Ma poi, cosa succede in città? Riflessione sulle panchine.

Rigenerazione, arte pubblica, recupero,  parole che sono entrate nel parlare comune, non è raro sentir parlare di rigenerazione urbana dal panettiere o  al supermercato.

Ma prima di rivitalizzare elementi della città sorge spontanea la domanda: questa città la conosco?

La risposta è  No. Gli ambiti che compongono la città sono una moltitudine.

Conosci tutte le piante di tutti i giardini pubblici della tua città? o ancora meglio conosci tutti i giardini pubblici della tua città?

Un buon esercizio estivo per prendere consapevolezza con il territorio è l’osservazione delle panchine. La panchine sono ovunque dal parcheggio del supermercato alla piazzetta nascosta. Parlano delle pratiche dei cittadini. Da che parte guardano? Chi ci è seduto sopra? Giovani? Vecchi?.

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In alcuni luoghi le panchine sono dei veri propri luoghi di riferimento.

Come sono fatte?  I materiali parlano del luogo. Pietra, legna, ferro.

Hanno altre funzioni nascoste?

Alcune sono dei veri propri gioielli di design urbano come queste:

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o queste:

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Compiti per la vacanze: osserva le panchine della tua città.

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Bianco e Nero. Interni estremi e flessibili.

Spesso abbiamo parlato dell’uso del colore per la ridefinizione degli spazi.

Ecco un esempio estremo di progettazione spaziale dove  pareti mobili e contrasto cromatico creano un luogo estremo , affascinante e creativo.

Il progetto parigino per la nuova sede di un’azienda informatica  firmato dello Studio Stéphane Malka   gioca con il bianco e nero riuscendo a definire un luogo dai connotati surrealistici.

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Il progetto  si basa su un sistema di parete mobili sospesa di 3 mm dal piano e dal soffitto , il sistema brevettato si chiama MUMO  da Mur Mobiles in francese .

Lo spazio diventa un luogo flessibile dove   gli utilizzatori possono ridefinire le zone in base alle esigenze , giocando non solo con le forme ma anche con le luci.

Un’interessante soluzione nella ridefinizione di spazi dismessi di grandi dimensioni, che li rende flessibili e adattabili.

Qui il video con le ridefinizione e i giochi delle pareti mobili , buona visione!

 

 

Opificio Golinelli. Scienza,educazione e rigenerazione urbana

In Italia esistono posti dove i giochi da riporre nella mensola della cameretta diventano spazi  dove imparare

“l’importanza del metodo scientifico, valorizza la creatività, l’integrazione culturale, la capacità di cooperare e di cogliere le infinite possibilità offerte dal mondo che cambia”.

Questo luogo è la Scuola delle Idee dell’Opificio Golinelli a Bologna.

Un intelligente progetto di rigenerazione urbana reso possibile dalla Fondazione Golinelli.

Foto di Giovanni Bortolani

 

Foto di Giovanni Bortolani

 

Ma partiamo dalla Fondazione.La Fondazione Golinelli nata a Bologna nel 1988  è una fondazione privata  a carattere filantropico; si occupa perlopiù di progetti educativi con la finalità specifica di favorire la crescita etica , intellettuale della società con particolare attenzione ai giovani e con  l’obiettivo di contribuire allo sviluppo sostenibile del nostro Paese.

Dalla Fondazione Golinelli nasce l’Opificio Golinelli.

Foto di Giovanni Bortolani

 

L’Opificio Golinelli è una cittadella della conoscenza, una sorta di  laboratorio  sperimentale didattico nel campo delle scienze e delle tecnologie.

L’Opificio Golinelli è anche un interessantissimo progetto di rigenerazione urbana  realizzato e pensato in maniera intelligente e contemporanea.

Il progetto è dello studio di architettura DIVERSERIGHESTUDIO di Bologna, un Team di 3 architetti relativamente giovani (per quello che può significare giovani professionisti nel nostro paese!)

Vincitore di Premi e riconoscimenti, l’intervento si sviluppa come un’ enorme gioco di scatole.

foto di Giovanni Bortolani

Dentro il contenitore principale vengono inserite altri contenitori più piccoli con delle funzioni specifiche , che permettono di creare lo spazio giusto senza intervenire sulla struttura principale.

Foto di Giovanni Bortolani

 

 

In pratica si utilizza l’involucro principale come una pelle contenitore senza stravolgerne  dimensioni e caratteristiche. Questo approccio permette di utilizzare gli enormi spazi dilatati mantenendo la visione complessiva dell’edificio industriale, caratterizzato da un’illuminazione naturale continua e diffusa.

Qui sotto un esempio di come l’illuminazione naturale si ingloba e con la progettazione di nuovi spazi .

Foto di Giovanni Bortolani

Cosa succede quando lo spazio viene gestito in maniera così precisa?

Succede che esaurite le funzioni rimangono ancora spazi liberi a disposizione che rendono l’insieme ancora più adattabile e modificabile agli eventi ed alla progettazione di incontri.

Più spazio libero significa più possibilità creative al suo interno.

 

 

Foto di Giovanni Bortolani

 

Ma l’Opificio Golinelli è anche caratterizzato dall’uso dei colori .

 

Riproposti poi nello studio dell’immagine grafica,  volti a creare una segnaletica riconoscibile in  maniera chiara .

Il progetto è caratterizzato da un percorso di sviluppo che doveva tenere in considerazione le differenti fasce d’età dell’utenza e la differenziazione di proposte.

In un’ottica di “progetti all’interno del progetto” ogni spazio ha una sua unicità grafica, spaziale e concettuale.

Evitando  quelle situazioni di sovrapposizione tra i più piccoli e gli adulti .

Qui sotto la pianta di sviluppo progettuale.

 

Un’altro esempio italiano di rigenerazione urbana intelligente.

 

 

Tutte le foto sono di Giovanni Bortolani , date un occhiata al suo sito;

Le immagini di progetto sono prese dallo sito di DIVERSERIGHESTUDIO;

 

I giardini della pioggia, quando il meteo crea rigenerazione urbana.

I giardini della pioggia?

Probabilmente qualcuno li conosce già con il loro nome anglofono : Rain Gardens.

I Rain Gardens sono dei piccoli giardini , realizzati  in maniera autonoma attraverso l’auto costruzione, diffusi in Australia, Stati Uniti ed Inghilterra.

Piccoli  ma efficaci esempi di sostenibilità in ambito comunitario.

Ma cosa sono ?

Aiuole, tetti verdi o anche vasi esterni nelle nostre case,  insomma tutti quegli ambiti in cui è possibile  ricostruire  e riproporre  un giardino di dimensioni più o meno grandi.
urban rain gardens - Google Search:

Che caratteristiche hanno?

I Rain Gardens sono dei raccoglitori e depuratori di acqua piovana.

Come funzionano?

Sotto lo strato superficiale di terra viene posizionato uno strato di sabbia la cui funzione è di depurare e filtrare l’acqua piovana che scorrendo lungo le superfici permeabili ( marciapiedi, tetti, muri, etc ) raccoglie  sostanze e polveri inquinanti.

In Australia una collaborazione tra governo e società di gestione delle acque  da anni sostiene  l’auto costruzione anche attraverso siti che spiegano ai cittadini come realizzare aiuole e giardini adatti allo scopo.  In  questo link il sito della società che gestisce le acque.

Mentre qui trovate l’entusiasmante pagina con tutte le istruzioni per realizzare correttamente la parte tecnica e per la scelta e la cura delle piante.

Ma perché realizzarne uno?

Perché il problema della permeabilità del suolo e dell’inquinamento delle acque grava su tutti noi.

2014 ASLA住宅设计杰出奖 Woodland Rain Gardens:

Distribuire il flusso dell’acqua piovana  e permettere che questa arrivi già parzialmente depurata grava meno sull’inquinamento delle acque  ed aiuta il suolo e l’impianto fognario ad evitare i sovraccarichi durante  i periodi di grandi precipitazioni, evitando così o perlomeno, riducendo la possibilità di allagamenti stradali.

08 Rain garden stradale presso Victoria (Canada)

 

Negli Stati Uniti si realizzano campagne comunitarie per raggiungere una diffusione sempre più capillare di questi piccoli giardini. L’idea è quella di coinvolgere la comunità nella salvaguardia degli spazi.

 E qui in Italia?

Con un ritardo clamoroso , considerando le condizioni critiche del dissesto idrogeologico  del nostro territorio , da  pochissimi anni vengono avviati dei  progetti sperimentali a carattere pubblico.

Diversamente le vasche di fitodepurazione che riguardano l’ambito di depurazione delle acque degli scarichi sono già una realtà da parecchi anni  ma ne parleremo in un’altra occasione.

Il più noto Rain Gardens è a Milano datato 2015 legato alle opere di riqualificazione dell’Expo firmato dallo studio paesaggistico Laura Gatti è interessa la nuova strada interquartiere Zara-Expo.

I Rain Gardens sono un’alternativa sostenibile e funzionale alla riqualificazione degli spazi verdi residui anche all’interno di progetti di rigenerazione.

streetscape, sidewalk, pave, pattern, hexagon:    

 

E noi?

Nel nostro piccolo possiamo iniziare a raccogliere l’acqua delle grondaie  o creare vasca di scolo  ad hoc lungo i perimetri della casa.

Una bella occasione per sperimentare soluzioni estetiche alternative, funzionali e amiche dell’ambiente.