinite possibilità offerte dal mondo che cambia”.

Questo luogo è la Scuola delle Idee dell’Opificio Golinelli a Bologna.

Un intelligente progetto di rigenerazione urbana reso possibile dalla Fondazione Golinelli.

Foto di Giovanni Bortolani

 

Foto di Giovanni Bortolani

 

Ma partiamo dalla Fondazione.La Fondazione Golinelli nata a Bologna nel 1988  è una fondazione privata  a carattere filantropico; si occupa perlopiù di progetti educativi con la finalità specifica di favorire la crescita etica , intellettuale della società con particolare attenzione ai giovani e con  l’obiettivo di contribuire allo sviluppo sostenibile del nostro Paese.

Dalla Fondazione Golinelli nasce l’Opificio Golinelli.

Foto di Giovanni Bortolani

 

L’Opificio Golinelli è una cittadella della conoscenza, una sorta di  laboratorio  sperimentale didattico nel campo delle scienze e delle tecnologie.

L’Opificio Golinelli è anche un interessantissimo progetto di rigenerazione urbana  realizzato e pensato in maniera intelligente e contemporanea.

Il progetto è dello studio di architettura DIVERSERIGHESTUDIO di Bologna, un Team di 3 architetti relativamente giovani (per quello che può significare giovani professionisti nel nostro paese!)

Vincitore di Premi e riconoscimenti, l’intervento si sviluppa come un’ enorme gioco di scatole.

foto di Giovanni Bortolani

Dentro il contenitore principale vengono inserite altri contenitori più piccoli con delle funzioni specifiche , che permettono di creare lo spazio giusto senza intervenire sulla struttura principale.

Foto di Giovanni Bortolani

 

 

In pratica si utilizza l’involucro principale come una pelle contenitore senza stravolgerne  dimensioni e caratteristiche. Questo approccio permette di utilizzare gli enormi spazi dilatati mantenendo la visione complessiva dell’edificio industriale, caratterizzato da un’illuminazione naturale continua e diffusa.

Qui sotto un esempio di come l’illuminazione naturale si ingloba e con la progettazione di nuovi spazi .

Foto di Giovanni Bortolani

Cosa succede quando lo spazio viene gestito in maniera così precisa?

Succede che esaurite le funzioni rimangono ancora spazi liberi a disposizione che rendono l’insieme ancora più adattabile e modificabile agli eventi ed alla progettazione di incontri.

Più spazio libero significa più possibilità creative al suo interno.

 

 

Foto di Giovanni Bortolani

 

Ma l’Opificio Golinelli è anche caratterizzato dall’uso dei colori .

 

Riproposti poi nello studio dell’immagine grafica,  volti a creare una segnaletica riconoscibile in  maniera chiara .

Il progetto è caratterizzato da un percorso di sviluppo che doveva tenere in considerazione le differenti fasce d’età dell’utenza e la differenziazione di proposte.

In un’ottica di “progetti all’interno del progetto” ogni spazio ha una sua unicità grafica, spaziale e concettuale.

Evitando  quelle situazioni di sovrapposizione tra i più piccoli e gli adulti .

Qui sotto la pianta di sviluppo progettuale.

 

Un’altro esempio italiano di rigenerazione urbana intelligente.

 

 

Tutte le foto sono di Giovanni Bortolani , date un occhiata al suo sito;

Le immagini di progetto sono prese dallo sito di DIVERSERIGHESTUDIO;

 

Cambio look con una porta!

Cambiare il look ad una zona della vostra casa può essere molto più semplice di quello che pensate, spesso basta cambiare una porta.

Le porte d’arredo nascono esattamente per questa esigenza, essere funzionali  nella divisione di ambienti comunicanti ma al tempo stesso creare unicità con lo stile della casa o dell’ufficio , dare indicazioni , togliere o aumentare la luce.

Se negli anni ’80 le nostre porte in laminato laccato venivano ricoperte di poster e carte adesive , o in alternativa impreziosite con improbabili vetri  oggi le soluzioni sono molteplici ed osare è alla portata di tutti.

Il mercato è ampio, spesso le scelte vengono fatte su meri calcoli economici ma nella scelta della porta sopratutto in presenza di vetri e decori o meccanismi sarà la manutenzione e la resistenza nel tempo a far la differenza.

Perché risparmiare  oggi a favore di prodotti di bassa qualità per poi dover pagare domani manutenzione, pulizie continue ( le varie lavorazioni del vetro sono fondamentali) rotture o addirittura mal funzionamento?

Facendo  un po’ di confronti ho individuato alcune aziende, in particolare mi sono soffermata  su un’azienda veneta  da un lato per la vicinanza  territoriale ( aspetto importantissimo per fare scelte consapevoli!)  e dall’altro per le soluzioni giovanili e contemporane, il tutto con un’attenzione particolare a dettagli e finiture :

la Henry Glass di Treviso.

Facciamo una carrellata di alcune soluzioni che l’azienda propone:

Le porte scorrevoli con meccanismo a vista. Ideali per ambienti giovani e dove non possiamo intervenire con  cartongesso o similari.

 

o in alternativa con mantovana che segna la presenza di un meccanismo ma lo nasconde come nel caso della collezione Vitra della Henry Glass firmata dall’Architetto e designer Alessandro Mendini.

Doppia porta scorrevole esterno muro Classic, linea Vitra, vetro trasparente, decoro sabbiato Labirinto 1 e 1A firmato da Alessandro Mendini, doppio maniglione HG400 cromo satinato, mantovana in finitura alluminio.

Sempre della Henry Glass  le soluzioni più interessanti per risolvere spazi e decori della casa. L’azienda fa soluzioni personalizzate ed utilizza tecnologie particolari che permettono soluzioni  a prezzi assolutamente  accettabili ( stiamo parlando di aziende italiane che lavoro sul territorio e non colossi della distribuzione  che abbassano i prezzi importando da fuori e risparmiando su finiture e qualità).

Inoltre aspetto non da poco a conti fatti la flessibilità delle misure proposte  permette di avere soluzioni di lusso al prezzo  di soluzioni più commerciali.

Porta scorrevole esterno muro Inside, linea Vitra a filo lucido, vetro stratificato extralight satinato, decoro impressioni Sonetto dell'Accademia delle Belle Arti di Venezia, accessori anodizzati moka.:

Qui sopra un’esterno muro a filo lucido, la decorazione in questo caso nasce da un collaborazione con l’Accademia di Belle Arti di Venezia.

Sempre parlando di decori , qui sotto un’altra proposta della linea Vitra dell’azienda veneta .

I decori sono all’interno della stratificazione, questo significa che con il tempo rimarranno inalterati.

Porte scorrevoli esterno muro Classic, linea Vitra a filo lucido, vetro stratificato trasparente extralight, decoro impressioni Stagioni effetto tortora, mantovana e pomelli quadri anodizzati moka.:

 

Ma se lo scorrevole non fa per me?

Ecco due soluzioni  decorate una in versione battente ( la classica porta ) ma senza stipiti  e la versione scorrevole a muro.

A sinistra porta a battente su stipite Plain filo muro, vetro stratificato trasparente extralight, decoro Decò bianco. A destra scorrevole a scomparsa senza stipite, vetro stratificato trasparente extralight, decoro Decò effetto ardesia. Accessori anodizzati alluminio:

 

Ma le porte non sono solo per passare da una stanza all’altra. Avete mai sognato una cabina armadio ? non serve avere stanze in più, si può ricavarne una ovunque anche nella zona giorno con soluzioni di questo tipo:

Possono  dividere gli ambienti senza rinunciare a luci e trasparenze.

 

La porta assume una dignità a se tanto da espandere il suo spazio decorativo oltre le misure standard.

La porta con decoro specchiato e mantovana a vista, altra soluzione ideale in una zona giorno unica  con un’unico passaggio che porta ai servizi ed alla camera .

 

Vi consiglio di fare un giro sul loro sito online!

Il colore: cosa succede quando lo guardiamo?

Il #colore o meglio, il concetto di #colore  è un elemento vero e proprio del processo progettuale degli ambienti.

La caratteristica cromatica di un ambiente o di un oggetto non è semplicemente una qualità intrinseca ma la sensazione creata che stimola direttamente  la vista e avvia l’interpretazione da parte del cervello.

#COLORE

Principalmente è un’esperienza del conscio , del subconscio e dell’inconscio, questo significa che ogni persona avrà una reazione psicologica ed intima rispetto ad un colore legata ad avvenimenti personali e matrice culturale.

Cosa succede quando guardiamo un #colore?

  •  reazione di tipo  biologico

es: il pomodoro maturo #rosso  diventa visibile perché si differenzia dal resto della pianta #verde 

  • associazione di idee  legate all’inconscio

es: associo il #rosso al #freddo a causa di un’esperienza personale rimasta inconscia;

  • simbolismi del conscio

es: l’associazione d’idee che viene utilizzata dalla pubblicità e dal visual, le simbologie religiose. Ne sono un’esempio le metafore popolari :

Verde di rabbia  / vedere tutto nero ….

  • stimoli culturali e sociali

es: se progetto un’oggetto od un ambiente con la successione #verde/#bianco/#rosso in una persona di cultura italiana stimolerò l’abbinamento con il tricolore ed in base alle sua cultura personale ed all’ambiente sociale  avrò una determinata reazione.

  • stimoli mediatici e comunicativi di massa

 fino a pochi anni fa era l’uso del #grigio negli ambienti lavorativi, oggi si ha una nuova tendenza sia per le tinte pastello che per i colori cosiddetti #naturali ( ovvero che richiamano i colori prevalenti dell’ambiente naturale stereotipato)

  • rapporto personale

es: amo il #blu, odio il #rosa. Perché? si tratta di scelte  psichiche legate sia ai punti precedenti , materia di test e studi prettamente  psichici.

Navigando in rete o anche nelle riviste di settore  si trovano migliaia di nozioni inerenti  il colore, la sua estetica, le sue implicazione psicologiche ed estetiche.