Open Call per una Casa sugli alberi. Ecco cosa vedrete a Terni!

Il sogno di chiunque aspiri ad un rapporto più vicino alla natura:  la casa sull’albero.

Succede allora che a Terni, lo scorso giugno,  il team del TerniFestival indice una chiamata aperta a tutti per la realizzazione di 5 case sugli alberi come residenze temporanee per artisti, cavalcando l’onda del ritorno bucolico e della ricerca di nuovi luoghi del vivere più naturali e semplici. I risultati dell’Open call sono spettacolari e le costruzioni dei 5 vincitori inizieranno oggi al TerniFestival 2016.

Totalmente autocostruite  e dal carattere internazionale!

  • Il gruppo  neozelandese composto da Jacob Dench, Dario Sanchez e Chris Pugsley  ha vinto con Ottavia, una ragnatela residenziale che verrà realizzata  tra due montagne separate da un vuoto, nell’area del vuoto si sviluppa la città vera e propria, ingabbiata  da funi, catene e passerelle. Raggiungibile da traversine in legno e canapa è costituita da amache, corde terrazze tutto rigorosamente sospeso!

  • Da Campobasso il gruppo Falegnameria Fa.Sa. parte sempre dalla sfera  ma la trasforma in un poliedro irregolare, composto da tanti triangoli. Si tratta di una ricerca modulare e standardizzata.Il solaio in legno si allunga oltre la struttura principale andando a toccare il terreno. “ADORABILE”.

  • Il progetto CAOS del gruppo romano Equalogical Lab realizzerà una struttura progettata  in maniera tale da non appoggiare direttamente sull’albero, partendo da una forma sferica rielaborata e realizzata completamente con materiali naturali e riciclati.

  • Il gruppo campano Zampoi propone invece Lampiride ( sui nomi potremmo fare un post singolo!). Una specie di lucciola residenziale, un punto luminoso all’interno dell’ambiente naturale.Esternamente viene riproposta la forma del coleottero con travi e pilastri a vista  che di notte diventano un unico punto luminoso. La struttura autoportante è intrecciata direttamente con l’albero .

  • Non poteva mancare il più classico dei nidi…ma a misura umana. il gruppo di lavoro composto da Simone Picano , Valeria Poggiani  e Mauro Poggiania ha riproposto un nido realizzato con decine di funi  connesse tramite nodi e annodate intorno ai rami. Senza collanti o chiodi. Un vero e proprio nido irrigidito in alcuni punti da elementi lignei

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Ma poi, cosa succede in città? Riflessione sulle panchine.

Rigenerazione, arte pubblica, recupero,  parole che sono entrate nel parlare comune, non è raro sentir parlare di rigenerazione urbana dal panettiere o  al supermercato.

Ma prima di rivitalizzare elementi della città sorge spontanea la domanda: questa città la conosco?

La risposta è  No. Gli ambiti che compongono la città sono una moltitudine.

Conosci tutte le piante di tutti i giardini pubblici della tua città? o ancora meglio conosci tutti i giardini pubblici della tua città?

Un buon esercizio estivo per prendere consapevolezza con il territorio è l’osservazione delle panchine. La panchine sono ovunque dal parcheggio del supermercato alla piazzetta nascosta. Parlano delle pratiche dei cittadini. Da che parte guardano? Chi ci è seduto sopra? Giovani? Vecchi?.

Risultati immagini per panchine Risultati immagini per panchine

In alcuni luoghi le panchine sono dei veri propri luoghi di riferimento.

Come sono fatte?  I materiali parlano del luogo. Pietra, legna, ferro.

Hanno altre funzioni nascoste?

Alcune sono dei veri propri gioielli di design urbano come queste:

Risultati immagini per panchine

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o queste:

Risultati immagini per panchine

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Compiti per la vacanze: osserva le panchine della tua città.

A Gorizia Piccole Eccellenze italiane: Cementine che meraviglia.

Da poco abbiamo pubblicato il post Salviamo la piastrella!  dove tra i veri esempi parlavamo di cementine.

Oggi presento  una realtà  locale che dalle  cementine ha creato un sogno.

Catanese - Design by La Gioviale -:
Catanese design La Gioviale – Pinterest

La Gioviale.

La Gioviale  è una realtà associativa goriziana nata  per promuovere e mantenere vivo l’interesse verso questi splendidi manufatti usati già dalla fine del ‘800

Azulejos - composizione di vari colori e diverse granulometrie di graniglie - Design by La Gioviale:
Azulejos design La Gioviale – Pinterest

Nata dalla connessione  perfetta tra un tecnico, un artigiano ed un’artista l’associazione realizza mattonelle in cemento ( cementine ) in maniera completamente artigianale ma con performance contemporanee.

Con una innovativo approccio di ricerca, sperimentazione e professionalità propongono una mattonella con spessori fino a 11 mm ma capacità tecniche di resistenza e durabilità al pari  dei prodotti per le finiture di bagni e cucine, Resistenti all’acqua, finite tramite lucidatura e lappatura sono il prodotto perfetto per chi vuole un design d’interni unico e  personalizzato , ma al tempo stesso crede in un processo del lavoro e delle tradizioni sostenibile e moderno.

Tappeto Wendy - Design by La Gioviale:
Wendy design La Gioviale – Pinterest

Il cliente sceglie i colori , i disegni e il formato  e loro si occupano della realizzazione.

Liberty - Design by La Gioviale:
uno stampo Gioviale –  Pinterest

Nascono come associazione ma il loro sogno è diventare una realtà imprenditoriale.

Voglia di cementine? Adesso sappiamo dove andare.

La Giovale. Vecja fabrica de madonele de Gorizia.

Qui il loro sito  e la loro pagina FB

In spiaggia con Medonia. Design e ricerca italiana.

Alghe alghe alghe.

Abbiamo già parlato di design fatto con le alghe  nell’articolo Design: Carte Eco di alghe e arance. oggi  presento un bel progetto “Fatto in Italia” come piace a me.

Il progetto Medonia.

Un progetto nato e curato all’interno del Dipartimento di Design dell’Università degli Studi di Roma ” La Sapienza”. L’obiettivo di Medonia è di creare oggetti e arredi per le nostre coste partendo  da quello che le nostre coste ci  donano attraverso le alghe.

L’idea  mette insieme lo smaltimento delle alghe e la necessità di un design sempre più ecosostenibile.

Eh si! Perchè gli oggetti che nascono dal laboratorio progettuale sono anche biodegradabili e riciclabili.

Medonia prende spunto dalle attività svolte nell’ambito del progetto dell’ENEA:  GE.RI.N  sigla che significa GEstione RIsorse Naturali, “Eco-innovazione Sicilia” per la sostenibilità del turismo nell’arcipelago delle Egadi.

Vediamo qualche esempio come il prototipo di Clelia de Simone esposto alla rinata Triennale di Milano:

Ed alcuni rendering ufficiali rintracciabile e scaricabili anche nel sito dell’ENEA:

ed infine l’incipit del progetto preso dal sito ufficiale MedionaLab:

“Medonia (Mediterraneo / Posidonia ) nasce  dalla collaborazione tra il dipartimento PDTA (Pianificazione, Design, Tecnologia dell’architettura) della facoltà di Architettura dell’Università degli studi di Roma “La Sapienza” , il centro di ricerca di Casaccia a Roma dell’ENEA e l’Area Marina Protetta “Isole Egadi” e si inserisce nell’ambito di una delle emergenze ambientali più critiche che affliggono il mare Mediterraneo, lo spiaggiamento della Posidonia oceanica”

Salviamo la Piastrella!

“L’idraulico deve rompere le piastrelle”

Le vecchie case ci vanno strette, bisogna inserire elettrodomestici, cambiare gli scarichi, adattarle alle esigenze dei nuovi nuclei familiari .

Succede sempre più spesso che si debbano eseguire dei lavori che comportano la rottura di piastrelle e la creazioni di tracce che attraversano le nostre cucine , i bagni e non solo.

La soluzione immediata è quella di sopperire con la posa di un pavimento flottante  in “prefinito”. La grande distribuzione lo fornisce a prezzi competitivi e regala anche il mini corso di posa in opera.

Ma se quella piastrella in fondo ci piace? Appartiene forse ai nostri ricordi ?  o semplicemente ci piace per quel sapore vintage  unico .

Ci viene in aiuto la contaminazione contemporanea. L’inserimento ragionato di elementi differenti.

In che senso ragionato?

Individuato il percorso in cui è necessario effettuare la rottura si può ragionare su uno schema globale che comprenda tutta la stanza interessata, in  maniera tale da creare un effetto grafico ricercato, andando ad asportare anche zone non interessate dai lavori .

Sequenza sviluppo:

traccia

La traccia taglia  in maniera irregolare la pavimentazione, caratterizzata da una composizione geometrica a file alterne. Se fatto con accuratezza il risultato potrebbe essere di questo tipo:

traccia2

Alcune soluzioni:

  •  piastrelle molto simili  per tonalità o disegno che creano una contaminazione irregolare su tutta la stanza:

traccia3

  • inserimento di punti colore  a sottolineare l’irregolarità:

traccia4

  • contaminazione totale attraverso l’uso di fantasie e colori  differenti, le piastrelle nuove vengono inserite anche nelle zone non toccate dai lavori per anticipare visivamente e dare continuità all’insieme:

traccia7

  • creazione di un’area nuova che si espande per punti nelle zone non interessate dai lavori, soluzione meno complessa e più elegante:

traccia8

Le problematiche con cui scontrarsi saranno di carattere tecnico: misure e spessori o legate alla posa in opera ed alla demolizione che deve essere eseguita  a regola d’arte e facendo attenzione.

L’ideale sarebbe una volta segnata la traccia  studiare uno schema compositivo di sostituzione, eventualmente  possono venirci incontro le piastrelle stampate che permettono con una buona dose di fantasia  di rielaborare le grafiche già presenti in chiave contemporanea.

C’è da divertirsi con la composizione !

Prendiamo qualche spunto dall’ Interior Design contemporaneo

Mix coloratissimo

inserimento di cementine

contaminazione verticale

e per i più coraggiosi mosaici ed elementi naturali!

Buon lavoro!

Processo progettuale.

Come si progetta?

Creativo/ Designer / Scrittore / Artista/ Poeta. Fondamentalmente un progettista. Una di quelle persone che sentono  la necessità di dare soluzioni. Bruno Munari eccellenza tutta italiana.

Oggi abbiamo giocato un po’ con il suo metodo progettuale che è anche una metodologia che può essere riutilizzata nella vita quotidiana.

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Da Voromuro alla Struttura architettonica naturale.

Voromuro.

Voromuro nasce nel 2007  commissionato dall’ Istituto d’ Arte contemporanea di Boston  ( Institute of Contemporany Art ) è un’installazione acrilica che si muove tra la dimensione effimera e la riflessione sui sistemi naturali come punto di partenza per il futuro delle costruzioni.

Realizzato dagli architetti Monica Ponce De Leon e  Nader Therani , Voromuro faceva parte di una mostra collettiva in cui obiettivo era accompagnare ed indirizzare  le persone all’interno delle Isole Harbor in luoghi specifici.

La forma di  Voromuro è generata  dall’osservazione e dalla rielaborazione dei fenomeni di biomimetica e biomeccanica della natura. Si pone come elemento di riflessione sullo sviluppo di strutture architettoniche efficienti e modificabili.

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In Voromuro i progettisti hanno  usato  i particolari della struttura cellulare ossea umana come elemento di stabilità strutturale. Il materiale si modifica in base alle spinte , ai carichi ed alle sollecitazioni.

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Fabbricato in pannelli  PETG (glycolised polietilene tereftalato) , ogni pannello è realizzato tramite CNC  permettendo così di costruire senza il rischio finale di avere delle deformazioni o delle significative differenze durante il montaggio.

 

Ma la struttura naturale potrebbe essere la soluzione per l’abitazione del futuro? 

 

Nel 2015 in Germania all’University of Stuttgart sull’onda della ricerca tra costruzione e natura è stato realizzato un padiglione sperimentale  che riproponeva il guscio protettivo del ragno d’acqua (Agyroneda aquatica).

Il padiglione realizzato da con una pellicola ETFE  di 0,2 millimetri di spessore, è sostenuto da una griglia differenziata di fasci di fibre di carbonio con uno spessore che varia tra 1 e 2 mm.

Realizzazione padiglione in loco, l'armatura robotica estrude fasci di fibra di carbonio e adesivo.

 

e nel Design?

Abbiamo  trovato questo progetto ispirato alla strategia che utilizza la  Calla ( il fiore )  per conservare l’acqua.

Il Progetto è frutto di un laboratorio universitario qui di seguito tutti i riferimenti:

Progetto: A. Buiano, A. Squeglia, A. Romano Stompanato, F. Chianese, tutors: C. Langella, F. dell’Aglio, S. Adinolfi.  

Gruppo di ricerca trans-dipartimentale con la supervisione di Patrizia Ranzo (Corsi di Laurea in Disegno Industriale della Seconda Università degli Studi di Napoli ). Contributo scientifico dell’ingegneria dei materiali : Carlo Santulli, Università La Sapienza. Contributo scientifico della biologia: Mario De Stefano, Seconda Università degli Studi di Napoli.

 

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I giardini della pioggia, quando il meteo crea rigenerazione urbana.

I giardini della pioggia?

Probabilmente qualcuno li conosce già con il loro nome anglofono : Rain Gardens.

I Rain Gardens sono dei piccoli giardini , realizzati  in maniera autonoma attraverso l’auto costruzione, diffusi in Australia, Stati Uniti ed Inghilterra.

Piccoli  ma efficaci esempi di sostenibilità in ambito comunitario.

Ma cosa sono ?

Aiuole, tetti verdi o anche vasi esterni nelle nostre case,  insomma tutti quegli ambiti in cui è possibile  ricostruire  e riproporre  un giardino di dimensioni più o meno grandi.
urban rain gardens - Google Search:

Che caratteristiche hanno?

I Rain Gardens sono dei raccoglitori e depuratori di acqua piovana.

Come funzionano?

Sotto lo strato superficiale di terra viene posizionato uno strato di sabbia la cui funzione è di depurare e filtrare l’acqua piovana che scorrendo lungo le superfici permeabili ( marciapiedi, tetti, muri, etc ) raccoglie  sostanze e polveri inquinanti.

In Australia una collaborazione tra governo e società di gestione delle acque  da anni sostiene  l’auto costruzione anche attraverso siti che spiegano ai cittadini come realizzare aiuole e giardini adatti allo scopo.  In  questo link il sito della società che gestisce le acque.

Mentre qui trovate l’entusiasmante pagina con tutte le istruzioni per realizzare correttamente la parte tecnica e per la scelta e la cura delle piante.

Ma perché realizzarne uno?

Perché il problema della permeabilità del suolo e dell’inquinamento delle acque grava su tutti noi.

2014 ASLA住宅设计杰出奖 Woodland Rain Gardens:

Distribuire il flusso dell’acqua piovana  e permettere che questa arrivi già parzialmente depurata grava meno sull’inquinamento delle acque  ed aiuta il suolo e l’impianto fognario ad evitare i sovraccarichi durante  i periodi di grandi precipitazioni, evitando così o perlomeno, riducendo la possibilità di allagamenti stradali.

08 Rain garden stradale presso Victoria (Canada)

 

Negli Stati Uniti si realizzano campagne comunitarie per raggiungere una diffusione sempre più capillare di questi piccoli giardini. L’idea è quella di coinvolgere la comunità nella salvaguardia degli spazi.

 E qui in Italia?

Con un ritardo clamoroso , considerando le condizioni critiche del dissesto idrogeologico  del nostro territorio , da  pochissimi anni vengono avviati dei  progetti sperimentali a carattere pubblico.

Diversamente le vasche di fitodepurazione che riguardano l’ambito di depurazione delle acque degli scarichi sono già una realtà da parecchi anni  ma ne parleremo in un’altra occasione.

Il più noto Rain Gardens è a Milano datato 2015 legato alle opere di riqualificazione dell’Expo firmato dallo studio paesaggistico Laura Gatti è interessa la nuova strada interquartiere Zara-Expo.

I Rain Gardens sono un’alternativa sostenibile e funzionale alla riqualificazione degli spazi verdi residui anche all’interno di progetti di rigenerazione.

streetscape, sidewalk, pave, pattern, hexagon:    

 

E noi?

Nel nostro piccolo possiamo iniziare a raccogliere l’acqua delle grondaie  o creare vasca di scolo  ad hoc lungo i perimetri della casa.

Una bella occasione per sperimentare soluzioni estetiche alternative, funzionali e amiche dell’ambiente.

  

 

 

 

 

 

 

 

Il colore: cosa succede quando lo guardiamo?

Il #colore o meglio, il concetto di #colore  è un elemento vero e proprio del processo progettuale degli ambienti.

La caratteristica cromatica di un ambiente o di un oggetto non è semplicemente una qualità intrinseca ma la sensazione creata che stimola direttamente  la vista e avvia l’interpretazione da parte del cervello.

#COLORE

Principalmente è un’esperienza del conscio , del subconscio e dell’inconscio, questo significa che ogni persona avrà una reazione psicologica ed intima rispetto ad un colore legata ad avvenimenti personali e matrice culturale.

Cosa succede quando guardiamo un #colore?

  •  reazione di tipo  biologico

es: il pomodoro maturo #rosso  diventa visibile perché si differenzia dal resto della pianta #verde 

  • associazione di idee  legate all’inconscio

es: associo il #rosso al #freddo a causa di un’esperienza personale rimasta inconscia;

  • simbolismi del conscio

es: l’associazione d’idee che viene utilizzata dalla pubblicità e dal visual, le simbologie religiose. Ne sono un’esempio le metafore popolari :

Verde di rabbia  / vedere tutto nero ….

  • stimoli culturali e sociali

es: se progetto un’oggetto od un ambiente con la successione #verde/#bianco/#rosso in una persona di cultura italiana stimolerò l’abbinamento con il tricolore ed in base alle sua cultura personale ed all’ambiente sociale  avrò una determinata reazione.

  • stimoli mediatici e comunicativi di massa

 fino a pochi anni fa era l’uso del #grigio negli ambienti lavorativi, oggi si ha una nuova tendenza sia per le tinte pastello che per i colori cosiddetti #naturali ( ovvero che richiamano i colori prevalenti dell’ambiente naturale stereotipato)

  • rapporto personale

es: amo il #blu, odio il #rosa. Perché? si tratta di scelte  psichiche legate sia ai punti precedenti , materia di test e studi prettamente  psichici.

Navigando in rete o anche nelle riviste di settore  si trovano migliaia di nozioni inerenti  il colore, la sua estetica, le sue implicazione psicologiche ed estetiche.