Colore: di che colore è? RAL e altre cose.

Sempre più spesso mi capitano clienti che si presentano con foto di oggetti, quadri, pavimenti e chiedono soluzioni per interni o di design che siano di quello specifico colore.

Inizia così la sagra degli “azzurrini”” rosa tipo rosa” “rosso ma non quello scuro”.

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Alcune pillole tecniche sul colore.

Il colore è associato a dei codici identificativi. Questo è fondamentale per evitare che il mio azzurro sia il tuo blu o il rosso vino sia in realtà un viola freddo.( leggi anche Il colore: cosa succede quando lo guardiamo? )

Ovviamente rimaniamo nel campo del design e dell’architettura, anche se una volta identificato il codice colore esistono molti siti che permettono di fare le trasposizioni dal reale alla grafica.

Ad esempio l’utilissimo sito dedicato alla conversione dei colori  Encycolorpedia dove da un codice si trovano tutti i corrispondenti.

Ma iniziamo dall’identificazione colore. Per identificare un colore vi serve una mazzetta di  colori. Quasi tutte le marche di vernici e pitture per interni ne hanno più di una, che spazia dai colori pieni alle finiture ( come ed esempio gli spatolati ).

La mazzetta di identificazione colori più giusta è quella del sistema di codifica RAL .

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I codici RAL sono composti da 4 cifre e ogni colore ha un nome unico. Le definizioni dei colori  secondo i codici RAL  sono uno standard nel settore edilizio. In questo sito potrete visualizzare il  sistema RAL ed approfondirlo https://www.coloriral.it/.

I colori vanno sempre  scelti dal vivo ! Eventualmente,  in mancanza della mazzetta, potete sempre portare al colorificio un campione  dell’oggetto di cui volete riprendere il colore.

Potreste trovare anche codici di marche differenti,  in questo caso  niente paura! sempre in rete potete facilmente trovare la conversione del codice nella marca che vi interessa.

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Opificio Golinelli. Scienza,educazione e rigenerazione urbana

In Italia esistono posti dove i giochi da riporre nella mensola della cameretta diventano spazi  dove imparare

“l’importanza del metodo scientifico, valorizza la creatività, l’integrazione culturale, la capacità di cooperare e di cogliere le infinite possibilità offerte dal mondo che cambia”.

Questo luogo è la Scuola delle Idee dell’Opificio Golinelli a Bologna.

Un intelligente progetto di rigenerazione urbana reso possibile dalla Fondazione Golinelli.

Foto di Giovanni Bortolani

 

Foto di Giovanni Bortolani

 

Ma partiamo dalla Fondazione.La Fondazione Golinelli nata a Bologna nel 1988  è una fondazione privata  a carattere filantropico; si occupa perlopiù di progetti educativi con la finalità specifica di favorire la crescita etica , intellettuale della società con particolare attenzione ai giovani e con  l’obiettivo di contribuire allo sviluppo sostenibile del nostro Paese.

Dalla Fondazione Golinelli nasce l’Opificio Golinelli.

Foto di Giovanni Bortolani

 

L’Opificio Golinelli è una cittadella della conoscenza, una sorta di  laboratorio  sperimentale didattico nel campo delle scienze e delle tecnologie.

L’Opificio Golinelli è anche un interessantissimo progetto di rigenerazione urbana  realizzato e pensato in maniera intelligente e contemporanea.

Il progetto è dello studio di architettura DIVERSERIGHESTUDIO di Bologna, un Team di 3 architetti relativamente giovani (per quello che può significare giovani professionisti nel nostro paese!)

Vincitore di Premi e riconoscimenti, l’intervento si sviluppa come un’ enorme gioco di scatole.

foto di Giovanni Bortolani

Dentro il contenitore principale vengono inserite altri contenitori più piccoli con delle funzioni specifiche , che permettono di creare lo spazio giusto senza intervenire sulla struttura principale.

Foto di Giovanni Bortolani

 

 

In pratica si utilizza l’involucro principale come una pelle contenitore senza stravolgerne  dimensioni e caratteristiche. Questo approccio permette di utilizzare gli enormi spazi dilatati mantenendo la visione complessiva dell’edificio industriale, caratterizzato da un’illuminazione naturale continua e diffusa.

Qui sotto un esempio di come l’illuminazione naturale si ingloba e con la progettazione di nuovi spazi .

Foto di Giovanni Bortolani

Cosa succede quando lo spazio viene gestito in maniera così precisa?

Succede che esaurite le funzioni rimangono ancora spazi liberi a disposizione che rendono l’insieme ancora più adattabile e modificabile agli eventi ed alla progettazione di incontri.

Più spazio libero significa più possibilità creative al suo interno.

 

 

Foto di Giovanni Bortolani

 

Ma l’Opificio Golinelli è anche caratterizzato dall’uso dei colori .

 

Riproposti poi nello studio dell’immagine grafica,  volti a creare una segnaletica riconoscibile in  maniera chiara .

Il progetto è caratterizzato da un percorso di sviluppo che doveva tenere in considerazione le differenti fasce d’età dell’utenza e la differenziazione di proposte.

In un’ottica di “progetti all’interno del progetto” ogni spazio ha una sua unicità grafica, spaziale e concettuale.

Evitando  quelle situazioni di sovrapposizione tra i più piccoli e gli adulti .

Qui sotto la pianta di sviluppo progettuale.

 

Un’altro esempio italiano di rigenerazione urbana intelligente.

 

 

Tutte le foto sono di Giovanni Bortolani , date un occhiata al suo sito;

Le immagini di progetto sono prese dallo sito di DIVERSERIGHESTUDIO;

 

Il colore: cosa succede quando lo guardiamo?

Il #colore o meglio, il concetto di #colore  è un elemento vero e proprio del processo progettuale degli ambienti.

La caratteristica cromatica di un ambiente o di un oggetto non è semplicemente una qualità intrinseca ma la sensazione creata che stimola direttamente  la vista e avvia l’interpretazione da parte del cervello.

#COLORE

Principalmente è un’esperienza del conscio , del subconscio e dell’inconscio, questo significa che ogni persona avrà una reazione psicologica ed intima rispetto ad un colore legata ad avvenimenti personali e matrice culturale.

Cosa succede quando guardiamo un #colore?

  •  reazione di tipo  biologico

es: il pomodoro maturo #rosso  diventa visibile perché si differenzia dal resto della pianta #verde 

  • associazione di idee  legate all’inconscio

es: associo il #rosso al #freddo a causa di un’esperienza personale rimasta inconscia;

  • simbolismi del conscio

es: l’associazione d’idee che viene utilizzata dalla pubblicità e dal visual, le simbologie religiose. Ne sono un’esempio le metafore popolari :

Verde di rabbia  / vedere tutto nero ….

  • stimoli culturali e sociali

es: se progetto un’oggetto od un ambiente con la successione #verde/#bianco/#rosso in una persona di cultura italiana stimolerò l’abbinamento con il tricolore ed in base alle sua cultura personale ed all’ambiente sociale  avrò una determinata reazione.

  • stimoli mediatici e comunicativi di massa

 fino a pochi anni fa era l’uso del #grigio negli ambienti lavorativi, oggi si ha una nuova tendenza sia per le tinte pastello che per i colori cosiddetti #naturali ( ovvero che richiamano i colori prevalenti dell’ambiente naturale stereotipato)

  • rapporto personale

es: amo il #blu, odio il #rosa. Perché? si tratta di scelte  psichiche legate sia ai punti precedenti , materia di test e studi prettamente  psichici.

Navigando in rete o anche nelle riviste di settore  si trovano migliaia di nozioni inerenti  il colore, la sua estetica, le sue implicazione psicologiche ed estetiche.