“hi – gah” & Interior

alessandrapalombini

“Si pronuncia “hi-gah” e originariamente si trattava di un termine norvegese che significava “vivere bene“…  inzia così l’interessante articolo scovato in rete di una collega.

L’articolo ci racconta come applicare  il metodo Hyggie ovvero il metodo danese per vivere felici  dal libro omonimo dell’autrice Marie Tourell Soderberg .

La pratica dell’ hyggie è fondamentalmente legata ad un immaginario di luoghi e “posti che hanno caratteristiche casalinghe” . Ma cosa sono queste visuali casalinghe?

Vi invito a scoprirlo leggendo l’articolo dell’architetto Rigutto sul suo blog:

Hyggie: la rivoluzione nell’Interior Design

 

 

 

 

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Rigenerazione urbana e comunità. Riflessioni.

Spesso qui abbiamo affrontato il tema della rigenerazione urbana .

I processi che interessano la rigenerazione spaziano dalla buone pratiche amministrative agli interventi sui luoghi, siano questi strutturali che di coinvolgimento sensoriale attraverso le arti o processi comunitari .

Le criticità di queste progettazioni che interessano la comunità e lo spazio  sono spesso riconducibili all’uso delle dinamiche progettuali secondo questo semplice schema:

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Schema applicabile un po’ in tutti gli ambiti progettuali.

La progettazione di tipo chiuso prevede un progetto centrale  molto strutturato ma che sul lungo tempo diventa autoreferenziale e autoestinguente, differentemente la progettazione aperta si pone da subito al di sotto della complessità contestuale  e come elemento di riflesso di elementi diffusi.

Il progetto marsigliese ma tutto italiano  dei Docks  già affrontato nell’articolo:

Rigenerazione italiana a Marsiglia: la ceramica dei docks

risolveva la permeabilità con il luogo attraverso un progetto di brand e d’identificazione

THEDOCKS

ma rimaneva sempre sospesa la questione del perché un abitante del territorio dovrebbe fruire del luogo in maniera libera e non vincolata da funzioni o necessità? cosa rende questo oggetto nel territorio parte della comunità e del luogo?

 

 

 

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Interni e Home Decor i ” Fatal Error “

Arredo  e Restyling che passione!

Gruppi Facebook , riviste d’arredo, trasmissioni  dove tutto viene svelato , per non parlare di Pinterest!  Migliaia di immagini che ci raccontano di loft da sogno e  arredi  personalizzati con il  fai da te e il restyling

Ma è tutto così semplice? Vediamo i  “Fatal error” più comuni nella progettazione degli arredi interni:

  • Shabby chic. BASTA. Se state valutando una soluzione  di questo tipo sappiate che nel giro di 1 anno sarà  totalmente vetusta. Troppo usato , troppo contaminato.

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Il vero Shabby   si è perso all’incirca 100.00 foto fa su Instagram diventando una specie di contaminazione tra il provenzale e la casa delle bambole. Buttate la carta vetrata  e riproponete  per i vostri interni un arredo rustico e nostrano ma dai toni chiari e personalizzati .

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  • Colore estremi. Evitate i colori estremi e gli abbinamenti azzardati solo perchè la moda del momento ve li propone. Fate molta attenzione inoltre ai mix  di colori , stili e materiali.
    Le riviste d’arredo hanno dei professionisti che si occupano di creare dei veri e propri set.  Se la casa la vivete , optate  per l’utilizzo di contrasti forti solo in aree ridotte.

Immaginatevi anche la casa durante periodi particolari e dopo un paio di anni.

arredi e colori   interni udine pdpn.jpg

 

  • Tendenze del mese. Bellissime oggi. Noiose fra 2 mesi. Se non siete dei veri e propri addict dell’arredamento e le scelte sono sul medio termine optate piuttosto per pochi elementi di tendenza valorizzati da un arredo  più neutro.

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Riciclo, fai da te e handmade. Non è per tutti.

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Mettetevi il cuore in pace. Il  lampadario, la libreria, il riciclo creativo permette  di realizzare ottime soluzioni ma  con un impegno professionale.

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Non sottovalutate per esempio  la finitura dei pallet che vi impegnerà per giorni, e non sottovalutate gli abbinamenti , i pesi e le contrapposizioni di alcuni  elementi d’arredo.

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Dietro a foto molto accattivanti spesso vi sono filtri  fotografici e  professionisti dell’immagine.

Vale sempre la regola. immagina la tua casa fra un paio di anni.

 

Ma poi, cosa succede in città? Riflessione sulle panchine.

Rigenerazione, arte pubblica, recupero,  parole che sono entrate nel parlare comune, non è raro sentir parlare di rigenerazione urbana dal panettiere o  al supermercato.

Ma prima di rivitalizzare elementi della città sorge spontanea la domanda: questa città la conosco?

La risposta è  No. Gli ambiti che compongono la città sono una moltitudine.

Conosci tutte le piante di tutti i giardini pubblici della tua città? o ancora meglio conosci tutti i giardini pubblici della tua città?

Un buon esercizio estivo per prendere consapevolezza con il territorio è l’osservazione delle panchine. La panchine sono ovunque dal parcheggio del supermercato alla piazzetta nascosta. Parlano delle pratiche dei cittadini. Da che parte guardano? Chi ci è seduto sopra? Giovani? Vecchi?.

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In alcuni luoghi le panchine sono dei veri propri luoghi di riferimento.

Come sono fatte?  I materiali parlano del luogo. Pietra, legna, ferro.

Hanno altre funzioni nascoste?

Alcune sono dei veri propri gioielli di design urbano come queste:

Risultati immagini per panchine

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o queste:

Risultati immagini per panchine

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Compiti per la vacanze: osserva le panchine della tua città.